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Effetto Parma twitterEffetto Parma ed il suo leader, Federico Pizzarotti, raccontano perfettamente la risibile inconsistenza nervosa dello scenario politico locale.

Quest’ultimo è composto essenzialmente da architetti che non hanno lavorato per davvero un giorno in vita propria, improbabili (forzatamente) pensionati preoccupati della città tra un week end con la moglie e l’altro, ed ingegneri autoreferenziali e a sé bastanti, da accudire a mo’ di badanti (e ne hanno parecchie).
Un quadro desolante, dal profilo caricaturale, che ogni giorno si sveglia pensando ad una cosa e ad una cosa soltanto: cosa sta pensando/decidendo/mangiando il sindaco di Parma. Accreditandone, così facendo, l’esistenza.
Ma effettivamente, di cosa stiamo parlando?
EFFETTO PARMA: Notoriamente Effetto Parma è il gruppo politico dei fuoriusciti dal Movimento Cinque Stelle: essenzialmente sono una quota estesa dei Consiglieri di Parma (tranne D’Alessandro, Savani e Nuzzo), più Tessarolo, la Buetto, la Ravasini, Friggeri pater, Fabale, quello dell’Ostello che se Pizzarotti se ne va è disperato perché torna disoccupato, e quello della Taverna dei Briganti (a momenti). Parliamo di una ventina di persone, a ranghi completi. Una trentina aggiungendo anche gli Assessori.
Li avete mai incontrati in città? Li avete mai visti discutere con un cittadino? No, non parliamo di qualche leaderino frustrato in cerca di futura visibilità con cui fare l'aperitivo: parliamo di cittadini veri e propri, tipo il barbiere, lo stradino, o uno che sta semplicemente andando a comprare i giornali.
Pensateci bene: camminando nei quartieri avete incrociato Lavagetto, Manno, Ghiretti, Pellacini, alcuni ex rappresentanti dei quartieri (quando ancora c’erano i Consigli), e altri esponenti politici, ma loro? Ecco, già questa è una parte della questione, non irrilevante.
A mandare in tilt l’esercito delle 12 scimmie (più o meno tante saranno le candidature a sindaco, se continua così) è una supposta capacità di diffusione dei contenuti di questi tizi, quasi che realmente i contatti di Pizzarotti fossero composti da persone in carne ed ossa e soprattutto fossero di Parma.
Approfittiamo dell’occasione per salutare i nostri fedeli lettori Marco Pisi, Claudia Bianchi e Filippo Farnese, pregandoli di non esagerare stasera con gli spritz, che almeno uno dev’essere in grado di guidare.
Già, perché quello dei pizzarottiani è un impero fatto di profili fake (tutti i nominati sopra lo sono): quanti vicini di casa, colleghi di lavoro, amici del calcetto conoscete che si professino pizzarottiani o soddisfatti del modo di fare del sindaco? Ecco, esatto. Una riprova? Buttate lì il discorso in ufficio, per vedere cosa ne esce: è importante verificare, lo è sempre.
A consolidare questa consueta tesi ardita di Rosso Parma i profili social del gruppo Effetto Parma.
L’articolo precedente sul tema ( LEGGI ) ha sortito due effetti, sostanzialmente: il primo è il bannamento di questa testata e di alcuni suoi esponenti da parte del soggetto politico, il secondo in una misteriosa proliferazione. Già, perché i follower Twitter di Effetto Parma sono passati in 12 ore da 15 a 7000.

Li avranno comperati? Nooooooooooooo, ma che scherziamo? Nei tre mesi successivi il numero è cresciuto di 56 persone, in buona parte giornalisti e influencer.
A riprova che i profili fake non comperano giornali, non fanno la tessera di partito e non hanno assolutamente diritto al voto il numero di twittate e la loro capacità virale: l’ultimo cinguettio è del 19 novembre 2016, riguardava quella cacchiata dell’ Italia dei Sindaci e non se lo sono filato nemmeno loro stessi (zero condivisioni, zero like). Contenuti prodotti prima di esso? Zero, sostanzialmente: solo una nutrita serie di retwittate di profili altrui, che non hanno sortito alcuna condivisione (a parte quella di Effetto Parma stesso e di uno o due Consiglieri del gruppo).
Uno potrebbe pensare: “vabbé, ma Twitter è in caduta libera, ci sono rimasti dentro solo giornalisti e politici, con relative corti”. Può essere, ma non è che il profilo Facebook racconti un’attività particolarmente florida e ricca di contenuti: l’ultimo post visibile è del 12 dicembre, come se non fosse accaduto nulla, da allora, per esempio l’approvazione del Bilancio ( LEGGI ). Esso essenzialmente condivideva il commento di Pizzarotti sulla questione cachi, e quindi l’apporto contenutistico si può considerare pari a zero. I “mi piace”? Tre persone del parmense, seguite da un tizio di Firenze, uno di Faenza, uno di Napoli, uno di origini incerte. Sette persone, più o meno ciò che totalizza Gentian Alimadhi nei 30-40 secondi successivi alla pubblicazione di un post in cui sbadiglia, per capirci.
I post precedenti? Ricondivisioni del profilo o del sito del Comune di Parma. Già, in effetti un magistrato che avesse voglia di lavorare potrebbe trovare curiosa l’ormai totale vocazione di un profilo di tutti, perché il Comune non è solo degli ex grillini ma di ciascun cittadino, alle istanze politiche della maggioranza in carica.
I “mi piace” alla pagina? 586, in grande parte formati da avversari politici e giornalisti.
Effetto Parma IstagramI due social storici, Facebook e Twitter sono da scartare, ma questo potrebbe avere una sua logica: il gruppo è giovane, magari utilizzano social giovani. Quello che vedete in foto è il profilo Istagram: 0 post, 0 persone seguite, 1 follower, traete le conclusioni che preferite.
FEDERICO PIZZAROTTI: il profilo Twitter è oramai di portata risibile, e viene mantenuto a decenti livelli di viralità solo dai contestatori grillini, che non mancano mai di ricordargli come egli sia sostanzialmente lì per un mix bugie-Grillo. A parte le sparute condivisioni su twitter di contenuti scritti su Facebook, per il resto lo staff di Pizzarotti ormai si occupa solo di retwittare chi elogia il Privo Cittadino. Il numero medio di “cuoricini”, corrispondenti ai feisbucchiani “like”, è ormai stabilmente fermo attorno ai 20-25 per post: Beppe Sala, sindaco di Milano non esattamente “forever young”, di rado scende sotto il centinaio, e anzi spesso ne accumula parecchie centinaia.
Neanche il Facebook, tradizionale territorio di propaganda di Capitan Pizza, da più grandi soddisfazioni: i commenti si aggirano mediamente attorno alla quindicina, che non è neanche la composizione di Effetto Parma, e sono essenzialmente di carattere celebrativo. Anche perché i post sono dedicati all’elogio di questo o quel tirapiedi, in massima parte.
Da tempo, chi cura il profilo del social blu ha sbattuto fuori tutte le voci dissenzienti, ottenendo un profilo da incensazione, ma anche parecchio meno interessante. Zero dialettica uguale zero coinvolgimento.
La politica, oggi, si fa con una giusta calibrazione del combo “strada-social”: per strada non li vedete parlare con alcun cittadino, sui social sono in caduta verticale.

E quindi come mai tanta psicosi tra i politici locali? I motivi paiono essere tre, essenzialmente.
- la convinzione, dettata dall’essere stati addestrati a pensare in un certo modo, che Cesare Azzali e l’Upi contino ancora qualcosa, nella determinazione delle candidature e nello spostamento delle preferenze. Se ciò fosse vero staremmo oggi discutendo della possibile rielezione di tal Vincenzo Bernazzoli, e probabilmente questo giornaletto manco esisterebbe.
- la consapevolezza di non aver fatto una mazza per cinque anni, e che perciò un risveglio tardivo verrà severamente punito dai parmigiani.
- il sospetto di aver espresso candidature in massima parte mediocri (politicamente, non umanamente LEGGI), di fronte alle quali il cittadino medio si terrà un male conosciuto, prefendolo comunque ad un nador sconosciuto, che bollerà come “ancora? Mo basta!”. Ci sono un paio di eccezioni, ma occorre capire se esse decideranno la metamorfosi a crisalide o si crogioleranno in una sorta di onanismo politico.
Come finirà? E’ complicato capirlo oggi, ma certo se la tigre di carta pizzarottiana non verrà presa per ciò che è, una sorta di coma indotto della politica, il rischio di un nuovo cortocircuito elettorale è alto. Con Lega e Casapound che sornioni proseguono i loro incontri con i cittadini, alla larga dal clamore mediatico, alla larga dai social, e guardando la gente negli occhi. This is Parma now.

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