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Inceneritore di Parma vista lateraleL'accordo che limita l'inceneritore di Parma e' scaduto, dando cosi' a Iren la possibilita' di sfruttare l'impianto al massimo. Ovvero, bruciare fino a 190.000 tonnelate di rifiuti all'anno. Ma la Regione Emilia-Romagna ribadisce di non avere intenzione di arrivare a quella soglia e rinnova l'invito a convocare un tavolo "con tutte le parti interessate" per trovare una "soluzione condivisa con Iren, che ha disdetto l'intesa alla scadenza", e arrivare a un "nuovo accordo volontario" che limiti la capacita' del 'forno' di Ugozzolo. A ribadire la posizione e' l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo, oggi in Assemblea legislativa. "È importante che il Comune avvii il confronto", sollecita Gazzolo, che nel frattempo garantisce la continuazione dell'attivita' di monitoraggio del flusso dei rifiuti verso l'inceneritore di Parma. Ma per l'M5s non e' sufficiente. E va all'attacco. "Un tavolo non basta- afferma il consigliere regionale grillino, Andrea Bertani- serve un'azione forte su Iren, con tutti gli strumenti che la Regione ha a disposizione e anche con quelli che non ha". Poi lancia la provocazione: "Se il presidente Bonaccini e l'assessore Gazzolo vogliono incatenarsi ai cancelli dell'inceneritore, saro' felice di accompagnarli". Anche se, sfida l'esponente M5s, "per dare all'Emilia-Romagna un nuovo sistema di gestione dei rifiuti, bisognera' cambiare il governo della Regione. Speriamo di poterlo fare l'anno prossimo". Secondo Bertani, infatti, la Giunta Bonaccini "si e' legata mani e piedi agli interessi delle multiutility" e anche l'accordo scaduto il 30 giugno scorso che limita la capacita' dell'impianto di Ugozzolo a 130.000 tonnellate all'anno "e' solo uno scudo di cartapesta. Anche l'anno scorso avete chiesto una deroga a 170.000 tonnellate, in barba all'accordo. Il problema e' strutturale". (San/ Dire)

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