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Partito Comunista candidati amministrative pugni chiusiMette allegria al solo pensarci, che esista una lista come quella della Laura Bergamini. No, non per l’eccellenza dei nomi (anche se più di qualche candidato si distingue da anni per l’impegno), quanto per la vocazione espressamente popolare e proletaria che emerge.
La stessa Laura, maestra d’asilo da una vita, non si considera la candidata sindaco, ma una parte di un partito pluale e corale per vocazione. Non è un caso che nel Partito Comunista abbondi un “noi” così distante dal protagonismo autoreferenziale di altri ( un “io” ripetuto fino alla nausea, quello che caratterizza Ettore Manno...il cambio di passo sarebbe auspicabile, almeno da questo punto di vista: è l'abc del comunismo ).
“ Mi candido – dirà esordendo Laura Bergamini -, perché questa è la formula prevista dalla democrazia borghese. Ma nel Partito Comunista non ci sono capi, noi siamo un gruppo di lavoratori, e agiremo per rappresentare quegli interessi. Staremo dalla parte di chi è sfruttato, e non da quella degli sfruttatori. Dalla parte dei poveri e non dei ricchi, perché anche oggi, in questa nostra realtà riconosciuta come “del benessere” abbiamo un livello di povertà molto alto e c’è un impoverimento generale. Il nostro progetto principale è quello di andare a dare battaglia per dare voce alle richieste e agli interessi di questa parte della città. Lo faremo con la solidità della nostra idea del mondo, che è quella che ci guida”.
“E’ stata una fase intensa, di grande confronto con la popolazione – ha dichiarato per parte sua Marco Trapassi, segretario regionale del P.C. -. La parte burocratica, quella della raccolta firme, è stata particolarmente articolata, perciò volevo ringraziare in modo speciale tutte le compagne e tutti i compagni che hanno portato avanti la raccolta firme in queste settimane”.
Partito Comunista Laura Bergamini Marco tavoloGià, perché nei piccoli partiti fare militanza significa rubare tempo alla famiglia e chiedere permessi non retribuiti al lavoro: non ce li hai mica gli industriali del settore farmaceutico o della comunicazione che ti staccano assegni della Madonna affinché tu possa adobbare i mezzi pubblici con la tua effige. Nei piccoli partiti si fa con quello che si ha, e ci si rimbocca le maniche.
La Bergamini è passata ben presto a parlare di programma elettorale, che abbiamo in gran parte trasmesso in diretta, e che linkiamo in forma audiovideo per chi ci segue e ha una disabilità visiva, e in forma integralmente scritta per i nostri lettori con disabilità uditiva.
La presentazione della lista, accompagnata dalle foto di rito e dal rinfresco, ha previsto anche una torta di compleanno, visto che la candidata comunista alla poltrona di sindaco di Parma ha compiuto gli anni giusto pochi giorni fa. Il canto del “Tanti auguri” si è alternato a quello dell’ Internazionale, ed è stato bellissimo.

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ZFoto Bergamini compleanno tortaIL PROGRAMMA IN PILLOLE:
PATTO DI STABILITÁ E DEBITO: rottura del patto di stabilità e ripudio del debito comunale servito solo ad arricchire speculatori e banche.
COLPIRE LA SPECULAZIONE - RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA: nuove rigide regole sul sitema d'appalti, risarcimenti economici al Comune. Riqualificazione per scopi sociali ed abitativi.

LAVORO, PRECARIETÁ E DIRITTI: Tutela dell'occupazione ed assunzioni per colmare tutte le carenze di organico in Comune. Apertura di un concreto percorso di reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori lì collocati. Azioni politiche ed istituzionali di controllo capillare delle condizioni e modalità di assunzioni sul territorio.
DIRITTO ALL’ABITARE: Requisizione di immobili sfitti nelle mani dei gruppi finanziari ed edili. Riqualificazione e controllo alloggi popolari del Comune. Per il diritto universale alla casa. 10
SERVIZI E DIRITTI SOCIALI: Attenzione a bambini, giovani, anziani e fasce deboli. Difesa dei servizi educativi e sociali, luoghi e centri polivalenti socio-culturali nei quartieri, potenziamento delle strutture sportive comunali.
AMBIENTE E RIFIUTI: mantenimento del carattere pubblico del ciclo della raccolta e smaltimento dei rifiuti con gestione comunale della valorizzazione economica dei rifiuti nel riciclo. Controllo serrato e nuovi progetti a tutela della salute ambientale.
AGROALIMENTARE E TUTELA DEL COMMERCIO DI VICINATO: Valorizzazione della piccola aziende per la produzione agroalimentare del territorio, incentivi al commercio di vicinato con prodotti locali .Stop a nuovi centri commerciali e abolizione orari apertura festivi e serali.
CULTURA E VIVIBILITÁ: Diffusione, riattivazione ed espansione di spazi socio-culturali, valorizzazione della cultura popolare, accessibilità dei prezzi, riconversione strutture inutilizzate per grandi mostre e attività culturali-artistiche. Stop a licenze per sale giochi e degrado sociale nei quartieri.
IMMIGRAZIONE E INTEGRAZIONE: Parma comune di pace che rifiuta le guerre e lo sfruttamento. Garanzia di vita dignitosa per chi resta nella nostra città con conseguente rispetto dei doveri. Lotta allo sfruttamento degli immigrati sul lavoro e nelle condizioni abitative.
TASSAZIONE DEI BENI ECCLESIASTICI: I beni di proprietà ecclesiastica che svolgono attività economica devono pagare le tasse come tutti.

Partito Comunista candidati amministrativePROGRAMMA IN FORMA ESTESA:

INTRODUZIONE AL PROGRAMMA Il nostro mondo, il nostro paese, la nostra città sono sempre più ingiusti e diseguali: pochi ricchi detengono il potere economico e politico sulla maggioranza sfruttata di chi si sta impoverendo o povero lo è già. La classe operaia, le classi popolari stanno subendo sulla propria pelle il frutto delle politiche antipopolari del centro destra e del centrosinistra coi suoi alleati della pseudosinistra o pseudocomunisti. Anche nella nostra città ex roccaforte "rossa", negli ultimi vent'anni si sono consumate giunte di centrodestra che hanno vandalizzato e privatizzato i servizi pubblici che avevamo, hanno cementificato sempre a favore degli interessi di gruppi economico finanziari, lasciando il resto dei cittadini, di chi paga le tasse ovvero dei lavoratori, dei pensionati, dei piccoli commercianti ed artigiani, ad appianare un debito che non hanno mai contribuito a creare. L'apparente ed annunciato cambiamento epocale con l'avvento della giunta Pizzarotti, sponsorizzata al tempo da Grillo, alla resa dei conti non ha modificato in meglio le condizioni delle classi popolari. Ha amministrato rispettando le compatibilità imposte dai governi nazionali e sovranazionali, cercando di ridurre in modo contabile il debito senza però scalfire interessi e profitti di chi aveva contribuito a produrlo e dei poteri forti della città. Per questo è indispensabile la presenza del Partito Comunista, del Partito espressione degli interessi delle classi popolari. Per la costruzione di una forte e combattiva alleanza sociale, per il protagonismo collettivo e attivo delle classi popolari nel rivendicare e riconquistare i nostri diritti ora e per porre le fondamenta indispensabili per la conquista, domani, di una nuova società non più basata sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, per il potere operaio-popolare, per una società socialista. Il Partito Comunista si candida alle elezioni amministrative per rompere con le compatibilità ed i diktat dell'Unione Europea e dei grandi monopoli economico finanziari e per tradurre in fatti concreti la nostra visione del mondo; si candida per essere espressione di una sola parte, quella dei lavoratori e non quella dei padroni, degli sfruttati e non degli sfruttatori, dei poveri e non dei ricchi; si candida per fare del Comune una roccaforte di difesa e contrattacco popolare per le lotte che dovremo affrontare dentro e fuori le istituzioni.

Per questo diciamo che NON BASTA UN CAMBIO, CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE.
1) Patto di stabilità e debito Il Partito Comunista non rispetterà i vincoli sul bilancio, previsti dal patto di stabilità, che limitano la spesa anche in presenza di bilancio attivo. Una politica imposta dall'Unione Europea che sta strozzando i comuni e che rende impossibile finanziare adeguatamente la copertura dei servizi pubblici e garantire l'effettività dei diritti sociali ai cittadini. Un indirizzo generale che ha un doppio scopo: drenare risorse pubbliche verso le banche tramite il pagamento degli interessi sul debito pubblico, incrementare le misure di privatizzazione delle società a partecipazione comunale e quindi privatizzare i servizi, a tutto discapito della garanzia effettiva dei diritti sociali. La giunta Pizzarotti dichiara di aver dimezzato il debito ereditato dai suoi predecessori, ma ha applicato il solito metodo: riduzione di alcuni servizi , aumento della pressione fiscale e svendita del patrimonio pubblico. Il Partito Comunista ritiene che sia necessario indagare sui soggetti creditori del debito comunale inerente le pregresse amministrazioni per rinegoziarlo e non pagare quella parte che è servita a finanziare la cementificazione della città sulla pelle dei parmigiani. Se il Partito Comunista amministrasse Parma bloccherebbe il piano di dismissione delle partecipazioni pubbliche nelle aziende ex municipalizzate, la svendita del patrimonio pubblico e la diminuzione dei servizi sul territorio. A Parma, infatti, continua il processo di dismissione delle quote di compartecipazione comunale in importanti aziende: dall'energia (IREN) ai trasporti (TEP) facendo leva sull'argomento del debito. Il Partito Comunista intende respingere la svendita del patrimonio pubblico ai privati rivendicando il diritto al recupero in Comune, a pari valore, delle azioni IREN (azioni che producono dai 3 ai 5 milioni di euro all'anno) ed Ente Fiere. Contemporaneamente il Comune dovrà attivare tutte le azioni necessarie per rimunicipalizzare l'azienda di trasporto pubblico urbano. Si dovrà avviare una programmazione specifica per far rientrare totalmente al pubblico l'attività di altre importanti società partecipate, da Parma Infrastrutture che detiene proprietà comunali come palazzi e strade a Parma Gestione Entrate che è esattore per conto del Comune, da ADE (società in attivo) al modello Global Service per la manutenzione del patrimonio comunale.
Col Partito Comunista al governo di Parma, il nuovo modello delle aziende da rimunicipalizzare ed internalizzare prevede la valorizzazione delle risorse interne, dei lavoratori, senza manager esterni o superpagati; prevede anche comitati di controllo formati da lavoratori e cittadini che esprimano un giudizio qualitativo sulle condizioni di lavoro e sulle condizioni dei servizi effettivamente garantiti.
2) Colpire la speculazione - Riqualificazione urbanistica La rendita fondiaria, la speculazione edilizia hanno rappresentato anche a Parma uno strumento di profitto parassitario delle grandi società sulle spalle dei lavoratori: attaccarle e restituire risorse alla collettività per costruire un modello di città alternativo è una premessa indispensabile. Paghi chi fino ad ora ha speculato è uno slogan che sintetizza perfettamente le linee guida del criterio di amministrazione che il Partito Comunista intende adottare per Parma. Con il Partito Comunista alla guida del Comune il sistema di assegnazione degli appalti per le opere pubbliche sarebbe così modulato: necessario escludere quelle società che si siano rese inadempienti per opere precedenti; applicare penali per ritardi sulle consegne dei lavori; impedire la proliferazione di varianti che rappresentano uno strumento utilizzato dalle società edili per innalzare i costi delle opere e quindi i propri guadagni; impegnare le società che hanno partecipazioni nei consorzi e nelle società vincitrici degli appalti a fidejussioni, contratti di garanzia da parte di terzi, per evitare il ricorso all'istituto del fallimento come pratica per aggirare impegni economici e responsabilità derivanti da inadempimento o cattivo adempimento; impedire la possibilità di subappalto. Prevediamo e pretendiamo, in qualità di risarcimento economico con obbligo di adempimento da parte delle società edili che hanno goduto di enormi profitti ed agevolazioni con la cementificazione della città attraverso fondi pubblici: la realizzazione di lavori pubblici in compensazione (viabilità, parchi, strutture, ecc) Parma ha bisogno di riqualificazione urbanistica e non di nuova urbanizzazione. Il Partito Comunista propone, anche in relazione al PSC (Piano Strutturale Comunale) proposto dalla giunta uscente, che le riqualificazioni debbano essere fatte su proposta del Comune in base alle necessità degli abitanti che vivono quelle realtà, ovvero rifiutiamo l'idea che siano i soggetti attuatori (società private) a "disegnare" la riqualificazione delle aree ma riteniamo sia indispensabile che i progetti vengano redatti dai tecnici del Comune come già avvenne in casi passati. Come Partito Comunista sosteniamo il progetto di riportare ad agricole le aree più esterne della città, ora edificabili, con progetti concreti di utilizzo in senso agricolo, anche per nuove prospettive occupazionali, e non come "sconto fiscale" a quei soggetti attuatori privati che da anni le detengono nella prospettiva di possibili profitti. Proponiamo che il piano antisismico comunale utilizzi le schede di vulnerabilità del centro storico redatte in passato aggiornando la cartografia in base ad un piano di studio costruito sui nuovi dati catastali di tutte le zone della città in collaborazione con la Protezione Civile, per consentire pratiche di prevenzione ed intervento più adeguate e tempestive. Il Partito Comunista respinge la completa privatizzazione dell'aereoporto Verdi, così come il suo prevalente utilizzo per aerei cargo che comporterebbe un innalzamento della cubatura configurabile come danno ambientale per gli abitanti della zona. Riteniamo che si debba rilanciare la "vocazione" passeggeri per il nostro aereoporto guardando e valorizzando le prospettive in senso turistico per il nostro territorio e per tutto l'indotto che ne consegue. Il Partito Comunista propone e sostiene la riqualificazione del patrimonio pubblico, dell'uso pubblico delle aree e la valorizzazione delle specifiche identità delle diverse zone della città per favorire processi di aggregazione e socializzazione popolare quali ad esempio:
● area ex Bormioli Rocco nel quartiere San Leonardo;
● quartieri Montanara e Pablo come zone con più alta concentrazione di edilizia popolare pubblica;
● armonizzazione dell'aspetto urbanistico delle frazioni sull'asse della via Emilia che attualmente faticano ad avere un'identità (nè campagna, nè città);
● necessità dei vecchi "comuni", come ad esempio Vigatto e Cortile San Martino, di riappropriarsi della loro seppur residua identità rurale;
● valorizzazione del centro storico non come vetrina ma per la possibilità delle offerte culturali e l'attualizzazione della memoria e della vocazione popolare e antifascista dell'Oltretorrente.
3) Lavoro, precarietà, diritti Il Partito Comunista pone al centro del suo programma amministrativo la tutela del lavoro e dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, tanto nel settore pubblico, per quanto concerne la diretta dipendenza dal Comune, tanto nel settore privato (partecipate, società appaltatrici) per la regolamentazione del sistema di appalti, per l’utilizzo delle prerogative amministrative nel contrasto del lavoro nero, del ricorso alla precarietà, delle discriminazioni salariali e di ogni altra forma. Il Partito Comunista si impegna a colmare le carenze di organico di dipendenti comunali; a procedere all’adeguamento dei contratti dei dipendenti con il superamento del sistema delle quote accessorie del salario e inserimento nella quota fissa al fine di assicurare con certezza a tutti i lavoratori un salario dignitoso; a stabilizzare i lavoratori precari e impedire il ricorso a nuove forme di contratti precari nella pubblica amministrazione; ad avviare una politica di internalizzazione dei lavoratori che svolgono servizi di competenza comunale oggi assunti attraverso cooperative, associazioni, società terze mediante il ricorso ad esternalizzazioni ed appalti. Bloccare il massiccio ricorso alle esternalizzazioni di servizi significa tutelare i lavoratori, impedire forme di discriminazione, ricorso alla precarietà, diminuzione di salari e diritti. Il Partito Comunista intende invertire il processo di progressiva sostituzione di attività che dovrebbero essere svolte da lavoratori ma che invece sono garantite dal volontariato. La partecipazione volontaria dei cittadini deve essere un ausilio, ma non determinare la sostituzione di lavoratori di professione, sia per la garanzia della qualità dei servizi, sia per evitare l’ennesimo strumento funzionale alla riduzione di organici. Proponiamo che le attività svolte per il Comune in qualità di servizio civile vengano remunerate in compensazione dal Comune per garantire l’equivalente di un salario corrispondente realmente alle ore di servizio/lavoro svolte, che normalmente sono pari a quelle dei dipendenti assunti. Per quanto concerne il residuo sistema di appalti a soggetti terzi, al netto della politica di internalizzazione, il Partito Comunista chiederà il rispetto delle clausole sociali per la tutela del lavoro, aggiungendo come criterio nell’assegnazione degli appalti la valutazione delle condizioni salariali e dei diritti dei lavoratori assunti. Ci impegniamo ad effettuare controlli capillari attraverso l’invio di ispettori per il contrasto del lavoro nero, delle forme di caporalato e dello sfruttamento di manodopera immigrata a basso costo, tutte pratiche che incrementano i profitti privati a danno dei lavoratori italiani ed immigrati. Il Partito Comunista intende utilizzare le istituzioni comunali come presidio di difesa del lavoro in città. Immaginiamo un sindaco ed una giunta che si ponga dalla parte dei lavoratori, che faccia sentire la propria voce a livello nazionale, verso le grandi società, al fine di impedire il ricorso a licenziamenti, delocalizzazioni produttive e tutto ciò che oggi sta lasciando alla nostra città crescenti livelli di disoccupazione. Come comunisti infine poniamo come obiettivo l’incremento dei posti lavoro nel settore privato, in particolare nell’agroalimentare, nelle attività produttive legate alla piccola e media impresa, all’artigianato, al commercio e al turismo, attraverso politiche di difesa di questi settori dall’attacco delle grandi multinazionali, mediante strumenti di agevolazione fiscale, politiche di promozione a livello nazionale ed internazionale, concordando con le associazioni di settore misure specifiche in questa direzione.
4) Diritto all’abitare La crisi strutturale del sistema che ha portato impoverimento generalizzato e disoccupazione anche nel nostro territorio, insieme alle normative che hanno liberalizzato gli affitti, hanno prodotto una situazione di richiesta di alloggi a prezzi popolari che non può essere contenuta dai provvedimenti fino ad ora adottati. Nonostante l’inversione di tendenza dell’amministrazione uscente rispetto a quelle precedenti, sulla costruzione di risposte stabili e pianificate relativamente all’emergenza abitativa resta ancora molto lavoro da fare. Il Partito Comunista fa proprie le rivendicazioni più avanzate del movimento di lotta per la casa. La nostra città necessita di alloggi da destinare alle categorie di popolazione più deboli mentre siamo in presenza di immobili, principalmente privati, che sono vuoti o disabitati; sappiamo che ci sono più case vuote che persone in emergenza abitativa. Un progetto pianificato per gli alloggi popolari con obiettivi a lungo termine avrebbe anche il fine di contrastare concretamente le speculazioni dei gruppi immobiliari e delle grandi società edili. Per fare ciò i comunisti propongono alcune misure che possono essere adottate anche nell’immediato:
● blocco degli sfratti se il locatore è proprietario di più di due appartamenti oltre il proprio;
● pagamento dell’IMU e aumento delle addizionali comunali sugli immobili invenduti per le grandi società edilizie, al fine di rendere economicamente non conveniente il mantenimento di immobili sfitti, diminuire sensibilmente il prezzo degli appartamenti invenduti, facilitare l’accesso alla casa da parte dei lavoratori e delle loro famiglie e contrastare la speculazione edilizia;
● censimento e mappatura degli immobili vuoti del Comune, dello Stato, dei privati e delle associazioni religiose. Impegno alla negoziazione con lo Stato e la Regione sui beni del patrimonio disponibili ed oggi in possibile dismissione, per riconversione in edilizia popolare e per evitare l’ennesimo favore alla speculazione edilizia;
● ricorso alle procedure di esproprio per pubblica utilità, di cui all’art.43 della Costituzione, di immobili invenduti nelle mani di grandi società immobiliari e finanziarie, con acquisizione e rifunzionalizzazione degli edifici vuoti da destinare ad alloggi popolari, privilegiando gli immobili che si trovano in centro e nelle aree più densamente abitate e successiva assegnazione ai cittadini in graduatoria;
● incentivazione e sostegno dei progetti di autorecupero (vedi ad es. legge regionale 140/2007) per favorire nuove forme di abitare la città contemporanea e cooperazione tra le persone;
● manutenzione e rifunzionalizzazione degli alloggi di proprietà comunale e dell’Acer, esenzione degli immobili Acer al pagamento dell’IMU e conversione delle quote in ristrutturazione degli immobili. Il tema dell’abitare è collegato alla riqualificazione dei quartieri esistenti (come già richiamato nel capitolo 2) e per fare ciò il Partito Comunista intende:
● agevolare mediante la politica fiscale comunale le opere di riqualificazione degli edifici, con particolare attenzione per il decoro urbano e per le ristrutturazioni che consentano risparmio energetico; ● finanziare progetti di riqualificazione individuati attraverso processi di partecipazione popolare, con l’ausilio dei comitati di quartiere dei cittadini, di residenti, valorizzando le specifiche competenze dei cittadini residenti (architetti,ingegneri…);
● studiare con le associazioni di categoria degli esercenti commerciali misure per valorizzare il contributo e la partecipazione nelle opere di riqualificazione di strade;
● progetti di recupero delle aree post industriali con assegnazione degli spazi per finalità sociali, di tutela dell’artigianato e della piccola produzione cittadina, conversione in aree attrezzate per finalità culturali sui territorio;
● ampliare e riqualificare il verde pubblico attraverso la creazione di servizi per bambini e anziani ponendo anche vincoli faunistici in zone definite (es. greto dei torrenti). 5) Servizi e Diritti Sociali Ridurre il gap sociale significa non limitarsi alle situazioni di degrado in termini di pulizia estetica della città, ma comprendere le ragioni sociali che sono alla base delle differenze che oggi si creano ed intervenire per finanziare adeguatamente le attività ed i servizi di risposta ai bisogni sociali. Questa finalità rappresenta, a nostro avviso, la vocazione primaria dell’Ente Pubblico. Il Partito Comunista in Comune propone: azioni concrete di ulteriore decentramento dei presidi socio-assistenziali ed educativi attraverso l’utilizzo del patrimonio pubblico per la creazione di micropoli di vicinato, per offrire maggiore accessibilità fisica e diminuire la mobilità e per costruire reti di solidarietà e ricomposizione del tessuto sociale di tipo intergenerazionale. Dobbiamo rivedere complessivamente la politica delle rette per la fruizione dei diversi servizi, soprattutto in questo momento di crisi strutturale del sistema economico capitalistico e nella considerazione concreta che il benessere sociale di una comunità non può sottostare alle regole del mercato e del profitto, in considerazione che il costo costituisce un fondamentale criterio di accessibilità. Come già trattato nel capitolo riguardante le società partecipate, il Partito Comunista intende avviare reali studi e costruzione di un percorso per il rientro al pubblico principalmente delle attività dei servizi riguardanti bambini, anziani, disabili e disagio nella contestuale difesa dei posti di lavoro e dei lavoratori oggi impiegati in quei settori. Il Partito Comunista intende incrementare le attività sportive e delle strutture pubbliche adibite ad impianti sportivi con una manutenzione adeguata e riqualificazione di quelli esistenti, con la collaborazione delle federazioni sportive nazionali e associazioni sportive territoriali valorizzando lo sport a livello popolare sul territorio. Intendiamo valorizzare i centri interculturali per integrazione ed assistenza a soggetti bisognosi italiani ed immigrati; sostenere e valorizzare l’associazionismo popolare che opera a livello culturale e soprattutto nella lotta ed il contrasto a fenomeni dilaganti di violenza ,sfruttamento, droga, prevaricazione in particolare su soggetti ritenuti deboli. Difendiamo i presidi sanitari pubblici e contrastiamo l’aziendalizzazione e quei modelli privatistici di alcune forme di associazionismo dei medici di base.
6) Ambiente e Rifiuti La salvaguardia dell’ambiente è necessariamente legata alla salute ed al benessere dei cittadini ed è strettamente collegata ai modi di produzione delle imprese così come alla produzione e smaltimento dei rifiuti. Per il Partito Comunista è inderogabile, al fine di proteggere l'ambiente, un approccio cautelativo e precauzionale. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l'assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l'adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale; in questa ottica è fondamentale un costante e giornaliero monitoraggio dell’aria che respiriamo, origine di patologie ricorrenti e invalidanti soprattutto nei bambini, individuando le fonti inquinanti ed applicando il principio chi inquina paga, a partire dal termovalorizzatore di Ugozzolo. Per il Partito Comunista è strategico che il ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti resti saldamente nelle mani del pubblico, per questo difendiamo la partecipazione del Comune in IREN e rivendichiamo un progetto di rimunicipalizzazione. Ci opponiamo, quindi, alla privatizzazione del settore e all’utilizzo di società terze per la gestione del ciclo dei rifiuti in città poiché sappiamo che la gestione pubblica comporta introiti per le casse comunali e sgravi per i cittadini (funzione del pubblico come calmiere dei prezzi). Anche se in questi anni sulla raccolta differenziata a Parma si sono fatti passi avanti, è necessario ripensare complessivamente, alla luce delle nuove tecnologie, la gestione del ciclo dei rifiuti con l’obiettivo di azzerare le forme di trattamento inquinante partendo dall’utilizzo dei rifiuti come risorsa per il riciclo e come fonte energetica pulita. Anche la mobilità nelle sue diverse forme si ascrive al tema della tutela dell’ambiente e dei diritti, per questo il Partito Comunista propone l’applicazione di tariffe agevolate e progressive per l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte di persone con basso reddito e la stipula di convenzioni con le associazioni dei taxisti , in particolare per le persone anziane ma non solo, per favorire il diritto alla mobilità. Agevolazioni per gli appartenenti a nuclei famigliari che non sono possessori di autovetture per i quali prevedere anche un servizio agevolato di car sharing. Riteniamo poi che i provvedimenti antinquinamento che prevedono la circolazione in base all’anno di omologazione del veicolo siano fortemente classisti, pertanto prevediamo la possibilità di attivare blocchi del traffico per tutti in caso di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili (indipendentemente dall’anno di omologazione) ad esclusione delle auto elettriche o alimentate a gas. 7) Agroalimentare e Tutela del Commercio di vicinato Il settore agroalimentare, fiore all’occhiello della nostra città e del nostro territorio, non può e non deve essere rappresentato unicamente dai grandi marchi privati insieme alle iniziative vetrina nazionali ed internazionali certamente utili. Nel territorio parmigiano e parmense sono molte le aziende agricole e le colture da valorizzare e sostenere. Il Partito Comunista pone come obiettivo essenziale la requisizione dei terreni agricoli non coltivati e la loro assegnazione a cooperative agricole e piccoli agricoltori così come il sostegno fiscale al settore agricolo sul territorio comunale. Il Partito Comunista intende valorizzare i mercati di quartiere ed il commercio di vicinato come parte del tessuto storico e sociale cittadino e come garanzia dei prodotti alimentari. Intendiamo anche incentivare sperimentazioni e circoli virtuosi di passaggio produttore-consumatore che rendano concretamente ed economicamente sostenibile a tutti, in particolare alle fasce popolari, la conoscenza e l’accesso ad un’alimentazione sana attraverso i prodotti locali. Il Partito Comunista bloccherà licenze a nuovi centri commerciali ed attuerà una politica concreta di abolizione degli orari di apertura festiva/domenicale e serale per il commercio, in controtendenza rispetto alle normative di liberalizzazione degli orari a sostegno delle piccole attività commerciali e di chi ci lavora.
8) Cultura e Vivibilità L’investimento sulla cultura, in particolare nei quartieri della periferia, rappresenta un punto essenziale del programma dei comunisti. Alla cultura bisogna mettere a disposizione spazi, politiche di sostegno contro la speculazione e la logica del profitto. La diffusione di spazi socio-culturali costituisce uno degli elementi indispensabili per riattivare un tessuto sociale ed una vivibilità nella nostra città, per questo il Partito Comunista propone:
● apertura con iniziative permanenti delle strutture esistenti;
● riattivazione delle strutture chiuse o non concluse (es. ex cinema Trento e Teatro dei dialetti);
● utilizzo per attività culturali/musicali con eventi serali dei centri giovani periferici esistenti (Parma ovest Golese, Parma nord Casa nel Parco, Montanara, Parma est Federale);
● valorizzazione della cultura popolare e dell’informazione non omologata, delle attività culturali spontanee di associazioni, in particolare nei quartieri della periferia, percorsi di sinergia con Scuole ed Università, interventi specifici per iniziative culturali;
● valorizzazione del ruolo produttivo artistico e storico del Teatro Regio, partendo dalla stabilizzazione di chi ci lavora, dai tecnici agli orchestrali, come investimento pubblico per rilanciarne la funzione anche in collaborazione con le iniziative culturali periferiche ed extra territorio provinciale. Come comunisti riteniamo che l’investimento nelle strutture culturali e sportive significhi un’alternativa reale per la gioventù. Non c’è politica contro il degrado e la droga che non abbia come base le attività sociali nei territori. Il Partito Comunista si impegna nella lotta alla droga e bloccherà le concessioni all’apertura di ulteriori sale gioco/scommesse. Proponiamo una maggiore apertura dei musei ed un utilizzo degli spazi museali vuoti per diversi eventi artistici; l’utilizzo dello spazio coperto del costoso ed inutilizzato Ponte Nord per mostre d’arte contemporanea che abbisognano di grandi spazi, attivando anche percorsi internazionali con grandi musei (es. MUDEC di Milano, Tate Gallery di Londra, Centre Pompidou di Parigi, MOMA di New York) per esporre a Parma mostre di grande impatto internazionale che funzionerebbero anche da traino produttivo ed occupazionale per l’indotto. Proponiamo tariffe agevolate/prezzi popolari per l’ingresso agli spazi museali ed agli eventi culturali, da attuare non in modo sporadico per i cittadini di Parma con particolare riguardo alle fasce sociali economicamente disagiate, perché l’accesso alla cultura deve essere un’opportunità per tutti.
9) Immigrazione ed integrazione I flussi migratori non cesseranno fino a che le politiche imperialistiche non finiranno. Parma deve essere materialmente un comune di pace e rifiutare la guerra e lo sfruttamento delle risorse sui popoli, questa posizione politica andrà ribadita anche attraverso la forza delle istituzioni comunali verso il governo nazionale. La politica verso l’immigrazione non può essere limitata all’accoglienza in strutture temporanee. Le persone che intendono restare a Parma devono essere poste in condizione di avere un’esistenza dignitosa ed accesso ai diritti che sono dei cittadini italiani, con conseguente rispetto dei doveri. Bisogna impedire la competizione al ribasso dei lavoratori e che gli immigrati siano gettati nella criminalità in assenza di prospettive. Per il Partito Comunista integrazione significa rispetto delle tradizioni ma allo stesso tempo rispetto delle regole comuni.
10) Tassazione dei beni ecclesiastici Al di fuori del campo d’azione coperto da norme concordatarie, anche a Parma esistono beni che godono di privilegi pur non esercitando di fatto un’attività legata al culto. I beni di proprietà di enti ecclesiastici che svolgono attività economica prevalente( strutture scolastiche che percepiscono anche finanziamenti dallo Stato, strutture sportive, ricreative, di ricezione alberghiera…) devono pagare le tasse come tutti. Basta profitti facili e concorrenza al ribasso con le strutture regolari.

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