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Nicola DallOlio capogruppo novembre 2014M5S ESULTA: GIUDICE NON ARCHIVIA IL CASO, PM DEVE SCAVARE ANCORA (DIRE) 

Finisce nel mirino della magistratura l'incarico affidato da parte della giunta del Comune di Forli' a Nicola Dall'Olio, geologo parmense fino al giugno scorso capogruppo del Partito democratico nel Consiglio municipale della citta' ducale. In seguito infatti all'esposto presentato dai consiglieri forlivesi del Movimento 5 stelle, Daniele Vergini e Simone Benini, nel marzo scorso, il gip del Tribunale di Forli', Giorgio Di Giorgio, segnalano i pentastellati, "ha di fatto riaperto le indagini su un procedimento penale". La vicenda, aggiungono, "coinvolge direttamente il sindaco e l'intera giunta". Nell'ottobre 2016 hanno infatti firmato una delibera in cui, per una "urgenza" non meglio precisata, affidavano, "senza alcun bando o criterio comparatistico", a Dall'Olio "un incarico esterno compensato con 10.900 euro" nell'ambito del progetto finanziato dalla Unione europea "Save our soil for life". Il pm incaricato, proseguono i due pentastellati, aveva richiesto l'archiviazione in seguito alle dichiarazioni dell'ex dirigente comunale, Alessandro La Forgia, "ma a seguito di nostra opposizione, il gip ha fissato un'udienza in camera di consiglio durante la quale l'avvocato forlivese Antonio Brogliato, da noi nominato, ha illustrato le stranezze della vicenda e l'incompletezza delle indagini svolte. Cosi' ora il pm dovra' integrarle". Di Giorgio ha infatti rigettato l'archiviazione disponendo ulteriori indagini per le quali ha concesso tre mesi, rimarcando "la necessita' di svolgere indagini dirette, a chiarire i motivi sottostanti alle omissioni e alle anomalie evidenziate dagli esponenti, mediante escussione delle persone informate sui fatti".
Secondo Vergini e Benini l'incarico "pare proprio un favore del Pdforlivese agli amici di partito", e non e' nemmeno la prima volta che "questa amministrazione inciampa in assegnazioni di incarichi esterni a dir poco inopportune": nel febbraio scorso il Movimento aveva sollevato l'inopportunita' degli incarichi esterni, per un totale di 52.000 euro, all'architetto Serena Nesti, cognata dell'assessore all'Edilizia Francesca Gardini. Comunque il caso Dall'Olio, "anche se riguardante cifre minori, e' con tutta probabilita' molto piu' grave in quanto pare essere stata la stessa giunta ad affidare l'incarico in modo diretto". Da qui l'auspicio che la magistratura faccia luce a pieno su "questa ennesima vicenda che pone ulteriori dubbi sulla gia' scricchiolante credibilita' di questa giunta": nel programma per le amministrative 2019 i pentastellati proporranno "una rivisitazione totale del regolamento comunale per l'assegnazione degli incarichi esterni, con l'adeguamento a tutte le normative nazionali, piu' ulteriori limitazioni per non generare nemmeno il sospetto che avvengano assegnazioni per clientelismo". (Som/ Dire)

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