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ZFoto tabella colorno eventi idrogeologici I“A circa un mese dall'evento alluvionale del 12 dicembre 2017 desidero portare un piccolo contributo di riflessione sulla criticità del nodo idraulico di Colorno.
La quota di m 9.49 risulta la più alta registrata dal 1868 ad oggi. Se si osservano i principali eventi di piena registrati negli ultimi 150 anni si evidenzia che ben 8 dei 12 eventi sono avvenuti negli ultimi 18 anni. Ciò significa che qualcosa è evidentemente cambiato: clima, urbanizzazioni, caratteristiche dell'alveo? Probabilmente tutte queste cose insieme.
Partendo dal presupposto che ciascun evento di piena è diverso dagli altri, è evidente che la criticità ha raggiunto un livello tale da rendere non più tollerabile il rischio per le persone e i beni.
Cosa fare per mitigare il rischio?
Certamente la progettata cassa di espansione sul T. Baganza porterà un beneficio importante, perché consentirà agli Enti competenti di regolare i deflussi verso valle di questo corso d'acqua. E' tuttavia noto che sia questa cassa, che quella esistente sul T. Parma sono state pensate e progettate per garantire la sicurezza idraulica della Città e più ci si allontana verso valle gli effetti benefici tendono a ridursi.
Servono altri interventi.
A seguito dell'evento alluvionale del novembre 2000 venne realizzata la chiavica antirigurgito a foce T. Lorno. L'intervento è stato opportuno, perché il sistema arginale del Lorno non era in grado di contenere piene derivanti dal F. Po o dal T. Parma, ma avendolo dotato di porte vinciane che intervengono in automatico, ci si è privati della possibilità di regolare l'impianto in funzione dei diversi scenari.
Sono consapevole di fare una proposta che potrà risultare sgradevole per i residenti, ma a monte di Colorno, tra il T. Lorno ed il Canale Galasso esiste un'ampia area (circa 900.000 mq), prevalentemente agricola, che potrebbe fungere da area di laminazione delle piene in caso di necessità. Ipotizzando un battente di soli +50-60 cm consentirebbe la riduzione di portata sul T. Parma di 50 mc/s per una durata di almeno 3 ore. L'indennità di allagamento che potrebbe essere riconosciuta ai proprietari dei terreni è di diversi ordini di grandezza inferiore ai danni alle persone e cose derivanti da un evento alluvionale sull'abitato di Colorno. Intervenendo sulle arginature, sostituendo le porte vinciane con paratoie regolabili manualmente, mettendo in sicurezza i fabbricati esistenti ed eventualmente delocalizzandone alcuni, si potrebbe avere una carta in più da giocare per far fronte a futuri eventi di piena.
Inoltre esiste il Canale "Va e Vieni" che, tramite la chiavica Motta e la Chiavica di Sanguigna mette in collegamento il sistema Lorno-Parma con il F. Po. Già dalla denominazione si comprende che chi l'ha progettato nei secoli scorsi pensava di poter derivare acqua dal Po per usi irrigui nel periodo estivo e scaricare nel grande fiume acque di piena provenienti da monte nei restanti periodi dell'anno.
ZFoto tabella colorno eventi idrogeologiciLa chiavica di Sanguigna è stata ristrutturata dopo la piena del 2000, mentre per la chiavica Motta è stato ottenuto un importante finanziamento per la sua messa in sicurezza (da tempo è inutilizzabile). Adeguando il sistema arginale del canale (circa 1,1 km) e la quota della S.P. 33 si potrebbe assegnare a questo canale il ruolo di by-pass alleggerendo la portata sul ponte di piazza. Non si tratterebbe di uno scolmatore vero e proprio, perché le portate in gioco non sono comparabili, ma operando in affiancamento alla ipotizzata area di laminazione potrebbe dare un beneficio significativo. Si tratta di fare un progetto e valutarne la fattibilità.
Tutto questo va nel frattempo accompagnato da interventi urgenti per la chiusura dei varchi nella Reggia da cui è entrata l'acqua. In attesa di un progetto compatibile con il bene architettonico, va pensata una soluzione temporanea, ma efficace che potrà essere rimossa una volta individuata la soluzione esteticamente migliore. Come abbiamo visto negli ultimi 18 anni, le piene non attendono i temi della burocrazia. Infine vanno ripristinati i franchi arginali nei punti laddove si è reso necessario realizzare coronelle con sacchi di sabbia, in particolare nella curva in destra idraulica a monte di via XX settembre. In quel punto va impedito il parcheggio dei veicoli, che nel tempo provoca l'abbassamento del rilevato arginale.
Lascio agli Enti competenti le valutazioni e le scelte conseguenti”.
Una riflessione ed una serie di considerazioni, quelle espresse dal geologo Stefano Castagnetti, di rara comprensibilità. Le abbiamo riprese così come sono state pubblicate sul profilo Facebook del tecnico, affinché si possa diffondere una consapevolezza maggiore rispetto alla tematica delle calamità idrogeologiche.

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