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ZFoto Luca Manici Kelly Gabriela Altamirano

AGGIORNAMENTO, SAMUELE TURCO SI E' UCCISO: probabilmente ha capito un fatto evidente, e cioé che era tutto vero, che il resto della propria vita lo avrebbe passato in un carcere. Samuele Turco si è tolto la vita ieri sera alle 21, appena dopo la valutazione peritale che lo ha dichiarato in grado di intendere e di volere al momento dell’omicidio.
Era in una cella singola, in via Burla: la convivenza con un altro detenuto era sfociata in dissapori e tensioni, perciò era stato messo in una "singola" alcuni giorni addietro. Ha fatto un nodo scorsoio con le lenzuola del letto e si è impiccato alla finestra della cella stessa. Ha lasciato un biglietto con poche righe, in cui vi si poteva leggere “vado a raggiungere la mia amata Gabriela”. Con tutto il rispetto e la pietà dovuta ad un essere umano che compie un gesto tanto disperato, c’è motivo di dubitarne. Da cittadini invece possiamo condurre una riflessione su quanto forte sia in ciascuno la concezione maschile della cosmogonia, e quanto lavoro sia necessario a livello individuale e a livello collettivo per eradicarne dai cuori i semi, che sono millenari.

LA NOTIZIA SULLA PERIZIA PSICHIATRICA: Non erano in preda ad alcun raptus, Samuele Turco, 42 anni, ed il figlio Alessio, di 20, quando hanno assassinato senza pietà Kelly Luca Manici e Gabriela Altamirano, rispettivamente di 47 e 45 anni, nella notte di Natale dell’anno scorso.
La colpa di Luca Manici, di cui i giornali della destra becera e borghese hanno messo in risalto le attività lavorative? Quella di aver aiutato una donna a liberarsi di un ex violento e prevaricatore, che vedeva nel ruolo di “pappa” il proprio mezzo di sostentamento. Kelly ha difeso l’amica, e le ha dato una chance pratica per liberarsi di Turco senior, e quindi un lavoro. E’ morta per questo.
Il perito incaricato dal Tribunale di Parma, il dottor Renato Ariatti, ha stabilito che i due imputati non siano stati colti da alcuna forma di deficit cognitivo: erano presenti a se stessi quando hanno compiuto il massacro.
Il figlio di Samuele Turco, Alessio, non si capisce bene quale ruolo abbia svolto, e per stabilirlo ci saranno avvocati di difesa e accusa che si metteranno di buzzo buono. E’ verosimile un ruolo di subalternità mentale, come è naturale che sia per un giovane rispetto al padre. E’ stato il ragazzo a crollare e a condurre gli inquirenti nei luoghi chiave del delitto, compreso quello in cui erano tenuti computer, cellulari e altro materiale appartenuto alle vittime. Questo dovrebbe valergli una riduzione della pena a prescindere.

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