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Universita di Parma Loris Borghi Federico PizzarottiNiente di nuovo sotto il sole, in questa dannata/benedetta città: come già successo con Vignali, con Ghirardi, e via a ritroso fino al caso Tanzi, allo scoppio di un caso giudiziario comincia il balletto dei riposizionamenti di un po’ tutti i protagonisti.

Una sorta di silenzioso “ti sei fatto beccare, brutto coglione...peggio per te!”. Così ecco che persino i sodali più sodali escono in maniera stucchevole sullo scandalo legato a Fanelli: Pizzarotti, per esempio. Alla struttura di Tiziana Meschi i suoi sostenitori avevano addirittura donato i fondi stanziati per le attività del gruppo consiliare ( LEGGI ), figuriamoci.
L’ Università di Parma scarica Fanelli e, implicitamente, attacca Massimo Fabi smentendo che l’anno scorso i membri della componente ospedaliera volessero prendere provvedimenti ( LEGGI ), e sottolineando come il Collegio di Garanzia si espresse all’unanimità. In realtà la contestualizzazione degli eventi corrisponde perfettamente a quella fatta ai nostri lettori (fiuuuuuuuu…). In un secondo comunicato, giunto in redazione alle ore 21, informa di aver sospeso Fanelli e Allegri a tempo indeterminato.
L’ Ospedale Maggiore, per parte sua, in un altro comunicato, che riportiamo ancora integralmente, specifica che la sospensione per il gatto e la volpe, al secolo Fanelli e Allegri, durerà almeno 3 anni, e che Pinoccio Ospedale Maggiore è parte lesa. La Fata Turchina Leccabue sta facendo del proprio meglio per tamponare le falle create dal Rettore Mangiafuoco. Degli zecchini d’oro, comunque, nessuna traccia.

LEGGI DEL FAMILY DAY CORRUTTIVO IN SALSA PARMIGIANA

 

ZFoto Pasimafi V barcaFederico Pizzarotti, come accennavamo, in qualità di presidente del Comitato Territoriale Socio-Sanitario, si è prodotto nel più stucchevole dei “Meschi chiiiiiii?” e si è candidato alla presidenza dell’associazione “I loro Borghi”, recentemente costituita.
Parma è questa città qui, quella in cui una classe dirigente composta da gente che sapeva benissimo si produce in stucchevoli cadute dal pero, con conseguenti dichiarazioni da stato stuporoso. Il tutto in un contesto cittadino indifferente e sovente commensale, prima ancora che complice. E nel silenzio del giornale che l'Università di Parma ha creato proprio per raccontarsi ai propri studenti, e per formarne alcuni al giornalismo. E' proprio il caso di dire che a Cavalli donato non si guarda in bocca.
La coscienza collettiva è d'altronde ormai a livelli pre-adolescenziali e pare evidente un bivio etico: i parmigiani sono arrivati nella condizione di dover uccidere Edipo e di doversi scopare Maria Luigia. Se lo faranno usciranno da un loop che li vuole smerdati periodicamente a livello mondiale da vent'anni a questa parte, se non lo faranno dilapideranno definitivamente quel patrimonio culturale ed etico ereditato da avi eroici e valoriali. E’ tutto molto semplice, in definitiva.
Una via? Bé quella offerta dalla candidata sindaco dei comunisti Laura Bergamini è una possibilità di analisi, potete ritenerla congrua o meno ma dateci una letta. Chiaramente è quella caldeggiata da un giornale che ha un evidente "Rosso" già nel nome. A seguire gli altri comunicati citati sulla vicenda.

 

 

Partito Comunista Bergamini RizzoPUGNI CHIUSI E DIRITTO ALLA CURA:

Il Partito Comunista in merito a quanto emerso in questi giorni a Parma con l’inchiesta denominata “Pasimafi” è a dichiarare quanto segue:
l’oltraggio alla tutela della salute delle persone, il danno economico ad un’azienda pubblica, l’ipotizzata corruzione di pubblici dipendenti per favorire i profitti di aziende e multinazionali private, raccolgono oggi la denuncia e la riprovazione di tutte le forze politiche e sociali.
Il Partito Comunista denuncia, oggi come ieri, che questo stato di corruzione è frutto e componente permanente del sistema economico nel quale viviamo: il capitalismo.
Sono i grandi monopoli economico finanziari, tra i quali le grandi multinazionali farmaceutiche, che hanno indirizzato i governi nazionali e sovranazionali come l’Unione Europea a promuovere leggi che tagliano, privatizzano ed aziendalizzano anche il sistema sanitario, un sistema che dovrebbe essere totalmente pubblico. Gli slogans a sostegno di queste politiche erano: conteniamo la spesa, privato è bello ed efficiente, la sussidiarietà è la sfida del futuro. Il futuro è già oggi.
Quando un bene pubblico si assoggetta alle leggi del mercato e del profitto, ogni azione conseguente è consentita: è la concorrenza signori!
Allora noi comunisti ci domandiamo: quando i governi di centrosinistra (PD in testa) aprivano la strada e i governi di centrodestra la spalancavano per far entrare il modello e le aziende private nei servizi pubblici, togliendo diritti alle fasce più deboli della popolazione, dove stavano e cosa facevano le anime belle che oggi gridano allo scandalo?
Stavano e sostenevano quei governi!
Il Partito Comunista si batte per la difesa dei diritti primari come il diritto alla tutela totalmente pubblica della salute e richiama la necessità di organizzare un’ampia alleanza sociale popolare che si mobiliti per la riconquista dei nostri diritti e la vigilanza su fatti come quelli accaduti a Parma in questi giorni.
Per il Partito Comunista Federazione di Parma
Laura Bergamini
Candidata a Sindaco

Universita di Parma aula piena FolorunsoRICHIESTA DI SOSPENSIONE DEL PROF FANELLI NEL 2016: LE PRECISAZIONI DELL’UNIVERSITÀ DI PARMA
In relazione alle notizie diffuse da alcuni organi di stampa circa la presunta opposizione dell’Università di Parma nel 2016 alla richiesta di sospensione del Prof. Guido Fanelli avanzata dal Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, l’Ateneo segnala che ciò non corrisponde al vero, e specifica quanto segue.
La vicenda sollevata dalla Guardia di Finanza di Seregno a carico del prof. Fanelli nel 2016 era di tutt’altra natura, rispetto alle accuse formulate nell’indagine attualmente in corso.
Si trattava di un‘indagine che segnalava peraltro la mancata richiesta da parte di Fanelli del nulla osta al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma per svolgere attività extra-istituzionali di natura culturale /scientifica /formativa (non libero-professionale) negli anni 2007-2012. In realtà tale nulla osta doveva essere richiesto al Rettore, essendo il prof. Fanelli un dipendente dell’Università: cosa che questi aveva regolarmente fatto, ottenendolo in tutti i casi richiesti dal 2007 al 2012.
Il 20 aprile 2016 la proposta di sospensione del prof. Fanelli avanzata dal Direttore Generale Fabi venne respinta all’unanimità dal Comitato dei Garanti, organo di garanzia nominato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma d’intesa con l’Università, unico organo tenuto ad esprimersi su proposte di sospensione del Direttore Generale delle Aziende Ospedaliero-Universitarie nei confronti di docenti universitari in convenzione (Dlgs 517/1999, art. 5 comma 14).
Pertanto non fu l’Università di Parma ad opporsi alla richiesta di sospensione avanzata dal DG Fabi, peraltro nemmeno possibile in quanto ente non deputato ad esprimersi su tali casi, bensì un parere negativo unanime dell’organo di garanzia sopracitato.
Si è ritenuto doveroso riportare la verità dei fatti del 2016 in un momento in cui l’opinione pubblica, oggi, sta cercando di capire con esattezza che cosa stia accadendo circa una vicenda particolarmente complessa e dolorosa che riguarda la sanità a Parma.

L’UNIVERSITA’ DI PARMA SOSPENDE IL PROF. FANELLI E IL DOTT. ALLEGRI (comunicato successivo, delle ore 21)

A seguito della comunicazione ufficiale pervenuta dalla Procura della Repubblica, l’Università di Parma comunica di aver sospeso da oggi (11 maggio) per una durata indeterminata il prof. Guido Fanelli e il dott. Massimo Allegri dai loro rispettivi ruoli di professore ordinario e di ricercatore universitario.

Ospedale Maggiore Fabi Borghi VenturiOSPEDALE MAGGIORE E TERAPIA DEL DOLORE: “Stiamo facendo tutte le verifiche e non è a rischio la salute dei pazienti”. Attivato un numero di telefono
Il neo direttore Maurizio Leccabue: “In alcuni casi non sono state applicate le procedure formali previste dalla legge, ma non ci sono problemi clinici”. Fabi: L’Azienda è parte lesa, stiamo valutando i danni materiali e d’immagine subiti
L’Azienda Ospedaliero-Universitaria comunica che il Comitato dei garanti ha accolto la richiesta del provvedimento disciplinare nei confronti di Guido Fanelli e di Massimo Allegri che pertanto sono sospesi per 3 anni dall’attività assistenziale svolta presso il reparto di 2° Anestesia rianimazione e terapia antalgica.
“Se le accuse saranno confermate – ha dichiarato il direttore generale dell’Ospedale di Parma Massimo Fabi – l’Azienda sanitaria si considera parte lesa in questa vicenda e sta valutando i danni materiali e d’immagine subiti, a tutela dei tantissimi operatori della sanità che tutti i giorni si impegnano con serietà e passione nel loro lavoro”.
L’Azienda comunica inoltre che la nomina immediata, avvenuta di concerto con l’Università di Parma, di Maurizio Leccabue alla guida dell’unità operativa in qualità di direttore facente funzione ha garantito il pieno funzionamento del reparto e la presa in carico dei pazienti. Il dottor Leccabue ha incontrato il personale sanitario e gli specializzandi dei due servizi di anestesia dell’Ospedale Maggiore per ripartire con chiarezza e trasparenza. A cominciare da subito.
“Stiamo effettuando tutte le verifiche – spiega il dottor Leccabue – e possiamo affermare che non ci sono problemi clinici per i pazienti. Si è trattato, in alcuni casi, di mancato rispetto delle procedure formali previste dalla legge senza impatto sulla salute dei cittadini. Questo lo rimarco con decisione: “Non è in discussione la bontà dei farmaci, ma la procedura”.
Per fornire ogni spiegazione ai pazienti l’Azienda Ospedaliero-Universitaria ha attivato un numero telefonico di riferimento cui risponderanno i medici individuati dal nuovo direttore dell’Unità operativa Maurizio Leccabue.( telefono: 334.6077 983 ).

Federico Pizzarotti Procura di ParmaPIZZAROTTI A NOME DEL CTSS: Pochi disonesti non getteranno fango su un’intera classe di medici, onesti ed integerrimi
Parma 11 maggio 2017 – “ I fatti evidenziati dall’inchiesta rivestono carattere di particolare gravità” così commenta Federico Pizzarotti, presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria e sindaco di Parma, che a nome di tutti i componenti (Ausl, Università di Parma, Azienda Ospedaliera, Provincia di Parma, distretti socio sanitari, Ordine dei medici) continua: “Sarà la magistratura a chiarire i fatti drammatici portati alla luce in questi giorni. Abbiamo rispetto del lavoro dei magistrati e della giustizia, ci auguriamo che la verità emerga il prima possibile. Condividiamo a pieno le parole dell’Assessore Venturi : “nessun spazio di azione per chi pensa di trarre vantaggio e profitto speculando sulla salute dei cittadini “.Questo è anche l’impegno e la posizione della Conferenza Territoriale Socio Sanitaria in primis delle Aziende Sanitarie, dell’Università dell’Ordine dei Medici .E’ quindi importante far sapere ai parmigiani e all’Italia che una minoranza di persone che delinque, e va contro ogni principio etico e morale della sanità e della medicina, non può e non deve mai essere confusa con l’intero sistema sanitario, che è sano e composto da professionisti integerrimi e onesti, che salvano vite e mettono al primo posto dei loro valori gli interessi e la vita dei pazienti. Anche loro, oggi, sono vittime di questo scandalo. Le Aziende Sanitarie della provincia di Parma, l’Università, il mondo della ricerca, l’Ordine dei Medici: stiamo parlando di persone di grande professionalità ed etica. A loro va il nostro più profondo ringraziamento per l’impegno quotidiano al servizio del prossimo. Non ci stiamo a fare di tutta l’erba un fascio. Perciò ci auguriamo che la verità arrivi il più presto possibile, e che il cielo del sistema sanitario regionale e nazionale torni sereno”.

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