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Tep tornello interno busChe ci crediate o no, né Federico Pizzarotti, né il gruppo Effetto Parma, hanno ritenuto di dire alcunché sulla sentenza che ha riguardato Tep e Busitalia.

Se il tema è di livello superiore alla minchiatina sull’orto urbano o sulla visita di un sindaco (in questo caso di Campi di Bisenzio) i tizi che dovrebbero amministrare la città paiono andare in confusione mentale. Eppure in quella vicenda c’è tutto: ci sono nomine più o meno opportune ( LEGGI DEL PRESIDENTE BELLI ), espressioni del Tar di Parma particolarmente ficcanti ed acute ( LEGGI DELLA SENTENZA DEL TAR ) e persino possibili risvolti penali ad opera della Procura di Parma.

Le altre forze politiche invece qualche riflessione l’hanno saputa condurre. Più o meno condivisibile, più o meno incisiva, ma esiste. Quanto dev’essere bello essere pagati per respirare.

PARMA UNITA – CENTRISTI:
La notizia che Tep continuerà a gestire il servizio di trasporto pubblico locale ancora per qualche tempo è certamente buona. Come Parma Unita Centristi abbiamo sempre ritenuto di vitale importanza che il servizio rimanesse nelle mani dell'azienda che, non solo ha sempre avuto conti in ordine, ma essendo di proprietà pubblica rappresenta di fatto un irrinunciabile asset strategico per il territorio. Abbiamo sempre sostenuto questo pur in presenza di un management di cui da tempo non condividiamo scelte e modalità di gestione, nella convinzione che il tema del trasporto pubblico debba rimanere direttamente nelle mani di Comune e Provincia per garantire che non venga snaturato un servizio che nel tempo si è confermato essere una formidabile leva di sviluppo per il nostro territorio.
Ciò premesso il quadro che emerge da una lettura anche sommaria della sentenza del Tar solleva alcune questioni che nei prossimi mesi ritengo debbano essere valutate attentamente. Mi riferisco ai rapporti tra stazione appaltante e partecipanti alla gara che, per come vengono descritti nel dispositivo, sembrano essere alla base del verdetto favorevole ai ricorsi e, se tale impianto venisse confermato in un eventuale ricorso, potrebbero portare all'annullamento della gara.
Il fatto che siano occorsi due anni per mettere a punto un bando che alla prova dei fatti potrebbe dover essere annullato non rappresenta certo una spia positiva di come si è lavorato in preparazione di questo passaggio cruciale.
Ciò detto incassiamo con favore il fatto che Tep forse non chiuderà i battenti nell'immediato futuro e speriamo che per il futuro il sistema Parma possa ritrovare la capacità di muoversi coeso e dare il meglio di sé, visto e considerato che fin qui così forse non è stato.

Fabrizio Pezzuto
Parma Unita Centristi

PARMA PROTAGONISTA:
La vicenda Tep è un pasticcio parmigiano, a cui la sentenza del Tribunale Amministrativo pone un provvisorio stop, in attesa di eventuali pronunciamenti del Consiglio di Stato. Stiamo assistendo a una paradossale disputa giudiziaria tra due Società, entrambe di proprietà esclusiva di Comune e Provincia di Parma, l’una contro l’altra, a cui si aggiungono ora risvolti penali, che pongono un’ombra sull’operato del Comune e della Provincia, le cui responsabilità ci attendiamo possano essere chiarite al più presto.
Tep è sempre stata un’azienda sana che produce persino utile. Nel 2015, per decisione dei due soci Comune e Provincia, si decise di mettere a gara il servizio pubblico locale. Una scelta che poteva e doveva essere evitata, perché, ai sensi del Codice nazionale degli Appalti e da Direttive UE del 2014 in materia di concessioni e appalti dei settori ordinari e speciali, sussistono i requisiti per un affidamento diretto a Tep (“in house providing”), ovvero il controllo pubblico dell’azienda, la prevalenza dell’attività all’interno dei compiti affidati dall’ente (il trasporto pubblico locale, appunto) e la prevalenza dell’azionariato pubblico (al 100% nel caso di Tep). Invece Comune e Provincia, perseguendo nei fatti una linea di dismissione sistematica degli asset strategici pubblici, decisero altrimenti, esponendo Tep al rischio di perdere la gara, la qual cosa è di fatto avvenuta, salvo i ricorsi che ne sono succeduti.
A questo errore se ne accompagna un altro, ovvero quello di Provincia e Comune che hanno pensato di spartirsi tra loro i dividendi di Tep, un utile consistente di circa 2 milioni di Euro annui, invece di reinvestire quei soldi in azienda, permettendo a Tep di rimanere competitiva, mantenendo standard qualitativi, che invece sono in regressione. Le recenti dichiarazioni in Consiglio Comunale dell’Assessore Ferretti sembrano confermare questa linea, ovvero quella di considerare Tep alla stregua di un salvadanaio a vantaggio del socio Comune di Parma.
In conclusione, riteniamo che i due soci Comune e Provincia la debbano smettere, da subito, di assorbire gli utili di Tep, si provveda invece a investire quei soldi per un rilancio dell’azienda in termini di parco mezzi, sostenibilità, ampliamento dei servizi per i cittadini, e, nella ipotesi auspicata che la gara sia annullata, si riparta da zero, evitando una ogni nuova gara, per potere affidare il Servizio finalmente a Tep in modo diretto con la procedura “in house”, come consentito dalla legge.
I Consiglieri di Parma Protagonista Bruno Agnetti, Pier Paolo Eramo, Paolo Scarpa

IL PD DI PARMA :

Affidare il servizio di trasporto pubblico "in House providing" ossia con procedura "fuori dalla gara d'appalto". La proposta arriva dal gruppo del Pd in Comune a Parma, che interviene oggi sulla decisione del Tar di accogliere il ricorso presentato da Tep contro l'assegnazione dell'ultima gara d'appalto alla societa' Busitalia. Una sentenza che ora potrebbe riportare le pedine al punto di partenza, con l'indizione di un nuovo bando. Tra i consiglieri del Pd "resta la preoccupazione per l'erogazione di un servizio essenziale e per le sorti dell'azienda" e per questo affermano: "Ci aspettiamo che le decisioni da assumersi in futuro siano portate in Consiglio comunale". In questo senso i dem sottolineano inoltre: "Le amministrazioni pubbliche devono utilizzare il bando di gara per garantire l'imparzialita' del risultato, tuttavia l'affidamento in house e' possibile se l'azienda e' completamente pubblica e si occupa di servizio pubblico. Una soluzione che se applicata al caso nostro garantirebbe continuita' aziendale e che stante la natura dell'azienda, completamente pubblica potrebbe configurarsi anche nel caso di Tep". Il Pd conclude avvisando: "Se la gara venisse annullata o la decisione confermata dal Consiglio di Stato, la vera vittoria per Tep passerebbe da inevitabili nuove scelte strategiche che i soci dovrebbero, in quel caso, assicurare, perseguendo obiettivi di sempre maggiore qualita' ed efficacia del servizio". (Cai/ Dire)

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