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Tribunale bancone togaLo dicevano chiaramente, i lavoratori della Salsoplast: ai cronisti non parlavano di “crisi congiunturale” o di “settore in crisi”, ma di “malagestione” e soldi che sparivano.

Già, perché i lavoratori i conti li sanno fare per benino: loro, la fabbrica, la conoscono dal di dentro. Il luogo di lavoro non è solo una sequenza di libri contabili e di tabelle, ma una parte essenziale della propria vita.
A dare ragione a quei lavoratori in assemblea permanente sono oggi la magistratura parmigiana e l'agenzia delle entrate: nei 13,8 milioni di debiti si sarebbero rilevate false fatturazioni e distrazioni di fondi. Quei soldi, in pratica, che proprio per i lavoratori si faticavano tanto a trovare. L'imprenditoria parmense, lei ci sta, non manca mai di mostrarci il proprio vero volto, quello padronale, coincidente tanto spesso con quello delinquenziale.
E così ecco che a seguito dell'azione di responsabilità avviata con il beneplacito del giudice Rogato la curatela ha avviato azioni di responsabilità nei confronti di 5 ex amministratori e 3 ex sindaci (termine inteso nell'accezione societaria, non in quella più diffusa di amministratori locali) dell'azienda. Ad essere contestate sono violazioni dello statuto societario, del codice civile ed evasione dell' Iva nel periodo 2006-2009 mediante la cosiddetta “frode carosello”. Questo metodo di evasione fiscale prevede la creazione di “cartiere”, cioè di società fittizie vive solo sulla carta da interporre come soggetto terzo nell'acquisto di beni o servizi da una società all'altra. Un sistema piuttosto diffuso, e non tra i più raffinati, per creare operazioni inesistenti, che nel caso della Salsoplast hanno equivalso ad un danno erariale per 5,5 milioni di euro. Il tutto, oltretutto, senza informare l'assemblea dei soci, ed anche questo è reato.
Ciliegina sulla torta, gli inquirenti avrebbero anche rilevato distrazioni di fondi e false fatturazioni a vantaggio di parenti e persone di fiducia. Marco Pedretti, curatore fallimentare, volto noto di Teleducato (partecipazioni a Calcio e Calcio), amministratore unico dello Studio Ghiretti (commercialisti) di Langhirano e revisore effettivo del Teatro Regio, ha stimato un danno pari a 5 milioni ed 800 mila, di cui verrà chiesto conto in solido agli 8 vertici coinvolti, che verosimilmente dovranno rispondere anche in sede penale. Chiaramente una magra consolazione per i lavoratori, come sempre truffati e abbandonati a se stessi da un sistema che regola i conti solo verso l'alto. E' in effetti molto triste.
A dare la notizia dei provvedimenti è stata Parma Repubblica.

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