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ZFoto Festival Pensiero Ribelle donna ballaIl piccolo centro abitato di Roccabianca è da diversi anni teatro di un coraggioso festival estivo, il RiParty. Organizzato da ArciRokka, il circolo Arci del paese, il RiParty ha sempre potuto vantare un'ottima programmazione, oltre a una grande varietà di eventi. Eventi sempre contrassegnati dall'esulare dal puro intrattenimento, soffermandosi ad analizzare problematiche complesse e insolite per un festival.
Quest'anno il festival si svolgerà il week end del 10, 11 e 12 giugno. Domenica 12 giugno sarà dedicata alla Festa del Pensiero Ribelle, momento del RiParty dedicato alla filosofia. A curare la giornata di lezioni e conferenze è il filosofo Diego Fusaro, giovane accademico con un notevole numero di pubblicazioni a curriculum, noto anche al grande pubblico per le sue frequenti presenza televisive e per la sua attività di blogger su “Il Fatto Quotidiano”.
Fusaro è un personaggio pubblico, discusso e discutibile. Perennemente in bilico tra posizioni rivoluzionarie e conservatrici, porta avanti una critica radicale al sistema capitalistico, e parallelamente (e senza scinderla da esse) altre battaglie ben meno condivisibili.
Abbiamo intervistato Fusaro, scegliendo di mantenere il discorso esclusivamente sulla meritevole iniziativa del RiParty e della sua Festa del Pensiero Ribelle.

1) Come nasce l'idea di dedicare il festival al Pensiero Ribelle? Su quali basi ha deciso di impostare la programmazione?

Essenzialmente il pensiero ribelle come lo mettiamo a tema noi consiste è quello che si pone ostinatamente contro il pensiero unico politicamente corretto, che sta diventando oggi una vera e propria teologia. Teologia che non ammette eresie ed eterodossie, e che sanziona la bestemmia. È un pensiero unico che viene continuamente veicolato dai media, dai canali di diffusione della cultura, e che ha come unico scopo quello di santificare i rapporti di forza dominanti e la realtà così com'è. Si pone come una grande serenata a favore dell'esistente. Il pensiero ribelle mette in luce le contraddizioni dell'esistente e si oppone al pensiero unico dominante. Per questo a Roccabianca abbiamo deciso di istituire questa rassegna di pensiero critico e militante contro il pensiero unico. Un tentativo di mettere a punto modi strategie e pratiche del pensiero ribelle non allineato. Vi saranno sessioni dedicate ai grandi classici, da Machiavelli, a Marx ed Engels, a Junger, e sessioni dedicate all'approfondimento dell'attualità, o a quella che Foucault avrebbe chiamato l'ontologia del presente: riflessioni su cosa significhi oggi, dopo il 1989, essere ribelli. Fino al 1989 c'erano almeno due grandi pensieri e quindi era possibile vedere come ciascuno dei due non fosse l'unico. Oggi invece vige il pensiero neoliberista, che si pone come una vera e propria teologia, e non consente deviazioni. Abbiamo invitato giovani studiosi, per lo più dottorandi, e anche studiosi già affermati, come Luca Grecchi, che farà una lezione su Aristotele – o meglio, partendo da Aristotele per interrogare il nostro presente. Poi ci saranno una lezione su Junger, tenuta da Ambrosio, dottorando di Napoli, una lezione su Marx tenuta da Alessandro Monchietto, che è uno studioso di Torino, e una su Machiavelli e il pensiero del conflitto, tenuta da Corrado Claverini, dottorando di Milano.

2) Da dove scaturisce l'atto della ribellione? Quando un pensiero può definirsi "ribelle"?

Il pensiero ribelle non è un pensiero violento: è un pensiero che denuncia la violenza come cifra del mondo capitalistico dell'economia dominante. È esso stesso un mondo violento, perché è il mondo della violenza economica: produce catastrofi, omicidi, suicidi, produce in forma economica ciò che un tempo veniva fatto “manu militari” con bombardamenti e aggressioni. Basti pensare alla violenza economica che oggi la Germania sta esercitando ai danni della Grecia ridotta a stato subalterno, sotto attacco finanziario. Il nostro è un tentativo di indurre i partecipanti a pensare fuori dalle categorie dominanti, di invitarli a pensare diversamente. Potremmo dire che il motto di questo festival è “Pensare altrimenti”, vedere la realtà in modo diverso, da prospettive altre, che mostrano che altri mondi sono possibili. La Storia in generale, che viene neutralizzata dal pensiero unico, mostra che possiamo essere diversamente da come siamo oggi. Sono storicamente possibili altri modi di abitare il mondo, ed è da qui che vogliamo muovere la nostra critica al presente.

3) Ci consiglia una lettura per prepararci a questo evento?

Consiglierei senz'altro “Il trattato del ribelle” di Junger.

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