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Animali gorilla caroteIl termine “fitoterapia” deriva dal greco “phytòn”, che significa “pianta”, ma allo stesso tempo anche “creatura”. Già nel Medioevo le piante venivano utilizzate nel trattamento di molti disturbi e di questo ne abbiamo già scritto nel corse dei nostri numerosi giovedì con gli aMici di Rosso Vivo.

In soldoni, oggi giorno: la fitoterapia viene indicata come la scienza medica che studia il corretto utilizzo delle piante medicinali e dei loro derivati, allo scopo di trattare o prevenire svariate malattie (farmaci) o salutistico (integratori). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Salute sono da considerarsi fitomedicine "i prodotti medicinali finiti, provvisti di etichetta, che contengono come principi attivi esclusivamente delle piante o delle associazioni di piante allo stato grezzo, sottoforma di preparati. Comprendono anche succhi, gomme, frazioni lipidiche, oli essenziali e tutte le altre sostanze di questo genere". Spesso, queste fitomedicine sono a tutti gli effetti dei farmaci di origine vegetale, perché finalizzati a svolgere un'azione terapeutica. Alla stessa maniera dei farmaci di sintesi, i rimedi fitoterapici vengono assunti in quantità commisurate al peso corporeo e non troppo diluite a differenza dei rimedi omeopatici. Va però ricordato e sottolineato che la fitoterapia non va intesa come un mero medicinale che cura il male, bensì come un rimedio sostitutivo per alleggerire il disturbo o per mantenere la salute del corpo integrando ciò di cui l’organismo necessita ma che non riesce per svariati motivi ad assimilare dalle sostanze nutritive. Non si dovrebbe mai assumere l'iperico (Hypericum Perforatum) con altre medicine, perché potrebbe modulare l'assorbimento dei farmaci assunti. Ragion per cui la fitoterapia è anche competenza del medico, oltre che dell'erborista. Tutto questo per raccomandarvi un corretto uso della fitoterapia a supporto della medicina convenzionale, ma sempre sotto il consiglio di una persona competente ed esperta, perché anche se potrebbe sembrare un paradosso, le piante, nonostante tutto, potrebbero nascondere degli effetti secondari indesiderati.
Tanto per regalarvi un esempio molto pratico, la radice fresca della carota, utilizzata come decotto, esplica proprietà diuretiche ed espettoranti, utili a contrastare tosse e raucedine. Un decotto dei suoi semi invece favorisce la corretta digestione. La carota in se potrebbe essere d'aiuto nella regolarizzazione delle funzionalità intestinali e nello svolgere un'azione lenitiva per l'apparato digerente. Ma potremmo star qui a farvi un elenco molto lungo sulle proprietà della carota:
potrebbe essere sfruttata per le sue capacità diuretiche e carminative, per alleggerire disturbi come calcoli, cistiti e problemi urinari.
Il suo passato viene spesso impiegato come rimedio per le dissenterie in particolar modo nei bambini. Se invece vi capitasse di maneggiare
dell'olio di semi di carota, prestate attenzione ai suoi effetti collaterali sul sistema nervoso centrale che potrebbero risultare simili a quelli determinati dai barbiturici. In ultima istanza, e ne saranno ben lieti i nostri aMici crudisti, per sfruttare al massimo le potenzialità della carota, sarebbe bene consumarla cruda, senza toglierne la buccia, semplicemente grattandola esternamente con una spazzola per togliere eventuali sostanze nocive e microorganismi poco utili al nostro organismo. Detto, fatto ed un altro giovedì assieme lo abbiamo trascorso tra aMici di Rosso Vivo. Buone vacanze pasquali a chi le festeggerà e buon riposo a chi dal lavoro si asterrà.

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