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Foto Elezioni urna

ECCO COM'E' ANDATA NEL PARMENSE: man mano che i dati cominciano a definirsi, anche i risultati si avvicinano all'ufficialità, che viene però sancita dal Ministero, e non da questo o da altri giornali.
BORGOTARO: Diego Rossi (48, 53%)
BUSSETO: Giancarlo Contini (38,25%)
FELINO: Elisa Leoni (44,30%)
FONTANELLATO: Francesco Trivelloni (40,92%)
NEVIANO: Alessandro Garbasi (61,51%)
POLESINE/ZIBELLO: Andrea Censi (53,70%)
SALA BAGANZA: Aldo Spina (51,28%)
SAN SECONDO: Antonio Dodi (57,94%)
TRAVERSETOLO: Simone Dall'Orto (34,23%)

Dato politico: la residuale presenza del M5S sul nostro territorio si concentrava a Sala Baganza, dove il candidato Patrizio Bimbi candidava padre e fidanzatina del Portavoce personale del sindaco di Parma. In nessun altro comune sono riusciti a raccogliere le firme necessarie a candidare qualcuno.

Che dire: i cittadini hanno preferito in maggior numero l'ex Pdl, che dalle nostre parti è tutto un dire, eticamente parlando. Per Bimbi, la cui campagna elettorale è stata conclusa proprio dall'ex star della politica italica Federico Pizzarotti, un micragnoso 18,77% delle preferenze, essenzialmente un terzo dell'odiato PD. Epilogo kharmico di un gruppo di potere. Chissà se il sempre sarcastico padre del portavoce personale (che però pagate voi, con le vostre tasse) saprà inventare una vignetta su se stesso che raggiunge il posto dove l'hanno mandato i salesi. 

Postilla: Busseto e Traversetolo sono finite nelle mani del centro-destra, a raccontare cosa significhi "quel" giro del Pd oggi nel parmense. Le vecchie cariatidi della politica e del sindacalismo locale, ormai, fanno più danni della gramigna, e soprattutto non spostano un voto. Riescono a far vincere persino il centro-destra (Fiazza docet): vedete un po' voi.

LE GRANDI CITTA' IN PROIEZIONE: i dati sono a macchia di leopardo come non mai. La spinta propulsiva del PD va considerata conclusa, l' M5S non ha sfondato e guarda goloso ad alcune piazze, quella torinese su tutte. Opinion leaders cauti, timorosi, ma c'è da crederci: alla fine avranno vinto un po' tutti.

Già, perché il dato vero, ora è quello che riguarda gli appoggi. Parma, in questo, è stata davvero un laboratorio, visto il “giro delle sette chiese” dell'allora candidato Pizzarotti nelle varie anime del centro-destra e della destra ducale.
MILANO: la capitale economica italiana vede in testa il candidato del centro-sinistra Beppe Sala, con il 39-43% delle preferenze. A seguire Stefano Parisi del centro-destra (34-38%) ed il grillino Gianluca Corrado (9-13%).
TORINO: dato interessante, quello che arriva dal Piemonte. Questo perché il sindaco uscente, Piero Fassino, registra un incoraggiante ma non rassicurante 39%, ma la competitrice grillina Chiara Appendino incasserebbe il 37%. A quel punto su chi punterà il leghista Alberto Morano con il suo 8%? Sul PD? C'è da dubitarne. Interessante, pur rimanendo il campione poco significativo (del 5%, mentre scriviamo).
ROMA: Virginia Raggi si avvia come da previsione a diventare il primo sindaco donna della Capitale. Lo schema è essenzialmente “parmesan”: PD risibile con appoggi poco convinti a Roberto Giacchetti (22-26%), centro-destra diviso tra destrorsi ( Meloni con il 20-24%) e moderati ( Alfio Marchini 8-12%). Virginia Raggi, con il suo imponente 34-38% se la ride. Anche perché, mutuando il ragionamento condotto su Torino, le probabilità che al ballottaggio il voto de La Destra confluisca sul candidato PD sono da considerarsi un tantinello ridotte.
NAPOLI: gliene hanno fatte una dietro l'altra, Matteo Renzi e i suoi cortigiani. E se la sono presa (politicamente parlando, of course) nel sedere, e senza vaselina! No, non c'è un modo meno greve per rendere l'enormità dello smacco rimediato dal premier in terra campana. Manco il miliardo stanziato per i rifiuti è servito: le ecoballe, è il caso di dirlo, non hanno minimamente funzionato.
Luigi De Magistris ha incassato il 43-47%, il candidato del centro-destra Giovanni Lettieri dal 20 al 24% mentre la renzianissima Valeria Valente si ferma alla forchetta 15-19%. Se dovete godere, fatelo con discrezione, lettrici e lettori di Rosso Parma. Il M5S ha candidato uno che si chiama Brambilla a Napoli...e quando ce la faceva? Parce sepulto.
BOLOGNA: un dato piuttosto interessante, quello che arriva dal capoluogo felsineo. Merola incassa il 40%, mentre la leghista Borgonzoni si ferma al 20%. Alle sue calcagna Massimo Bugani, accerrimo nemico di Federico Pizzarotti, che viene valutato al 19%. Confortante il dato della sinistra di Federico Martelloni (essenzialmente Sinistra Italiana e limitrofi), al 9%.

 

DATO DI AFFLUENZA ORE 23: Affluenza in calo sul nazionale, con punte di “dissanguamento” in termini di disaffezione veramente strabilianti qui e lì. Sul nazionale il dato è del 65,58% (varia di centesimi, ma va considerato praticamente definitivo): -5% rispetto alle amministrative precedenti.
AFFLUENZA SU PARMA: i dati di accesso alle urne sono anche da noi nel segno di una drastica riduzione del dato. Tradotto significa: nessuno dei candidati è valso nemmeno il viaggio da casa al seggio per quasi la metà degli elettori. Un po' deprimente, in effetti. Da noi la questione assume una rilevanza tipicamente “laboriale”, sottolineando l'esaurirsi della spinta pizzarottiana, che ormai è evidente non spostare praticamente nulla. E ci riferiamo espressamente a Sala Baganza, comune in cui Capitan Pizza ha visto candidati parenti e amici di collaboratori diretti (seppur pagati con soldi del contribuente).
Nel comune pedemontano il crollo pare assestarsi addirittura attorno agli 8 punti percentuali, scendendo da 72,56% a 64,43%. A Neviano il primo verdetto, visto che l'unico candidato non aveva rivali contrapposti: Garbasi viene confermato sindaco, in virtù del 61,51% di affluenza (-10% di partecipazione al voto). A Busseto 68.69% contro il 73,02% delle amministrative precedenti, a Fontanellato 64,59% contro i 70,93%, a Traversetolo ha invece votato il 67,78%, con un crollo di oltre 7 punti nell'affluenza al voto. Polesine Zibello ha un dato del 72,13% che non può prevedere raffronti col passato, essendo il Comune frutto di una fusione di due amministrazioni distinte.
A Borgo Val di Taro il crollo meno significativo sul piano percentuale (-3%) ma il dato più doloroso, pari ad appena il 57,06%. Per Felino invece il ragionamento opposto: 62,85%, con un avvilente -12% rispetto alle elezioni precedenti. Gli altri dati devono ancora uscire dal Ministero degli Interni, e certamente saranno l'oggetto degli aggiornamenti di queste ore. Non siamo sicuri di aver trasmesso adeguatamente quanta preoccupazione dovrebbe indurre una disillusione tanto marcata da parte della gente comune, soprattutto nella classe (si fa per dire) politica locale.

 

ORE 19 : “ELETTORE, CHI L'HA VISTO?”: un dato di affluenza, quello diffuso dal Viminale, impietoso anche sul nostro territorio. Ad essere scomparso è l'elettore, anche quello parmense.

Comunque vada, e qualunque sia l'esito finale, il dato politico che emerge prepotentemente è la disaffezione del cittadino anche verso le forme elettorali più tangibili e di immediato risvolto quotidiano (con buona pace dei tradizionali "ma delle europee non interessa a nessuno" e similari) .

I nove comuni “ballano” sul limite-soglia del 50%, e solo il neonato Comune di Polesine Zibello ha un'affluenza al voto dignitosamente alta, pari al 59,12%.
A scendere troviamo Busseto ( 51,96%), Traversetolo (51,46%), Neviano degli Arduini (50,91%), San Secondo Parmense (50,81%). Sotto la soglia del 50% Fontanellato (48,93%), Sala Baganza (48,32%), Felino (46,63) e Borgo Val di Taro, fanalino di coda dell'affezione al voto con il 45,92%.
IN ITALIA: il trend emiliano-romagnolo è persino più basso, con un avvilente (almeno per chi abbia a cuore talune forme di democrazia) 46,84%. Al nord peggio di noi solo il Piemonte, con il suo 44,65% di elettori alle urne.
Per le grandi città, tanto per capirci: a Napoli ha votato solo il 37,99%, a Roma il 39,39%, a Milano il 42,43%, a Torino il 41,31%. I dati, va ribadito, sono quelli nel dettaglio forniti dal Ministero degli Interni, e quindi sono poco interpretabili. Alle 23 la chiusura dei seggi, che certamente avrà il rapporto affettivo fra elettore e istituzione repubblicana borghese tra le proprie tematiche da analizzare.

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