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Musica cuore cuffiaSaper ascoltare è una vera e propria arte. L’ascolto ci permette, non solo, di entrare in contatto con gli altri ma anche con noi stessi, stimolando la comunicazione e l’empatia.

Ascoltare senza interrompere, senza farsi tentare dalla voglia sfrenata di commentare o la presunzione di giudicare, è molto spesso difficile poiché equivale a prestare attenzione all'altra persona, presupposto per indossare i suoi panni, entrare in empatia con essa. Ecco perché a nostra volta ci fa sentire così bene sentirci ascoltati. Ecco perché, per migliorare la nostra capacità comunicativa e relazionale non basta esprimerci nel modo più corretto possibile ma occorre innanzitutto mettersi in ascolto. Saper ascoltare gli altri ci fa un gran bene perché ci permette di interrompere il nostro cosiddetto dialogo interiore, spesso fatto di ruminazione di pensieri, e sposta così l'attenzione da noi verso l'altra persona. Uscire dall'autoreferenzialità permette non di rado, alla nostra mente, di accantonare i nostri problemi in un angolino per fare spazio ad altri pensieri diversi, nuove prospettive. Goleman, psicologo americano, ci insegna che se ci concentriamo sugli altri il mondo si espande, e quando il mondo si espande nascono nuove idee, intuizioni e intenzioni. Mettersi in modalità ascolto significa però dedicare del tempo all'altra persona, del tempo di qualità, esclusivo: quindi sarebbe opportuno spegnere il cellulare, la televisione, il computer e tutto ciò che potrebbe essere di disturbo e distrazione quando è il momento di ascoltare quello che hanno da dirci: il partner, i figli o gli amici. Se elementi di disturbo interferiscono con l'ascolto, questo si fa frammentato, distratto, confuso. Non è vero ascolto. Andrebbe ricordato che l'ascolto può essere fatto anche di silenzi, senza commenti, giudizi, consigli (salvo ci vengano esplicitamente richiesti): a volte basta davvero una mano sulla spalla, un abbraccio per dire che siamo vicini all'altro. Ma essere bravi nell’ascoltare l’altro non esclude il fatto di ascoltare anche noi stessi, la nostra voce interiore che molto spesso ha molte cose da dirci. Saper ascoltare noi stessi equivale ad una sorta di sincronizzazione sulle nostre emozioni, captare i segnali che ci indicano con consapevolezza cosa vogliamo, di cosa abbiamo bisogno, cosa ci fa stare veramente bene e cosa sarebbe per noi meglio “abbandonare”. Basterebbe davvero poco per dedicare del tempo all’ascolto di noi stessi: troppo spesso assordati da infiniti suoni esterni diventiamo sordi ai nostri segnali interni, quelli provenienti dalla nostra mente, dall’intuito, dalle emozioni. Impariamo quindi a stare in silenzio, in quel silenzio fertile che ci permette di restare soli con noi stessi abbandonando il giudizio interno ed esterno. È così che si può arrivare a sviluppare la capacità di conoscenza e consapevolezza di noi stessi, con lo scopo ultimo di farci sentire persone più serene e appagate, giudici corretti e non troppo severi di noi stessi e probabilmente anche persone davvero libere di pensare e agire. Parola di Counselor! Per scrivermi, per pormi domande e per approfondire i temi che affronto: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  
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