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Comune di Parma vetrina notteIl caso di Luca Cavirani avanza seguendo i ritmi della giustizia italiana...ma avanza. Racconta di demansionamenti, di nepotismo, di morosine promosse sul campo, di tante (troppe) voci di corridoio in Comune di Parma. Di tutte queste cose assieme, di alcune o di nessuna.

Sarà un tribunale a sancire quanto di vero ci fosse in ciò che certa stampa paventò al tempo, e quindi nel demansionamento di Luca Cavirani a vantaggio dell’allora compagna di Marco Vagnozzi, fedelissimo pizzarottiano e al tempo presidente del Consiglio comunale. O quanto di falso, nel caso in cui la sentenza sia a vantaggio dell’ente di piazza Garibaldi. Già, perché in questa vicenda non si discute solo di soldi eventualmente da rifondere, ma anche di onori violati. Resta da capire se quello di un onesto servitore della res publica o quello di una donna “penalizzata” da una scelta affettiva. Il fatto che si vada in giudizio fa pensare che almeno un pochino di arrosto sia sospettato esserci, in mezzo al fumo: in caso contrario sarebbe stato rigettato tutto in fase di istruzione del processo.
La determina dirigenziale 141, a firma Salvatore Caroppo, individua nell’avvocatessa Stefania Aibino la difenditrice del Comune di Parma nella causa intentata e stanzia per la questione 3.172 euro. Una scelta che ha una ratio precisa: la signora è giuslavorista. Vedremo come andrà finire questa specie di B-movie a puntate.
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