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Migranti medici senza frontiere aquariusAquarius: “Cibo fino a stasera, non possiamo restare in mare a lungo”
Di acqua ce n’è, ma il cibo potrebbe finire questa sera, e questo renderebbe davvero critica la permanenza di 629 persone a bordo della nave Aquarius. Ecco cosa raccontano i soccorritori che sono a bordo della nave affittata dalla ong Sos Me’diterrane’e per i soccorsi in mare e che da domenica è bloccata nelle acque del Mediterraneo dopo l’imperativo di Matteo Salvini sulla chiusura dei porti.
A parlare è Alessandro Porro, un membro del team ricerca e soccorso dell’Aquarius, intervistato da Redattore sociale. “Di acqua ne abbiamo a sufficienza, ma verso sera il cibo finirà. Noi abbiamo scorte di cibo energetico per uno, due giorni di viaggio. Siamo a 27 miglia Nord Est da Malta e a 35 a Sud Ovest dalla Sicilia. Siamo fermi, aspettiamo di ricevere una comunicazione. Siamo come un’ambulanza del 118 bloccata in tangenziale, in attesa di capire in che ospedale andare”. Sono 629 le persone a bordo, oltre 100 i -minori non accompagnati, 88 le donne, di cui 7 incinte: “La situazione a bordo per ora e’ tranquilla, ma cominciano a chiederci perchè non ci muoviamo. Sanno che non li riporteremo in Libia, e per ora questo basta loro”.
Sull’Aquarius non si registrano casi medici che richiedano cure immediate, ma in molti avrebbero bisogno di assistenza: “Ci sono persone con ustioni da carburante, ci sono molti casi di spossatezza e affaticamento. Si consideri che 50 persone le abbiamo tratte in salvo mentre, praticamente, stavano annegando: sono traumatizzate”.
Tutto è cominciato sabato notte, quando l’Aquarius ha soccorso due gommoni, di cui uno parzialmente ribaltato: “Circa a mezzanotte un elicottero della Marina ci ha aiutato illuminando il campo d’azione. Abbiamo soccorso 229 persone, altre 400 sono state salvate e poi portate sulla nostra nave da 3 gommoni della Guardia Costiera e una nave della Marina italiana”. Poi l’Mrcc di Roma (Maritime rescue coordination centre, il coordinamento dei soccorsi, ndr) ha contattato Aquarius dicende che avrebbe potuto attraccare a Trapano o a Messina, senza però mandare alcuna comunicazione scritta.
“Per questioni logistiche abbiamo optato per Messina e abbiamo cominciato a muoverci. Nel pomeriggio di domenica abbiamo letto sulla stampa le dichiarazioni di Matteo Salvini: l’Mrcc ci ha ricontattato e ci ha detto di fermarci. Sappiamo che si è messa in contatto con l’omologa maltese, ma da qual momento si sono interrotte le comunicazioni”.
“Cosa ho pensato quando ho letto le dichiarazioni di Salvini? Stupore, direi. Ma non abbiamo tempo di riflettere sulle parole. Dobbiamo concentrarsi sulla necessità di portare a termine il nostro soccorso il prima possibile: non siamo attrezzati per restare in mare. Non sappiamo cosa succederà: questa situazione va oltre la nostra esperienza”.
Aquarius, Toninelli: “A bordo condizioni sono buone”, ma la Ong: “Rischi in aumento”
“Le condizioni all’interno della nave Aquarius sono buone. Ci sono viveri e stiamo aspettando la ufficailità della risposta di Malta”. Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, lo dice in collegamento telefonico con SkyTg24, a proposito del caso Aquarius, nave che trasporta oltre 600 persone raccolte in mare e alla quale insieme al collega all’Interno Matteo Salvini ha negato l’accesso nei porti italiani.
Aquarius, Salvini: “Grande soddisfazione, alzare la voce paga”
Il ministro dell’interno Matteo Salvini esprime “grande soddisfazione per come si va risolvendo la vicenda di questo barcone, ennesimo barcone” di migranti.
“Evidentemente- aggiunge Salvini- alzare garbatamente la voce paga. Cosa che il governo italiano non faceva da tempo immemore”.
“Lavoriamo sui costi e sui tempi a garanzia dei rifugiati veri”, aggiunge Salvini. “La settimana prossima incontrero’ 250 ragazze e ragazzi che lavoreranno nelle commissioni prefettizie per l’identificazione”.
“Abbiamo aperto il fronte a Bruxelles con il ministro Maovero. Stiamo lavorando di comune accordo perche’ contatti la Commissione europea perche’ adempia a doveri che non sono mai stati rispettati”.
“TAGLI A 35 EURO, SOLIDALI? CON MENO SOLDI IN TASCA”
“Delle 40mila domande esaminate nei primi 5 mesi del 2018 i rifugiati politici in quanto tali sono stati riconosciuti 6 casi su 100, in altri 4 casi su 100 è stata riconosciuta la protezione sussidiaria. Questi sono i numeri veri, con un importo per i bandi delle varie prefetture di circa 35 euro cadauno, è una cifra sulla quale stiamo lavorando perché voglio che questa cifra rientri nella media europea. Siccome ci dicono sempre su tutto che bisogna fare quello che fa l’Europa, siccome tutti i Paesi europei spendono di meno, anche noi vedremo di spendere di meno”. Matteo Salvini, ministro dell’Interno e segretario della Lega lo dice in conferenza stampa dalla sede del suo partito in via Bellerio, a Milano.
I 35 euro ricorrono nel dibattito sui migranti, sono oggetto di accese polemiche, soprattutto in rete. Si tratta del costo medio al giorno nel sistema di protezione gestito dagli enti locali (Sprar), finanziato dal Viminale. Ai migranti spetta solo un pocket money di 2,50 euro al giorno. Il resto serve a pagare strutture, operatori, costi indiretti.
“Sarò curioso di vedere se tutte queste cooperative, questi solidali per professione, se invece di incassare 35 euro al giorno cadauno incasseranno di meno continueranno ad essere solidali, generosi, accoglienti con meno soldi in tasca”, aggiunge Salvini.

CONTE: GRAZIE SPAGNA, UE SI È FATTA CARICO DI EMERGENZA
“La Spagna accoglie l’Aquarius: avevamo chiesto un gesto solidarietà da parte della Ue, di farsi carico dell’emergenza immigrazione e non lasciarci soli come fatto in questi anni. Il gesto va in questa direzione, non posso non ringraziare le autorità spagnole per aver accolto il nostro invito, e ringrazio i ministri Toninelli e Salvini”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando ad Accumoli.

LA NOTIZIA:

Continua lo scontro tra il governo italiano e quello maltese sulla destinazione della nave Acquarius, imbarcazione della ong Sos Mediterranee bloccata nel canale di Sicilia con 629 migranti a bordo. Tra loro sette donne incinte, 11 bambini piccoli e 123 minori non accompagnati.
MALTA ACCUSA L’ITALIA: VIOLA LE NORME INTERNAZIONALI
Il governo dell’Italia “sta violando le norme internazionali” e “rischiando di creare una situazione pericolosa per tutti”: cosi’ oggi il primo ministro di Malta, Joseph Muscat, sul caso della nave Aquarius.
La presa di posizione e’ stata affidata a una nota, rilanciata stamane da quotidiani e portali di informazione della Valletta.
La stampa maltese ha ricordato il colloquio telefonico avvenuto ieri sera tra Muscat e il primo ministro italiano, Giuseppe Conte. A bordo di Aquarius, ancora in attesa di un’autorizzazione per sbarcare, ci sono 629 naufraghi soccorsi a largo della Libia.

LE NORME SULL’ACCOGLIENZA SECONDO IL DIRITTO INTERNAZIONALE:

Si infiamma lo scontro tra il governo italiano e quello maltese sulla vicenda della nave Aquarius, l’imbarcazione della ong Sos Mediterranee bloccata nel canale di Sicilia con 629 migranti a bordo.
Il governo di Roma e quello di La Valletta continuano ad accusarsi reciprocamente di “violare il diritto internazionale”. Ma di cosa stanno parlando e quali sono gli obblighi che gli stati devono rispettare?
COSA DICE IL DIRITTO INTERNAZIONALE
Il salvataggio effettuato dalla nave Aquarius è avvenuto nelle acque territoriali della Libia, sulle quali l’Italia ha competenza umanitaria.
La chiamata ai soccorsi inoltre è stata effettuata alla centrale di Roma della Guardia costiera italiana, che ha coordinato le attività di salvataggio. Per gli obblighi di legge dettati dal diritto internazionale e recepiti dall’ordinamento italiano, lo stato che effettua il salvataggio ha il dovere di concluderlo facendo sbarcare le imbarcazioni nei propri porti.
MALTA SFUGGE AI PROPRI DOVERI?
Secondo il governo italiano “Malta si gira dall’altra parte”. Questa affermazione fa riferimento al fatto che molto spesso la piccola isola del Mediterraneo chiede l’aiuto della marina italiana per effettuare i salvataggi anche nella propria area di competenza.
Del resto, bisogna notare come l’area di competenza di La Valletta sia smisurata – 750 volte il suo territorio – e la marina maltese non disponga dei mezzi necessari per compiere i pattugliamenti in tutta l’area.
Proprio per questa oggettiva difficoltà, Malta non ha ratificato le linee guida dell’organizzazione internazionale marittima Imo (che prevedono l’obbligo per lo Stato responsabile dell’area Sar di accettare gli sbarchi) né ha ratificato gli emendamenti alle Convenzioni Sar e Solas adottati nel 2014, secondo cui l’obbligo di fornire un luogo d’approdo sicuro per i naufraghi “ricade sul Governo contraente responsabile per la regione Sar in cui i sopravvissuti sono stati recuperati”.
LA LEGGE PREVEDE LA POSSIBILITA’ DI CHIUDERE I PORTI?
Secondo la legge italiana, il ministro delle Infrastrutture e Trasporti può ordinare la chiusura dei porti per “oggettivi motivi di ordine pubblico e tutela della sicurezza nazionale”.
La possibilità era già stata paventata dall’ex ministro dell’Interno Marco Minniti quando, nel 2017, si trovò a far fronte a 12.000 arrivi di migranti in 48 ore. L’iniziativa venne però bloccata dall’allora ministro dei Trasporti Graziano Delrio.


ZFoto volantino aquarius mappaMigranti, ecco la rotta di nave Aquarius, bloccata nel canale di Sicilia
L’ordine delle autorità italiane è chiaro: restare fermi, in attesa di istruzioni. Continua l’odissea della nave Aquarius della ong SosMediterranee, bloccata nel canale di Sicilia dallo scontro tra i governi di Roma e La Valletta.
I 629 migranti hanno passato la prima notte sul ponte della nave. Tra loro sette donne incinte, 11 bambini piccoli e 123 minori non accompagnati.
La nave Aquarius può trasportare al massimo 500 persone e, ha fatto sapere ieri pomeriggio l’equipaggio, viveri per 48 ore.

MIGRANTI. COMBONIANI: ESTERREFATTI, SALVINI IMPEDISCE DI SALVARE
"Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli Interni Matteo Salvini che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti, salvati in acque territoriali libiche": comincia cosi' una lettera-appello al premier Giuseppe Conte pubblicata oggi dai missionari comboniani.
"Il rifiuto di prestare soccorso ai migranti non ha precedenti nella nostra storia ed e' in flagrante violazione delle  convenzioni internazionali, di cui anche l'Italia e' firmataria, che obbligano il soccorso in mare a chi e' in pericolo di morte" si legge nel documento. "Tra i migranti sulla nave ci sono oltre cento minori non accompagnati e sette donne incinte. Una cinquantina di migranti sono stati salvati mentre erano a rischio di morire annegati".
Nella lettera i comboniani richiamano le responsabilita' di piu' Paesi. "Deploriamo la decisione di Malta, prima destinazione di sbarco, che si e' rifiutata di accettare l'attracco della nave Aquarius" sottolineano i missionari. "Cosi' come la chiusura di Francia e Spagna ad ogni possibilita' di accoglienza dei migranti. Ma e' deplorevole e vergognoso che l'Italia decida di allinearsi, facendo cosi' pagare a persone innocenti bisognose di aiuto il prezzo di una diatriba tra stati su chi si debba assumere la responsabilita' di accogliere i migranti".
Poi l'appello. "Chiediamo pertanto che il nuovo governo italiano ritorni sulla decisione presa dal ministro Salvini e dia immediatamente il benestare alla nave Aquarius di approdare a uno dei porti italiani piu' vicini a dove si trova ora la nave" scrivono i missionari. "È vero, l'Italia non puo' essere lasciata sola di fronte a un fenomeno migratorio che ha una portata enorme e implicazioni internazionali (specie nel bacino del Mediterraneo) che chiamano in causa l'attenzione e il peso geopolitico dell'Unione Europea".
Secondo i missionari, "e' quindi corretto e giusto che il governo italiano faccia sentire le propria voce a Bruxelles, chiedendo ai partner europei di farsi carico, anche loro, del dossier migranti". "Nello stesso tempo pero' l'Italia non puo' sottrarsi al dovere di accogliere persone che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che,
in alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali" scrivono i comboniani. "È importante che l'Italia mantenga un doppio ruolo: essere un porto sicuro per i migranti e nel
contempo non smettere di sollecitare l'Europa a trovare soluzioni percorribili (non semplicemente fondate sul controllo militare delle aree di transito dei migranti, come avviene in Niger e Mali), anche nei paesi di partenza dei migranti". Secondo i comboniani, " partner europei devono essere sollecitati a spostare il baricentro delle proprie politiche verso il Mediterraneo". "È qui e in particolare attraverso la pacificazione e la stabilizzazione degli stati nordafricani - concludono i missionari - che si possono cominciare a costruire nuovi equilibri politici ed economici".

Migranti, Salvini chiude i porti italiani e scrive a Malta: “Accolga Aquarius”
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha scritto una lettera alle autorita’ di Malta chiedendo di far approdare a La Valletta la nave Aquarius con 629 migranti a bordo perché quello è il “porto piu’ sicuro”. Nel caso in cui Malta dovesse rifiutarsi di prestare soccorso Salvini ha fatto sapere che i migranti non sbarcheranno in Italia.
A bordo dell’imbarcazione ci sono 629 i migranti che sono stati tratti in salvo al largo della Libia mentre erano in viaggio su gommoni o barconi di fortuna. A soccorrerli mercantili, guardia costiera italiana e la Aquarius, una nave da ricerca e soccorso (Sar) di SOS Méditerranée, a bordo della quale sono stati infine fatti salire tutti i migranti.
Msf: “A bordo della nave Aquarius 629 persone, 7 donne sono incinte”
“Una notte estremamente intensa nel Mediterraneo centrale: ora a bordo della nave Aquarius ci sono 629 persone – tra loro 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte. Sono state soccorse attraverso sei diverse operazioni di salvataggio”. Cosi’ sull’account Twitter di Medici Senza Frontiere. In un successivo Tweet Medici Senza Frontiere aggiunge: “Il soccorso di 2 gommoni è diventato critico quando uno dei due si è distrutto nel buio, lasciando oltre 40 persone in acqua. Da queste due imbarcazioni abbiamo soccorso 229 persone”.

Migranti, nave Aquarius spacca l’asse Lega-M5S? Nogarin “pronto ad accogliere”, poi cancella il post
La ferma volontà di Matteo Salvini di chiudere i porti italiani alla nave Aquarius ed al suo carico di 629 migranti, tra cui 11 bambini piccoli, 7 donne incinta e 123 bambini non accompagnati, mette in difficoltà il Movimento 5 Stelle.
Diventa un giallo infatti il post del sindaco pentastellato di Livorno, Filippo Nogarin, che, su facebook, si era detto disponibile ad accogliere la nave Aquarius nella propria città. Il post, dal titolo “Livorno Porto Aperto”, è stato però subito rimosso.
“Siamo pronti ad aprire il porto di Livorno e accogliere la nave Acquarius con il suo carico di 629 vite umane”, aveva scritto Nogarin, in aperto contrasto con la decisione del governo gialloverde.
“Ho già dato la nostra disponibilità al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, e ne ho parlato con il presidente della Camera Roberto Fico. Io capisco perfettamente che si voglia dare un segnale all’Europa, chiedendo un cambio di passo sulle politiche migratorie ma questo braccio di ferro con Bruxelles non può essere fatto sulla pelle di centinaia di uomini, donne e bambini”.
E su una linea critica nei confronti del governo sembra assestarsi anche il presidente della Camera Roberto Fico che smentisce la chiusura dei porti italiani: “Sappiamo che è partita più di una nave di viveri e personale medico a sostegno dell’Acquarius. So che stanno tutti bene. Non c’è nessun decreto di chiusura porti. Sto seguendo da vicino la vicenda”.

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