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ZFoto volantino peppone 2E A SINISTRA? A sinistra è da mettersi le mani nei capelli (avendoli). Liberi e Uguali è andato benino a macchia di leopardo, e per esempio dalle nostre parti ha avuto buone performances, ma comunque al di sotto del risultato prefissato, che era compreso tra il 5 ed il 6%, ma che fino a poche settimane fa era sull’8%. Il partito di Piero Grasso entra in Parlamento per il rotto della cuffia, prendendo il 3,37% alla Camera ed il 3, 31% al Senato.
Potere al Popolo, o sarebbe meglio dire Potere senza Popolo, prende l’1,14% dei voti alla Camera e 1,07% al Senato. Qual è la parte grave? Bé, che la coalizione include sigle dal passato glorioso come il P.C.I. e Rifondazione Comunista, per esempio, oltre ai disobba dei centri sociali e ad alcune fette della cosiddetta società civile. Tutti assieme l’1%? Qualcosa tocca.
Discorso analogo a quello fatto per LeU si applica a Partito Comunista e Sinistra Rivoluzionaria: laddove si sono presentati hanno ottenuto un discreto riscontro, ma certo con andamento a macchia di leopardo e con andamento ondivago. Il partito di Marco Rizzo ha ottenuto lo 0,32% alla Camera e lo 0.34% al Senato, Sinistra Rivoluzionaria (che però si presentava in poco più della metà dei collegi) invece lo 0,08% alla Camera e lo 0,1% al Senato.
Che cos’è che è andato storto? Onestamente si farebbe prima a scrivere che cosa ha funzionato. Innanzitutto c’è un problema di militanza autogratificante: molti di quelli che in queste settimane si sono prodigati per questo o quel banchetto rientreranno nel proprio privato e li rivedremo alla prossima tornata elettorale (Regionali), più o meno dicendo le stesse cose negli stessi modi.
In seconda battuta : l’ascolto delle persone che vivono sul tuo territorio, che non può vivere momenti di discontinuità. Parma pullula di militanti che frequentano questa o quella facoltà universitaria, ma è sempre il pirla che fa questo giornale ad andarsi a leggere le determine dirigenziali e le sentenze, dovendosi inventare di volta in volta urbanista, giurista, e via dicendo. E’ ovvio quindi che quando i suddetti emergono in fase elettorale i cittadini li sfanculino.
C’è da rivedere il concetto stesso di militanza, da qualche tempo basato per molti sulla scelta e non sul senso del dovere. Ci sarebbe il piccolo particolare che il comunismo non si può praticare se ti avanza del tempo, e solo poche persone (che conoscono la nostra stima) in tal senso possono dirsi con la coscienza a posto.

La parte bella di tutta la situazione? Che se non si fa un reset oggi, non si capisce bene quando lo si dovrebbe fare. Occorre ripartire dai ragazzi, ma quelli veri (quelli che lo sono anche dentro).

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