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ZFoto Pasimafi V barcaDi vignalismo hanno parlato in tanti, in queste ultime settimane.

Fa specie che esso sia oggi però impregnato nelle file dei pezzi di Parma più marcatamente pizzarottiani ( LEGGI DI BORGHI ), e anche più che coinvolgano un Vignali vero e proprio, il fratello di Pietro, il cardiologo Luigi: a lui gli inquirenti contestano un “regalino” ricevuto dalla Spindial dei Grondelli affinché questi facesse acquistare al Maggiore alcuni presidi medici. Il reato è quindi corruzione, e su questo si indaga.
Che sia vero o non sia vero, fatto sta che dopo questo regalino in Cardiologia sono stati ordinati gli stent 2 mm della ditta di Lemignano di Collecchio, acquistati fuori gara, e quindi in modo diretto, per così dire. Proprio però perché gli stent erano stati inseriti nella lista dei presidi acquistabili con maggiore risparmio attraverso il circuito regionale poi la transazione non andò in porto.
Quello dei regalini è una caratteristica connotante l’agire dei Grondelli nel loro agire lavorativo: lo stesso termine “Pasimafi”, che ha dato il nome all’inchiesta condotta dal pm Amara, arriva dritto dritto dallo yacht Fasimafi V utilizzato dal prof Fanelli e intestato ad una società dei Grondelli. Essi provvedevano anche a tutto ciò che riguardasse l’imbarcazione, dal posto barca nel porto alla manutenzione.

I Fanelli erano in pista come famiglia nel proprio assieme: il figlio del professore, Roberto, guidava una delle società dedite al riciclaggio, la Crag Up, l’altro figlio Andrea risulta redigesse gli articoli scientifici per le case farmaceutiche, e la moglie di Fanelli, la signora Fiorella Edi Nobili era referente in Lombardia come dirigente medico. Quest’ultima era primario di Anestesia all’Auxologico di Milano. I tre familiari sono indagati.
Fanelli senior è al centro di intercettazioni particolarmente dure, nel quale si vanta essenzialmente di aver creato un sistema perfetto (credeva lui) nel quale “se muoiono 100 persone con questo filtro non va in galera nessuno”. Era talmente sfrontato da vantarsi con altri della reale proprietà del natante utilizzato, riconducibile ai Grondelli.
I Grondelli, appunto: sono al centro di un sistema di corruzione che in Procura hanno definito “quasi permanente”. I capi di imputazione possono essere implementati, i loro avvocati possono tentare per contro di smontarli. Il padre Ugo, 71 anni, è domiciliato a San Michele Tiorre e residente a Montecarlo, dove le tasse picchiano duro proprio gente come lui. I figli sono due, uno investito in pieno dall’inchiesta, l’altro parte della società ma per ora non coinvolto: Marcello, 45enne amministratore delegato della Spindial, e Fulvio, vice presidente e amministratore.
Il secondo, ieri, ci ha cercato via sms intimandoci di togliere la foto nell’articolo relativo all’inchiesta ( LEGGI DELL’INCHIESTA PASIMAFI ): chi ci conosce può perfettamente immaginare l’elasticità della nostra risposta. Come direbbero a Napoli, ccà tenimmo ‘a cazzimma. E comunque il nostro problema non è quel tizio in particolare quanto ciò che rappresenta: un sistema capitalista che è intrinsecamente e inevitabilmente corruttivo, anche solo sul mero piano morale. La vicenda che riguarda lui e la sua famiglia semplicemente ha ribadito il concetto.

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