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ZFoto ZoorestasiaPurtroppo per l’umanità, lo scempio nei confronti degli animali sembra davvero non aver mai fine. Parliamo di una cosiddetta parafilia, in ambito psichiatrico, sessuologico e psicologico, quando parliamo della zooerastia: un disturbo sessuale riferito ai rapporti sessuali con animali. Questi impulsi sono considerati una psicopatologia solo se sono compulsivi e se possono procurare danni seri al funzionamento psicologico dell’individuo. Altre parole utilizzate nel linguaggio comune per indicare l’abuso sessuale di animali sono bestialità, zoofilia e zoosadismo. Secondo il rapporto Crimini sessuali contro gli animali (Impronte N.4 – Anno XXXI - Maggio 2014) realizzato da Ciro Troiano, criminologo e direttore dell’osservatorio sulle zoo mafie, presso l’associazione animalista LAV, in realtà queste parole indicano tecnicamente aspetti diversi: bestialità (dal latino bestialitas) è un termine nato nel campo della teologia morale e indica “l’accoppiamento o il contatto di organi genitali umani con quelli animali, di natura non patologica, privo di qualsiasi coinvolgimento emotivo, frutto essenzialmente di bassa moralità e figlio di ambienti sociali marginali o di una società rurale dove il desiderio sessuale, quando non vi era la possibilità di essere soddisfatto in modo naturale, veniva appagato con il contatto fisico con un animale”. Zoofilia (o zoofilia erotica) è un temine utilizzato per indicare “un coinvolgimento non solo fisico, ma anche emotivo, nei confronti degli animali”. Gli zoofili sostengono di avere una relazione che va al di là del raggiungimento del piacere sessuale e che per loro è una scelta “naturale e spontanea” che va oltre una semplice sostituzione del sesso praticato con umani. Zoosadismo è il termine indicato per descrivere una forma di sadismo avente per oggetto gli animali. Trova il proprio soddisfacimento in azioni lesive o in uccisioni di animali. Non entrando nella polemica morale di chi fosse o meno affetto da tale disturbo, andiamo invece ad informarci su quali Paesi del mondo tollerano o meno, legalmente, tale pratica che diviene una mera tratta di abusi e guadagno per molti detentori di animali. Per quanto riguarda l’Europa: in Italia, in Spagna, in Francia e in Belgio, avere rapporti sessuali con gli animali è vietato. Nel nostro paese nello specifico (questa volta fortunatamente non siamo nella lista nera, almeno a livello legale poiché di casi di abusi sessuali sono stati molti, di cui taluni anche denunciati e condannati fortunatamente) questo tipo di atti si configurano tra il reato di “maltrattamenti su animali” (parliamo di cani, gatti, rettili, cavalli, pecore, mucche, asini, galline e molti altri ancora ahinoi), punito dall’articolo 544-ter del codice penale. Di contro però In Italia, la detenzione di materiale zoo pornografico non è considerata punibile, a differenza per quello che accade per il materiale pedopornografico. Andiamo avanti nel territorio europeo: gli stati con la legislazione più rigida in assoluto in merito alla zooerastia sono: la Svizzera, il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Norvegia, nei quali paesi non solo è assolutamente vietato avere rapporti sessuali con animali, ma lo è anche vendere e possedere pornografia che mostri scene di zooerastia. Nello specifico la Danimarca è stata una degli ultimi paesi europei a proibire i rapporti sessuali con gli animali, basta dire che sino all’aprile del 2015 tali rapporti erano tollerati purché l’animale rimanesse illeso (è ancora consentita la vendita di materiale pornografico sulla zooerastia in Danimarca). Proviamo ad emigrare oltre oceano. Secondo l’associazione Zeta-Verein (associazione tedesca che lotta contro la criminalizzazione dei contatti sessuali uomo-animale) pare che sia il Brasile la nazione con l’indice di tolleranza più alto verso tale pratica abominevole, perché è consentito sia avere questo tipo di rapporti, sia possedere e vendere pornografia. Negli Stati Uniti la disciplina varia da alcuni stati come Sud Dakota, Wyoming e Texas, dove è tollerata, e altri in cui è proibita. I rapporti sessuali con animali non sono vietati per legge neanche in Messico, in Giappone, in Cambogia e in Russia. Per quanto riguarda il Canada, pare esista una controversa sentenza della Corte suprema pubblicata a giugno del 2016, la quale stabilisce che: “gli atti sessuali con animali sono legali fintanto che non si verifica la penetrazione”. Come concludere un articolo così penoso non solo per chi legge ma anche per chi scrive e ha raccolto informazioni a riguardo? Decisamente molto c’è da fare ancora a livello legale in Italia e nel resto del mondo affinché gli animali non continuino in eterno a subire tali orrori e certamente parlarne, firmare le petizioni che lottano a favore dell’abolizione legale di tali tratte sessuali, petizioni che pochi anni fa hanno obbligato la Danimarca e chiudere i bordelli di animali, a punire penalmente chi percepiva guadagno nel noleggiare il proprio animale a sfondo sessuale e molto altro ancora. Volutamente si è deciso di rimanere molto su una linea quasi statistica e puramente legale, senza andare nello specifico per il rispetto della sensibilità dei lettori, questo però non esclude il fatto che le atrocità vi sono e non sono frutto di fantasie o invenzioni. Informati sempre, indifferenti mai.

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