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ZFoto Marco Bosi Facebook VignaliA Parma si dice che a rimestarla non migliora il proprio profumo (in dialetto è un po’ diversa, ma a senso ci siamo), ed è più o meno questo, ciò che è accaduto al vice sindaco e assessore allo Sport Marco Bosi.
Il braccio destro dell’A Seventh of Mayor Federico Pizzarotti è stato beccato da Pizzaballa Reloaded ( GUARDA LA PAGINA ) nell’approvazione e sostegno di pagine essenzialmente sessiste e proponenti un concetto di donna alquanto degradato, tipo “Non pensavo fosse minorenne” e similari. La faccenda ha da subito segnato l’indignazione di molti, soprattutto delle donne, ma in modo inconsueto, visto che è scorsa inizialmente più via Whatsapp che sul tradizionale Facebook.

Questo deve aver indotto Marco Bosi ad una prima, iniziale fatale, sottovalutazione: la conseguenza è stata in un post irridente, nel quale sostanzialmente si accusava chi ha segnalato e diffuso di un calore ancora determinato dalla sconfitta elettorale. Prima Bosi ha però cancellato le tracce delle proprie “approvazioni”, e quindi i like alle suddette pagine.

Non l’avesse mai fatto: la cancellazione ha sancito il proprio essere un bambinetto incapace di assumersi responsabilità da uomo agli occhi di molte lettrici, il post irridente ha ottenuto effetti anche peggiori, connotandolo nel ruolo di figlio della casta con deliri da onnipotenza. I commenti, sul tema, sono stati essenzialmente di questo tono. Come accade sempre in questi casi si è alternata l’indignazione più furente all’ironia e alla satira.
LEGGI DELLA VICENDA CHE ABBIAMO SEGNALATO
ZFoto Marco Bosi Gazzetta di ParmaLa fase due, che neanche ci sarebbe dovuta essere se al posto della fase uno ci fossero state lettere di scusa per la propria dabbenaggine e magari anche il proposito di riflettere sulla visione di donna che ne deriva, essenzialmente vicino al ruolo di “troia” e poco più, è stata persino peggiore: il cartaceo locale, probabilmente messo alle strette dallo sdegno popolare montante, che si è ben presto spostato da Marco Bosi al ruolo di sorveglianza dell’informazione su questi atti, ha pubblicato la vicenda nell’edizione del 10 agosto.
Ora...passi Rosso Parma, che non merita neanche di essere nominato, ma il giornale di famiglia proprio no (ciascuno valuti il significato da dare al concetto di “famiglia” in questo caso). Quindi il geniaccio Marco Bosi cosa fa? Scrive un post avvelenato sull’articolo della Gazzetta, nel quale trova l’ennesimo modo per evitare assunzioni di responsabilità e scuse alle donne. “Ero giovane”, lo spirito di fondo delle righe.
Parallelamente qualcuno in Effetto Parma deve aver pensato di sguinzagliare i tirapiedi, quegli attivisti che nessuno conosce (e quindi nessuno ha mai visto fare qualcosa di utile per altri in modo gratuito) nella vita reale e che esistono su Facebook essenzialmente per una sorveglianza perimetrale del dissenso. Costoro hanno iniziato la propria opera di dissimulazione e minimizzazione con le solite frasi, del tipo “e allora?”. Un classicone in formazione tipo, con i soliti tre che attraverso i profili fake si trasformano in 12 . Errore letale per Bosi e leccaterga! Anche le donne più refrattarie all’intervento, anche quelle che proprio la polemica su Facebook non la sopportano, hanno perso a quel punto la trebisonda: il vice sindaco è stato bollato come un idiota inadeguato al ruolo (perché lo è? Una domanda cui ciascuno è chiamato a rispondere in coscienza) e/o come un signore che in nessun modo dovrebbe rappresentare la città.
Parce sepulto critichis (lo conosciamo, il latino, ma così fa più ridere...è tipo defecatio comunalis LEGGI o mayor al posto di maior ), Bosi parte per le vacanze non avendo ben compreso neanche il casino in cui si è cacciato e soprattutto quanto fosse più intelligente alzare la mano e chiedere scusa per una scemata che non prevede spiegazioni di sorta. Soprattutto volendo condurre una considerazione: i “like” alla pagina possono anche essere stati messi da un ragazzo poco più che ventenne (una scusa patetica, ma abbuoniamogliela), il post che vedete qui sotto però è del 16 marzo di quest’anno, e non suggerisce che età accresciuta, luogo e occasione (riunione di maggioranza) abbiano comportato una migliore considerazione del corpo della donna, né della sua funzione sociale. E’ molto triste.
Postilla numero uno: la pubblicazione della Gazzetta di Parma ha ottenuto anche un secondo effetto, quello di rendere attivi i Consiglieri dell’opposizione, anche quelli finora ornamentali tipo la Roberta Roberti. Ovviamente non tutti, che non si può pretendere un’opinione su un qualsivoglia argomento da gente del livello di Paolo Scarpa, finora meno utile della forchettina in plastica nel sacchetto del kebab. Costoro vengono massacrati quasi quotidianamente dal nostro gruppo Whatsapp, che non è composto da nostri amici (anzi...non ne sconosciamo quasi neanche uno) ma da oltre 120 cittadini comuni selezionati in maniera indipendente da un nostro fedele lettore. E’ forse questo il messaggio che proprio non sembrano aver capito della sconfitta elettorale, e cioé i parmigiani di oggi se ne fregano degli interventi estemporanei in aula o dell’ “inseguire” un articolo con un’indignazione confezionata ad hoc, e che se non cominciano una fase di proposta cadenzata e continuativa, usciranno dall’esperienza consiliare piallati nella propria credibilità. E’ uno di quei concetti che Rosso Parma cerca vanamente di spiegare prima che le cose accadano, quasi sempre inascoltato. In effetti l’unico effetto di questa postilla è che, invece di avere 80 condivisioni Facebook e 30 Whatsapp, avremo 12 condivisioni Facebook e 140-150 condivizioni Whatsapp. Perché è su Whatsapp, oramai, che si dice davvero cosa si pensa: lì non ci sono Filippi Farnese a sfinirti, né gli amici dei Consiglieri a controllarti.
Postilla numero due: complimentoni vivissimi a Nabila Mhaidra, Consigliera comunale di Effetto Parma, presentatasi alle elezioni esibendo la propria attività in seno al Centro Antiviolenza di vicolo Grossardi, che su questo argomento ha ritenuto dignitoso essere silenziosa, potremmo dire omissiva. L’obbedienza non è più una virtù, scrivevano 52 anni fa dalle parti di Barbiana.
ZFoto Marco Bosi Facebook IQUELLO CHE SEGUE E’ IL POST DI MARCO BOSI:
Non volevo inseguire le manie di voyeurismo di qualche anonimo che cerca di spiare la vita degli altri dal buco della serratura. Ma oggi la Gazzetta ha deciso di alzare il livello del suo giornalismo dedicandoci una pagina intera e credo siano doverose alcune parole.
Stiamo parlando della mia pagina privata, per la politica ho questa che è quella pubblica. Qualcuno prova a sovrapporle, ma rivendico di poter aver una vita da 30enne quando sono nelle mura di casa mia. Ho fatto facebook nel 2007, avevo 21 anni. In 10 anni ho messo like a oltre 800 pagine e qualcuno ne ha trovate ben 6 che potevano aiutare a dipingere una persona immorale o - peggio - sessista. E pensare che manco me le ricordavo quelle pagine.
Allora chiariamo alcune cose. In questi 10 anni di cose stupide ne ho fatte tante, sicuramente molte più di quei 6 like. Ho imparato, sono cresciuto e non mi vergogno del mio percorso. Ho sempre cercato di avere un profondo rispetto per tutti, uomini o donne che siano. La conferma la troverete nelle persone che mi stanno intorno nella vita reale, le uniche di cui mi interessa il giudizio.
Ho una mia precisa idea di moralità che so bene cozza con l'ipocrisia che ancora regna in questo Paese. Oltre la metà del traffico internet è sui siti pornografici, ma la notizia è che a me piace la pagina "andare a f**a con Borriello". Sono certo che tutti quelli che hanno commentato la notizia non si sono mai scambiati su Whatsapp foto di donne o uomini seminudi, sono sempre gli altri a fare queste cose vero? Come immagino che nessuno di voi abbia fatto cazzate tra i 20 e i 30 anni.
Allora io scelgo di essere io, di non vergognarmi delle mie azioni, di guardare in casa mia e non in quella degli altri. C'è chi preferisce invece puntare il dito verso gli altri per sfogare le proprie frustrazioni. Ma vi garantisco che con me non attacca. Io continuerò per la mia strada rispondendo sempre alla mia coscienza. E soprattutto vivendo la mia vita, non quella degli altri.
Love.
Ps: oggi parto per le ferie, non ho intenzione di rovinarmele a discutere di cose così poco utili. Indi per cui non risponderò ad un solo commento.
Pps: oggi ovviamente non mi metterei a seguire pagine con nomi che potrebbero offendere qualcuno.
ZFoto Marco Bosi Facebook IILA RISPOSTA DI PIZZABALLA RELOADED:
Noi non abbiamo spiato la vita di un cittadino qualsiasi ma abbiamo guardato il profilo faceboook del vicesindaco di Parma, che recrimina rispetto per la sua vita privata: peccato che sei il Vicesindaco di 200.000 persone, non un cittadino qualiasi, e che vivi di stipendio derivante dalle nostre tasse.
Ai cittadini di Parma rispondi sia delle tue azioni di amministratore che di quelle di cittadino e di persona, se non lo hai ancora capito funziona cosi.
Visto il contenuto del tuo commento ti suggeriamo la visione del film "Vizi privati e pubbliche virtu'": il titolo ti si addice, poi comunque e' pieno di culi di donna, e' conclamato che a te piacciano tanto.
Oh, ma 2 righe 2 di semplici scuse rivolte a tutte le donne non erano piu' semplici!?!?!?!?
#pizzaballareloaded

AGGIORNAMENTO: MARCO BOSI CAMBIA IDEA E TORNA SULL’ARGOMENTO...MA NON SI SCUSA
un solo articolo pubblicato, il nostro. Ma deve essere bastato a indurlo ad un ripensamento: no, non rispetto alle scuse, che non ha ritenuto di fare, bensì rispetto al non tornarci più sopra perché in ferie.
Alle 15 circa di oggi, Marco Bosi torna sulla questione sulla propria pagina pubblica, scrivendo: “Ci tengo a ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto messaggi di stima in questi giorni. Soprattutto le donne che mi hanno detto che sanno che persona sono. Purtroppo non posso dimostrarlo con le parole, ma sono di quanto di più lontano da quello che qualcuno ha provato a descrivere. Ho riflettuto tanto in questi 2 giorni e ho la certezza che ogni mia azione sarà fatta con più consapevolezza. Perché è giusto così e perché ora non rispondo solo per me stesso, ma per le persone che hanno riposto fiducia in me.
Resta l'amarezza di una politica che scende a livelli bassissimi quando mancano contenuti politici. Ho scritto al gestore della pagina (sì, so benissimo chi la gestisce) e gli ho detto direttamente queste cose.
Non è ai politici degli altri partiti che devo rendere conto, ma ai cittadini di Parma. Per questo, chi volesse scoprire chi sono davvero, senza idee precostituite venga a trovarmi nel mio ufficio. La porta è aperta. Parlo sul serio, vi aspetto”.
La porta, ad occhio è croce, è quella con sopra il cartello “Qui le cagne non possono entrare”. Oh Signore, che livelli infimi la politica di quest’epoca di mezzo.

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