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Uomo che sale scala Yaşam kalitesiAd ognuno di noi, almeno una volta nella vita lavorativa o relazionale è capitato di sentirsi troppo “piccolo”, non all’altezza, mai abbastanza per un determinato ruolo o per una determinata persona. Sarà perché così ci hanno ripetuto sino allo sfinimento da bambini, sarà perché le esperienze accumulate ci hanno fatto perdere l’autostima, sarà per quel che sarà, eppure gli altri ci appaiono migliori di noi sempre e comunque. Non di rado sono nostre convinzioni più o meno apprese che ci portiamo dietro e dentro. Ma noi non siamo i nostri pensieri, siamo molto di più, siamo ben oltre. Troppo spesso temiamo di seguire quella energia vitale interna, quella vocina che sentiamo riecheggiare dentro noi, per paura di errare, per timore del giudizio altrui. Siamo davvero certi del fatto che quello che vediamo negli altri sia per come le cose stanno o magari è una proiezione, una immagine che gli altri ci hanno voluto dare a credere. L’erba del vicino non per forza è sempre più verde della nostra, forse di primo acchito, se poi andiamo a guardare ogni filo d’erba potremmo scoprirne delle belle o delle “balle”. La famosa frase: “vorrei essere in gamba come lei” o “che fortunato che è”, ci tiene nascosto il fatto che ogni soggetto ha la propria storia, il proprio vissuto con le proprie sfide quotidiane, eppure noi riusciamo a intravedere solo un pezzo delle loro vite, il pezzo che risplende senza poter scorgere i sacrifici e le fatiche. A prescindere da quanto minuscoli o giganti possano essere i nostri agiti, noi possiamo fare la differenza, noi siamo la differenza. Ovviamente se crediamo che siano meritevoli di medaglie al merito solo le azioni strabilianti da super eroe, continueremo inevitabilmente a sentirci minuscoli ed insignificanti. Accettiamo che ogni nostra azione, anche la più piccola può essere importante a prescindere, soprattutto se lo è innanzitutto per noi stessi. Siamo talmente abituati a non prenderci i meriti e a sparlare di noi stessi alle nostre spalle, ah sì, siamo bravissimi a parlare male di noi stessi, davvero non ci servirebbe l’ausilio da parte di altri. Finiamola con questi vittimismi e questa timidezza nell’ammettere che siamo bravi in una cosa piuttosto che in un’altra, non togliamo niente a nessuno, rischiamo solo di sminuire la nostra autostima, per sfortuna, aggiungerei. Se continuiamo a cercare fuori di noi la felicità, ripetendoci che la situazione nella quale ci ritroviamo non sia abbastanza, non ci porti da nessuna parte, stiamo avendo innanzitutto poca fiducia nel nostro operato, spostando l’immagine di noi stessi in un futuro prossimo che non siamo in grado di gestire e non godendo appieno del presente. Se proprio stiamo male nel qui ed ora, potremmo provare a cambiare qualcosa in maniera concreta, cambiando dall’interno, modificando le nostre credenze, poiché la nostra vita sarà lo specchio di ciò che crediamo di essere e non tanto di ciò che veramente facciamo. Continuare a crede che saremmo migliori facendo o non facendo determinate cose, ci porterà alla lunga a dubitare di ogni nostra scelta, ogni nostro operato. Siamo come siamo, siamo ok per come siamo a prescindere da quanto siamo arrivati in alto nella scale sociale o nel cuore di quel partner. Il non fare determinate cose se sentiamo la necessità di non farle, è un nostro diritto. Il fare solo per apparire agli occhi degli altri abbastanza sportivi, abbastanza connessi, abbastanza social, non ci renderà mai abbastanza agli occhi di noi stessi. Impariamo invece a pensare a quanti obbiettivi raggiunti, quanti successi personali. Focalizzarsi solo ed esclusivamente su quello che non ci piace di noi o su quello che vorremmo ottenere ma che non riusciamo ad avere non farà altro che alimentare senso di frustrazione e rabbia, riflettere invece sui nostri successi potrebbe darci nuove prospettive su cosa e come vorremmo cambiare. Diventiamo ciò che ci diciamo di essere, ciò che crediamo di essere. Iniziare un modo nuovo di credere e di pensare a noi stessi richiede impegno e spesso fa anche un po’ paura ma è un prezzo che vale davvero la pena pagare per ritrovarsi pieni zeppi di noi. Parola di Counselor!
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