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Borgotaro Ospedale Santa MariaNon accennano a placarsi, le polemiche determinate dalla decisione di sopprimere il punto nascite di Borgotaro. Il servizio ospedaliero, oltre ad essere notoriamente d'eccellenza, evitava a donne in prossimità del "grande momento" un processo migratorio piuttosto pericoloso, in certe stagioni dell'anno.

Tradotto: provate voi ad avere una rottura delle acque e farvi la fondovalle di febbraio, poi veniteci a raccontare com'è stata l'esperienza. A latere c'è anche un elemento "identitario": chi nasce in montagna, sia essa quella del Trentino o quella appenninica parmense, non ha la minima voglia di leggere di essere nato a Parma, piuttosto che in città in senso lato.

LEGGI DELLA CHIUSURA DEL PUNTO NASCITE

Una società che trova milioni di euro per finanziare inutili sovrastrutture, non trova qualche euro per garantire un diritto della donna e del bambino: giustamente su in montagna sono incacchiati come dei cinghiali. Diego Rossi, sindaco di Borgo Val di Taro, chiama tutti a raccolta: ecco cosa ha scritto in merito.

"La risposta arrivata dal Ministero della Salute sulla richiesta per il nostro “punto nascite” avanzata dalla Regione ci lascia completamente amareggiati e delusi. Soprattutto perché questa risposta , come quella data anche per Castelnovo ne' Monti e per Pavullo nel Frignano, non tiene minimamente conto del contesto territoriale, montano e di tutte le difficoltà logistiche, economiche e sociali ad esso correlate. Ed allora è inutile che si approvi in Parlamento una legge per “tutelare i piccoli borghi”, se poi agli stessi vengono tolti dei servizi essenziali.

Ospedale letti corsiaNon è la risposta per la quale avevamo lavorato in tutti questi mesi. Insieme a tutti i Sindaci del Distretto, dopo aver ascoltato le Associazioni di volontariato ed i cittadini del territorio, nei mesi scorsi abbiamo presentato una proposta di riqualificazione del “Punto nascita” funzionale proprio a superare quelle criticità che il Ministero si è solo limitato a fotografare : meno della metà delle mamme di questo territorio vengono a partorire a Borgotaro (126 su 310 nel 2016), troppi parti cesarei, mancanza di un numero adeguato di professionisti neonatologi.
Proprio su questi aspetti,per superare queste difficoltà, abbiamo chiesto che venissero previste maggiori professionalità , facendo spostare i medici da Parma e da Fidenza , anziché far spostare le mamme. Questo, molto semplificato, il “cuore” della nostra proposta. Una proposta seria, mirata a garantire la possibilità di continuare a nascere a Borgotaro ed a migliorare anche l'attività del reparto di Ginecologia.

Sappiamo che il reparto continuerà comunque la sua attività per le fasi pre e post parto e per la ginecologia. Sappiamo che ci sono investimenti fatti ed altri programmati sul nostro Ospedale: su tutto questo spingeremo e verificheremo che vengano velocemente realizzati. Ma anche questo non basta. Vogliamo far valere il nostro diritto, da montanari, di essere cittadini a pieni diritti e non a “diritti limitati”.

Dobbiamo e vogliamo percorrere ancora tutte le possibilità di far rivedere questa scelta al Ministro.

Perché le logiche della sanità pubblica devono partire dai cittadini e non dai numeri.

Per farlo abbiamo bisogno di tutto il supporto possibile, di tutti.

Per questo ci vedremo martedì 10 ottobre alle ore 21.00 presso Sala Imbriani all'incontro con le Associazioni di Volontariato ed i cittadini, per concordare le prossime azioni da mettere in campo.

Vi aspetto,

Diego Rossi"

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