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PD Zibello Andrea CensiUna delle candidature PD più vergognose della storia di questo partito, a livello locale: Andrea Censi è stato, qualche anno fa, beccato mentre si faceva allungare droga negli spazi del Comune di Zibello. Era l’operazione “Grande Fiume”. Poi altre indagini, come rivelato da lui stesso. E nonostante tutto, ricandidato e appoggiato. Il perché era semplice: appoggiava le linee della leadership del partito su ogni argomento. Interventi pro Ti-Bre, interventi pro fusione dei comuni, interventi pro “laqualunque”.

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Ora viene arrestato per corruzione, assieme ad un imprenditore del settore avicolo, che avrebbe pagato per poter ampliare una struttura del proprio allevamento. Risulterebbero falsificate numerose delibere di giunta. Truccato il concorso per l’assunzione di dirigenti del Comune di Zibello.
A questo scopo i Carabinieri stanno sequestrando conti correnti e cifre di denaro, oltreché perquisendo le sedi del Comune stesso.
Il candore di Censi è noto fin dal 2009, quando fu indagato per spaccio: gli inquirenti ritenevano organizzasse feste in casa a base di cocaina. Per cui la domanda, ad un certo punto quasi retorica, è: perché il PD lo ha appoggiato nelle recenti amministrative? Il messaggio valoriale lanciato ai cittadini di quel territorio quale voleva essere? Rifletteteci con serenità.
“Alle prime luci dell’alba – fanno sapere dall’Arma -, i Carabinieri di Parma hanno dato esecuzione ad una misura cautelare, conseguente ad un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Parma, nei confronti dei vertici di un Comune della bassa parmense, in quanto ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di corruzione, falso, truffa e peculato”.

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IL PROCURATORE ALFONSO D’AVINO: da poco nominato si sta dimostrando decisamente attivo e libero interiormente, il che è un’ottima notizia, per questo territorio.
In una conferenza stampa che si è tenuta stamane in strada Fonderie, presso il Comando provinciale dei Carabinieri, D’Avino ha sottolineato come il comportamento di Andrea Censi, renziano molto vicino all’area liberale del PD, si configurasse come “uso privatistico di un ente pubblico”. Questo si evidenziava in svariati modi, dall’uso opinabile delle auto pubbliche a quello coercitivo nei confronti dei dirigenti comunali: coloro che si sono rifiutati di assecondare i desideri del primo cittadino pare siano stati marginalizzati a tutto vantaggio di quelli più propensi all’asservimento.
Sono stati contestati dei veri e propri falsi in atto pubblico.
Assieme a Censi sono stati indagati altre 10 persone, tra cui il segretario generale del Comune Giovanni De Feo, il suo vice Giancarlo Sorenti Merendi Alviani e la dirigente della tesoreria Elisabetta Civetta, per i quali è scattata l’interdizione dai pubblici uffici, per ora per un tempo minimo di un anno.
L’imprenditore coinvolto nell’accusa di corruzione è Gian Pietro Usberti, che opera come detto nel settore avicolo.
Il Comune finirà in mani leghiste? Non si capisce proprio su che basi quella cittadinanza dovrebbe votare altrimenti. Il tema morale, disconosciuto dal Partito Democratico anche (ma non solo) nella scelta di questo amministratore pubblico, si trasforma in modo abbastanza naturale in un assist alle forze destrorse nel nostro paese: la crescente ignoranza del cittadino comune è un effetto davvero marginale, rispetto a questo.

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