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Lega Nord Fabio Rainieri banchettoChe brava gente sostengono, quelli di Casapound e Lega Nord. E da che brava gente sono sostenuti. Certo, è improbabile ci siano Laura Cavandoli e/o Fabio Rainieri (tanto per fare due nomi) tra gli esecutori materiali dell’incendio che ieri sera ha distrutto l’ex caseificio di San Michele Cavana, a Lesignano de’ Bagni, ma è difficile non ravvisare nella loro campagna d’odio nei confronti dell’accoglimento dei profughi almeno una responsabilità morale in quanto è accaduto. E infatti state tranquilli che difficilmente arriverà una condanna. Perché loro sono quel tipo di persona lì: pronti a piagnucolare se si rifilano due pattone sul coppino a Maurizio Campari, e altrettanto pronti a soffiare sul fuoco della paura per l’altro quando le vittime della violenza sono dei profughi, gente che scappa da situazioni orribili. Il tutto senza apparentemente farsi neanche un esame di coscienza.
Vicino al centro di Lesignano è situato questo ex caseificio, abbandonato da anni; si chiamava La Badia. Il sindaco Giorgio Cavatorta ed il Ciac, unitamente alla prefettura di Parma, lo avevano individuato come sede per l’accoglienza di 8 immigrati, stante la concessione in locazione da parte della cooperativa La Fabiola. Lo scopo era insistere nel percorso Sprar, cioè il sistema di protezione dei richiedenti asilo, niente più di questo: 8 esseri umani da inserire in un tessuto connettivo da 5 mila e rotti residenti. Un numero che solo un rincoglionito potrebbe considerare fuori portata.
Amareggiato per il rogo che ha distrutto i locali appena ristrutturati si è detto il sindaco Cavatorta, che ha parlato di “un fatto molto pesante ed inaccettabile”.
“Andremo avanti – ha aggiunto -: non possiamo dare ragione a chi commette azioni del genere”, riferendosi ad una delle pagine più brutte della storia del comune.
Il primo cittadino, riferendosi alle indagini dei Carabinieri, ha detto di augurarsi che i responsabili materiali del rogo siano presi. Per quelli politici la ricerca è molto meno difficoltosa: escono su giornali “amici” (gratis?) ogni volta che possono.
Una riflessione a corollario della nostra analisi politica: la precedente campagna d’odio la Lega Nord, assieme a Fratelli d’Italia, Casapound e altre formazioni neofasciste, l’ha fatta rispetto ai profughi accolti nella cosiddetta villetta di San Michele Tiorre. La stessa è stata presentata come un cataclisma che avrebbe devastato quel territorio. Sapete quanti reati sono stati commessi in quella zona da quanto è stato aperto il centro? Zero. Zero nel senso più completo del termine. Abbiamo chiesto in merito giusto un paio di giorni fa a persone con ruoli di responsabilità in seno all’ Unione Pedemontana.
LEGGI DELLA VILLETTA A SAN MICHELE TIORRE E VAI A RITROSO NEI LINK
Perciò ecco la domanda: quando i leghisti soffiano sul fuoco delle paure della gente comune, fomentando quel clima d’odio che poi può sfociare in atti come quelli di Lesignano Bagni , lo fanno perché esiste un pericolo reale o perché altrimenti non avrebbero alcuna proposta politica che giustifichi cariche e poltrone? Ciascun lettore tragga le proprie conclusioni dialogando con la propria coscienza.

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