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Consiglio comunale2017 assessore Michele Guerra culturaQualche tempo fa pubblicammo un articolo decisamente “antipatico”, riguardante la pacifica inutilità di Michele Guerra, assessore che finora si è distinto per le foto in posa in svariate inaugurazioni/presentazioni e poco più.

Il tizio ha la delega alle Politiche Giovanili per il Comune di Parma : è a lui che vengono demandate le decisioni sul come risolvere i vari problemi che dovessero presentarsi sull’argomento. E se ne sono presentati parecchi, in realtà. Giusto ieri un ragazzo ha rapinato e malmenato un 60enne ( LEGGI ) ed un 18enne ha preso a bottigliate un autista della Tep ( LEGGI ), mentre è dell’altroieri sera la rissa tra bande di ragazzi al Barilla Center ( LEGGI ).
Sarebbe però ingiusto vincolare la narrazione ai fatti di cronaca, e in realtà i lettori più attenti sanno bene che Rosso Parma, delle dinamiche giovanili, se ne occupa con cadenza regolare e analizzando il contesto dal punto di vista dei progetti educativi: abbiamo per esempio una rubrica dedicata esclusivamente agli adolescenti, e sono decine gli articoli che si sono occupati di bullismo e “adultismo” degli adolescenti di oggi.
PER APPROFONDIRE LEGGI ADOLESCENTI DALLA A ALLA ZETA E VAI A RITROSO NEI LINK
Perché prendersela con Michele Guerra? Perché non ricopre il ruolo per pura bontà d’animo, ma in cambio di uno stipendio. Sono tasse che il contribuente gli gira proprio perché almeno tenti di risolvere le problematiche che la città vive.
Le merita, queste critiche, Michele Guerra? Bé, analizziamo la quantità e la qualità del lavoro svolto in questi mesi di carica assessorile: nell’articolo precedente ( LEGGI DELLA PACIFICA INUTILITÀ DI UN MICHELE GUERRA ), scritto esattamente due mesi fa, consideravamo riprovevole il fatto che un assessore portasse in Giunta solo tre delibere in due mesi, nessuna delle quali affrontava il problema della qualità di vita (o della sua mancanza) dei nostri ragazzi.
Una critica che ha suscitato una qualche riflessione nel nostro assessore? C’è da ritenere di no, visto che in questi ultimi due mesi di delibere ne ha portate in Giunta due. Una al mese. Niente male, come ritmo produttivo: una vera e propria sfida a Aleksej Grigor'evič Stachanov, eroe della compianta Unione Sovietica da cui deriva il termine "stakanovista". Delle due delibere la numero 320 riguarda lo schema di convenzione del Comune di Parma con il Castello dei Burattini (che non va inteso come sede di Effetto Parma, badate bene!), la numero 350 invece si occupa della convenzione al sistema bibliotecario di alcuni istituti scolastici. E anche oggi del disagio giovanile ce ne occupiamo domani.
Qualcuno potrebbe allora pensare che sì, l’assessore tende ad occuparsi della propria passione per il cinema, ma che il resto degli uffici comunali stiano lavorando alacremente alla stesura di progetti di inclusione sociale, di inserimento in reti di supporto, alla creazione di gruppi di lavoro di strada, formati da educatori e operatori, che escano e si occupino dei nostri adolescenti più difficili.
E quindi sapete cosa facciamo? Andiamo nella pagina dedicata alla ricerca degli atti ( NON FIDARTI DI NOI: GUARDATELA DA SOLO! VERIFICA CIÒ CHE TI VIENE DETTO ), selezioniamo dal menu a tendina la voce “Settore cultura, giovani e sviluppo strategico del territorio” e andiamo a leggere che cosa hanno combinato per i nostri ragazzi in questi ultimi due mesi, visto che i primi due erano già stati presi in considerazione nell’articolo sulla pacifica inutilità di un Michele Guerra.
Scopriamo così che Raffa Flora e il suo staff hanno pubblicato 21 determine dirigenziali, di cui 2 fondamentalmente farlocche ( la 2848 ri-assegna un contratto che era stato assegnato dalla 2458, con quest’ultima annullata per un errore dalla 2697 ).

Quante si occupano di disagio giovanile o comunque attività giovanili? Zero. Nel senso pieno del termine: nemmeno una.
Consiglio comunale2017 assessore Michele Guerra con PizzarottiLa città vive il dramma di un conflitto sociale mai tanto esacerbato, che quasi sempre ha come protagonisti under 30, e questo è il metro della risposta dell’ente pubblico.
Tanto per non lasciare spazio ai dubbi aggiungeremo che la determina dirigenziale 2355 si occupa di un finanziamento al Mup, la 2392 di un progetto culturale in ambito architettura, le 2401 e 2402 del viaggio della Memoria e dell’Isrec, la 2448 della fornitura di totem a Fiere di Parma su Parma Capitale della Cultura 2020, la 2458 di un appalto di servizi culturali, la 2511 del patrocinio all’Unipr per un’iniziativa su Catullo, la 2566 di servizi per Parma Capitale della Cultura 2020, la 2571 di una commissione valutativa sul teatro parmigiano, la 2579 di un convegno sui 2200 anni di fondazione della città, la 2659 della Festa Internazionale della Storia, la 2697 annulla la 2458, la 2723 e la 2724 di affidamenti vari per Parma 2020 Capitale della Cultura ( pensare che Pizzarotti firmò un protocollo con i sindacati della triplice, rispetto al fatto che il massimo ribasso fosse veicolo di illegalità e di diffusione della mafia, frasi dette allora cui non corrispose alcuna azione particolare), la 2779 riguarda internet neu musei di Parma, la 2848 il famoso contratto relativo alla 2697, la 2851 una rassegna canora del Cai, la 2859 il Barezzi Festival, la 2887 il rapporto con Solares Fondazione delle Arti e la 2895 il Parma Film Festival. Sono atti pubblici, e sfidiamo chiunque a smentirci.
Siccome ciò non avverrà, ripetiamo: decisioni riguardanti i nostri adolescenti? Zero assoluto.
Che siano bianchi, neri, alti, bassi o di statura media, non esiste un solo atto del Comune di Parma che riguardi le Politiche Giovanili deciso dall’amministrazione di Federico Pizzarotti.

Ne consegue una relativa semplicità nel distribuire colpe e/o responsabilità: se volete potrete prendervela con i profughi richiedenti asilo, ok. O magari con i giovani italiani di colore, come li definisce una imbarazzante testata finanziata dalla destra locale. O con i pusher di via dei Mille. Se cercate risposte facili e sbagliate, accomodatevi pure.

In alternativa potreste stabilire che la colpa di quanto accade a livello giovanile a Parma è di un mondo adulto stipendiato con le vostre tasse che non ha fornito ad oggi una risposta che sia una, nemmeno una risposta sbagliata. E di conseguenza potreste decidere di fregarvene se uno ha la fama di “simpa” o di questa cavolo di Parma 2020 Capitale della Cultura ed esigere iniziative di normale amministrazione della cosa pubblica. Progetti volti a ristabilire che il San Leonardo, ma i quartieri di Parma in generale, fanno parte di una nazione civile. Iniziative che diano risposte alle domande poste sia dai ragazzi che dai cittadini adulti sull'argomento.
Una volta che individuaste qual è il nocciolo del problema, potreste decidere un bel po’ di cose, in effetti. Rifletteteci.

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