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Procura della Repubblica BELLATutto è bene ciò che finisce bene, ma solo fino ad un certo punto. Il fatto di cronaca racconta di una donna di origini marocchine “approcciata” per strada a insulti e schiaffi, per farla salire in auto e approfittare in branco di lei. Ad opporsi a questo machista piano, ordito da due vili, una barista di borgo Colonne e la figlia 14enne della “prescelta”.
Era sera tardi quando la donna è scesa in strada per andare a comprare il pane da un fornaio del quartiere, aperto fino ad ora tarda. Pochi metri ed il “raid” degli energumeni: ubriachi e molesti, l'hanno dapprima approcciata in modo volgare all'andata e quindi aggredita con maggiore violenza, per costringerla ad un rapporto sessuale. Lei si è ribellata con forza, attirando l'attenzione della figlia e della barista, entrambe intervenute.

La furia di un 28enne si è sfogata anche contro la ragazzina, presa a calci e pugni, che le hanno provocato ferite guaribili in 15 giorni. La madre ha però avuto il tempo e l'opportunità di chiamare la Polizia, e questo ha consigliato la fuga del gruppetto di maschi. Uno di essi, il più violento, è stato individuato e oggi condannato: la gup Paola Artusi ha determinato oggi la pena di 1 anno e 8 mesi con rito abbreviato. Il complice del "merda uno", un 44enne che chiameremo amichevolmente “il merda due”, è stato rinviato a giudizio con le accuse di tentato stupro di gruppo, lesioni contro una minorenne, violenza privata.
A narrare l'epilogo Maria Chiara Perri, in un bell' articolo su Repubblica, completo di ulteriori particolari e a cui vi rimandiamo.

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