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Provincia di Parma sede Palazzo GiordaniUn bando di gara, quello relativo all’ “appalto avente ad oggetto l'affidamento dei lavori di “potatura e forestazione Parco storico Reggia di Colorno”” che da mesi fa parlare di sé.

La Provincia di Parma l’ha assegnato con un bando di gara apparso fin da subito di dubbia legittimità alle due aziende Emc2 Onlus Scsarl e Ati con Ab Global Service S.r.l., penalizzando Cooperativa Territorio Ambiente Montano Acquacheta Rabbi C.T.A. Sca, che ha agito in sede legale e vinto.
Innanzitutto ha ottenuto, era luglio, la sospensione del bando di gara, e in queste ore il suo annullamento. Con sentenza pubblicata ieri, infatti, il Tar di Parma ha accolto il ricorso presentato dalla cooperativa Territorio Ambiente Montano Acquacheta Rabbi, invalidando le scelte della commissione aggiudicatrice, ma non riconoscendo nessun rimborso, in virtù proprio dei procedimenti di sospensione che hanno fortemente mitigato il danno.
Due i punti contestati dalla magistratura.
Il primo era relativo al “ripristino dei vialetti con calcestre, con rimozione del fango/limo post alluvione”: la stazione appaltante (cioè la Provincia di Parma) chiedeva l’opera su 3 mila metri quadri di superficie, Emc2 e Ab Global Service hanno invece inserito nell’offerta 2.400 metri quadri: di lì un primo elemento di incongruità nell’assegnare il punteggio pieno agli aggiudicatari in quella sezione di bando di gara.
Il secondo elemento di incongruità, utilizzando l’espressione dei togati, ha riguardato le nuove piantumazioni del parco: erano oggetto del parametro A1 del bando di gara, sono stati “ricalcolati” (volendo usare un termine legalmente grossolano) in quella A4, di fatto avvantaggiando un contendente su quel singolo parametro.
In virtù di questo il Tar ha accolto la richiesta di annullamento: bando da rifare, in altre parole.
La sentenza è, come di consueto, riportato in forma integrale qui sotto.


LA SENTENZA DEL TAR:
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Emilia Romagna
sezione staccata di Parma (Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 142 del 2018, proposto da
Cooperativa Territorio Ambiente Montano Acquacheta Rabbi C.T.A. Sca, in persona del Legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocato Luciano Gallo, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso l’Avv. Roberto Ollari, in Parma, borgo Zaccagni n.1;
contro
Provincia di Parma, in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocato Alberto Mischi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso l’Avv. Penelope Vecli, in Parma, via Chiavari 5/E;
nei confronti
Emc2 Onlus Scsarl e Ati con Ab Global Service S.r.l., in persona del Legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall'Avvocato Paolo Michiara, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il suo studio in Parma, borgo Antini n.3;
per l'annullamento
previa sospensiva anche ai fini del riesame
1) della determinazione dirigenziale della Provincia di Parma n. 472 del 18.05.2018, con cui si è provveduto ad aggiudicare all'ATI EMC2 ONLUS SCSARL – AB GLOBAL SERVICE S.R.L. l'appalto avente ad oggetto l'affidamento dei lavori di “potatura e forestazione Parco storico Reggia di Colorno”, comunicata a mezzo PEC in data 28.05.2018;
2) del verbale di gara n. 3 della seduta pubblica del 24.04.2018 in cui si è proceduto all'apertura delle buste economiche;
3) del verbale di gara n. 5 della seduta pubblica dell'11.05.2018 in cui si è proceduto all'apertura della sola offerta economica del concorrente ATI Soc. Agr. Floridea S.r.l. – Barbieri Maurizio e Giorgio s.n.c. riammesso in gara con determinazione n. 440/2018, che confermava la graduatoria del verbale della seduta pubblica del 24.04.2018;
4) del verbale di gara n. 1 della seduta riservata del 6.04.2018 in cui si è proceduto alla valutazione delle offerte tecniche;
5) del verbale di gara n. 2 della seduta riservata del 9.04.2018 in cui si è proseguita la valutazione delle offerte tecniche;
6) del verbale di gara n. 3 della seduta riservata del 9.04.2018 in cui si è proceduto al completamento delle operazioni di analisi delle offerte tecniche ricevute;
7) della comunicazione della Provincia di Parma prot. n. 12286 dell'11.05.2018 dalla quale risulta la graduatoria definitiva;
8) della FAQ Parco pubblicata sul sito della Provincia di Parma;
9) in via subordinata, del bando di gara, del Capitolato Speciale d'appalto e dei seguenti allegati che ne costituiscono parte integrante e sostanziale: Progetto esecutivo, Relazione tecnica, Computo Metrico Estimativo, Elenco prezzi; Planimetria generale; - Progetto esecutivo – esiti VTA;

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Provincia di Parma e di Emc2 Onlus Scsarl e Ati con Ab Global Service S.r.l.;
Visti tutti gli atti della causa;
Visti gli artt. 74 e 120, co. 10, cod. proc. amm.;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 26 settembre 2018 il dott. Marco Poppi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Parte ricorrente ha impugnato gli esiti della procedura di gara indetta dalla Provincia di Parma (di seguito Provincia) per l’affidamento dei “lavori di potatura e forestazione Parco storico Reggia di Colorno” da aggiudicarsi mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa con attribuzione alla componente tecnica di 90/100 punti sulla base di n. 6 parametri di valutazione numerati, nel Disciplinare di gara, da A1 ad A6.
Si anticipa, per quanto di interesse ai fini della presente decisione, che all’esito delle operazioni valutative tanto la ricorrente quanto la controinteressata conseguivano il massimo punteggio tecnico previsto (90 punti) risultando in tal modo determinate, ai fini dell’esito in questa sede contestato, lo scrutinio delle offerte economiche che vedevano la seconda prevalere in forza di un ribasso pari al 10,15%, che le consentiva di conseguire 5,5769 punti contro i 2,8022 punti attribuiti alla ricorrente a fronte di un ribasso offerto del 5,1%.
La ricorrente, con il presente ricorso, contesta la correttezza della valutazione operata dalla Commissione di gara lamentando l’erroneità del punteggio attribuito all’aggiudicataria relativamente al criterio A4 “ripristino dei vialetti con calcestre, con rimozione del fango/limo post alluvione” allegando che quest’ultima avrebbe offerto un ripristino meno radicale dei vialetti e per una superficie di soli 2.400 mq. a fronte di una superficie complessiva richiesta dalla Provincia di 3.000 mq. (v. FAQ n. 4524/2018).
Lamenta ulteriormente che l’Amministrazione, nell’ambito della medesima voce di valutazione, avrebbe apprezzato la previsione di opere di piantumazione ai bordi dei vialetti nonostante tale specifico profilo di offerta costituisse oggetto di altro parametro di valutazione (A1).
La Provincia si è costituita in giudizio confutando le avverse censure e chiedendo la reiezione del ricorso.
Nella camera di consiglio dell’11 luglio 2018, con ordinanza n. 94/2018, è stata accolta l’istanza di sospensione.
Con memoria formale depositata il 1° agosto 2018, si è costituita in giudizio la controinteressata, aggiudicataria del servizio, che ha integrato le proprie difese con memoria depositata il 14 settembre successivo.
La Provincia e la ricorrente hanno rassegnato le rispettive conclusioni con memorie depositate l’8 e 10 settembre 2018.
All’esito ella pubblica udienza del 26 settembre 2018 la causa è stata decisa.
Parte ricorrente, come anticipato, con un unico motivo di ricorso censura l’attribuzione alla controinteressata del punteggio massimo previsto (20 punti) in relazione al criterio A4 “ripristino dei vialetti con calcestre, con rimozione del fango/limo post alluvione” in quanto la Commissione avrebbe omesso di considerare che l’intervento veniva offerto per una superficie inferiore a quella prevista senza, peraltro avvedersi che la tipologia di ripristino offerta dalla controinteressata comporterebbe un intervento manutentivo meno radicale di quello oggetto della propria offerta.
Sotto altro profilo, la ricorrente evidenzia che la Commissione, sempre in relazione al parametro A4, avrebbe apprezzato in favore della controinteressata interventi di piantumazione che costituivano oggetto di diversi parametri di valutazione.
Il ricorso è fondato.
Il criterio A4 prevedeva l’attribuzione di un massimo di 20 punti in relazione al “ripristino dei vialetti con calcestre con rimozione del fango/limo post alluvione”.
In relazione a tale criterio la Provincia, in esito a specifica richiesta di chiarimenti circa “lo sviluppo dei vialetti di cui al punto A4…”, con chiarimento n. 4524 del 21 febbraio 2018, precisava che “lo sviluppo complessivo dei percorsi interni è pari a circa 1200 m per una larghezza media di 2,50 m”: precisazione che determina la necessità di ripristinare una superficie pari a 3000 mq..
Nell’allegato computo metrico estimativo, la controinteressata prevedeva invece il ripristino di 1200 m di vialetti per una larghezza di 2 m per una superficie complessiva pari a 2400 mq.: superficie inferiore a quella quantificata dalla Stazione appaltante in sede di chiarimenti.
Con riferimento al medesimo capo di offerta, inoltre, offriva “a completamento dei percorsi pedonali” “la piantumazione di specie erbacee a fianco dei camminamenti, in particolare Helleborus e Narcisus per complessivi 30mq” (pag 18 del progetto tecnico) che la Commissione apprezzava ai fini dell’attribuzione del massimo punteggio previsto.
Quanto alle caratteristiche dell’intervento offerto dall’aggiudicataria, la ricorrente evidenzia che quest’ultima offriva il “recupero” dei vialetti per una lunghezza di 1200 metri per una larghezza di 2,0 metri (per una superficie totale di 2400 mq.) “attraverso un intervento con mezzi meccanici consistente nello scortico superficiale per una profondità massima di 3/4 cm dei materiali sedimentati, la livellatura del terreno ed il suo costipamento, la distribuzione del nuovo strato di calcestre, un materiale granulare derivante da roccia calcarea frantumata, in granulometria 0,2-0,8 cm e la cilindratura superficiale con piastra vibrante”.
Tale intervento, secondo la ricorrente, doveva essere apprezzato con minor favore rispetto a quello oggetto della propria offerta che prevedeva invece il ripristino dei 3000 mq. di vialetto prescritti mediante una “scarifica fino al ritrovamento del sottofondo originario dei vialetti …” con impiego di graniglia derivata dalla frantumazione delle rocce calcaree con strato medio di 6 cm.
Ciò premesso, il Collegio premette l’irrilevanza della dedotta inferiorità sotto il profilo tecnico dell’intervento di ripristino offerto dall’aggiudicataria trattandosi di profilo oggetto di una valutazione discrezionale non sindacabile in questa sede.
Emergono, tuttavia, due profili di palese incongruità sintomatici dell’illegittimità della valutazione espressa dal seggio di gara.
In primis deve rilevarsi che la superficie di vialetto che l’aggiudicataria ha specificato in offerta è di gran lunga inferiore a quella quantificata dalla Stazione appaltante (2400 mq. contro i 3000 mq. richiesti) e ciò rende di per sé irragionevole l’attribuzione, in relazione allo specifico parametro, del medesimo punteggio massimo previsto ad entrambe le concorrenti.
Un ulteriore sintomo dell’incongruità del giudizio espresso si rinviene nella circostanza che la Commissione, valutando il parametro A4, ha apprezzato profili di offerta che costituivano oggetto del parametro A1, “Nuove piantumazioni all’interno del parco” in relazione al quale, peraltro, l’aggiudicataria ha conseguito il massimo punteggio pari a 30 punti.
L’ulteriore valutazione di opere di piantumazione anche in relazione al parametro A4 riferito al ripristino dei vialetti ha comportato, pertanto, una illegittima duplicazione che, in relazione all’esiguo scarto in termini di punteggio esistente fra le due offerte, ha determinato una complessiva inattendibilità della valutazione tecnica.
Che tale profilo sia stato preso in considerazione ai fini dell’attribuzione del punteggio relativo al diverso parametro A4 lo si desume dal verbale di gara del 9 febbraio 2018 ove, motivando il punteggio attribuito, si dà atto che l’aggiudicataria aveva “proposto un aumento della biodiversità del sottobosco erbaceo con piantumazione di Helleborus e Narcisus per circa 30mq”.
Per quanto precede il ricorso deve essere accolto relativamente alla domanda di annullamento.
Allo stato, non trova invece accoglimento la domanda risarcitoria atteso che, in ragione dell’esito in questa sede determinatosi e della celere tempista processuale, non è configurabile alcun pregiudizio in capo alla ricorrente.
In ragione della specificità delle questioni oggetto del giudizio afferenti profili di congruità e ragionevolezza di valutazioni per loro natura discrezionali, sussistono giuste ragioni per compensare le spese di giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia Romagna, Sezione staccata di Parma, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
Così deciso in Parma nella camera di consiglio del giorno 26 settembre 2018 con l'intervento dei magistrati:
Sergio Conti, Presidente
Marco Poppi, Consigliere, Estensore
Roberto Lombardi, Primo Referendario

L'ESTENSORE                                                                                                                                       IL PRESIDENTE

Marco Poppi                                                                                                                                             Sergio Conti

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