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Consiglio comunale giunta natale 2016Ci metteremo degli anni a riprenderci dall’amministrazione Pizzarotti, e nemmeno ce la faremo del tutto. Già, perché questo tizio, arrivato al potere mentendo ai parmigiani (anche ma non solo sull’Inceneritore, quello che lui avrebbe fermato), ha commesso azioni da cui non torneremo indietro, consegnando ai poteri forti cittadini le azioni di Iren, svariate aree di verde pubblico, numerose aree private (ex Bormioli, la futura Chiesi, ecc. ecc.) e via via fino a chiudere il proprio mandato con una messa in vendita delle azioni di Fiere di Parma.

Un agire parecchio al limite della legalità: la loro dismissione è messa nero su bianco nel Previsionale di Bilancio anche se nessuna azione in merito può essere decisa senza un passaggio in Consiglio. Essenzialmente l’atto è un mettere le manette (o almeno provarci) al successore. Perché? Perché “abbiamo avuto una manifestazione d’interesse dall’Unione Industriali”, dirà l’assessore al Bilancio Ferretti. E grazie al cavolo: è roba nostra, è redditizia, ci mancherebbe anche non facesse gola a Cesare Azzali & Co. . Sito da consulare www.anovanta.com
Ma di chicche il voluminoso tomo ne riserva parecchie, sia in azioni effettive, sia in “desiderata” che forse gli elettori di Parma renderanno vani: la voce “Istruzione e diritto allo studio”, per esempio, passa da 37 milioni a 31, come fosse normale. La valorizzazione dei beni culturali da 18 milioni a 15, passando successivamente a 12, nonostante un tesoretto residuo in cassa di 4,5 milioni. Le Politiche giovanili e lo Sport passano da 15 a 7 milioni, e questo in barba al crescente bullismo e al disagio giovanile ormai galoppante. Facciamoci un bel calco 3D, ornamentale assessore Marani!
Insomma, ci sono tagli verticali in un po’ tutte le voci tradizionali, quelle che costituiscono il telaio di un’amministrazione politica. Perché? Ma è semplice! Per dare più soldi alle banche creditrici, e spacciare la cosa come “buon governo”. In effetti per un dipendente Credem e un brooker bancario (rispettivamente il sindaco Pizzarotti ed il Capogruppo Bosi) una medaglia da esibire nel caso di probabili incarichi futuri.
Il Bilancio è stato il tema principale di questa seduta, che non ha previsto interrogazioni ed interpellanze e che è partita direttamente con le comunicazioni.
COMUNICAZIONI:
GAJDA E L’ACCOGLIENZA PROFUGHI: il Consigliere aggiunto, nuova istituzione introdotta per dare voce attraverso la Consulta dei Popoli alle nuove parmigianità (alcune in realtà più datate di tanti “nativi”) apre la seduta con il tema dei temi, sul piano mediatico e della sicurezza percepita, quello dell’accoglienza profughi. L’argomento è cavalcato dalle forze politiche xenofobe e piuttosto sottovalutato da quelle della riva sinistra del torrente Parma, ha in realtà una propria connotazione definita: sono ben 21 su 45, sottolinea Gajda, i comuni del nostro territorio che non hanno ancora accolto, adducendo svariate scuse, nemmeno un profugo. Facendo questo costringono i meno chiusi ed ottusi a fare gli straordinari, per così dire. “Occorrerebbe un maggiore equilibrio”, sottolinea il Consigliere aggiunto.

DALL'OLIO SU ILLUMINAZIONE PUBBLICA: il Capogruppo Pd fa notare come la sentenza del Tar ( CHE POI È ARRIVATA ) prefiguri un quadro di incertezza e gravi difficoltà per il Comune, e chiede ad Alinovi di preparare un piano B. 
DALL’OLIO SU BERLINO: il Capogruppo PD continua i lavori della seduta portando in aula l’attentato di Berlino, che richiama, secondo Dall’Olio, l’Europa ad una risposta vera. La stessa UE si è da tempo chiusa in sé stessa, mentre dovrebbe aprirsi, e creare nuovi ponti. La chiusura e gli attentati, afferma il Consigliere, sono entrambi fattori condizionanti le prossime tornate elettorali, tra cui le presidenziali francesi e le politiche tedesche. L’aula ha osservato un minuto di silenzio per commemorare le vittime di questa ennesima violenza.
BIZZI SU WELBY: esattamente dieci anni fa la morte di Piergiorgio Welby, un uomo che a lungo ha lottato per ottenere il diritto a spegnersi come meglio riteneva. Uno Stato sordo e distante ha imposto, ed impone a tutt’oggi, una sorta di primazia della propria volontà su quella del diretto interessato. Il Consigliere di Possibile sottolinea come ad oggi il popolo italiano attenda ancora una legge sul cosiddetto “fine vita”. Il Consiglio, ricorda sempre Bizzi, pochi anni fa ha appprovato unanimemente una mozione presentata da Ettore Manno sul Testamento Biologico, a rimarcare un tema più vivo che mai.
PARTE DELIBERANTE:
ALFIERI ADDIO: una delibera apparentemente innocua, nei fatti invece narrativa di tutto un incedere pizzarottiano. Il tema è consistito nel rinnovo della convenzione tra Parma e Salsomaggiore per una condivisione della figura della Segretaria Generale, in questo caso Rita Alfieri. Al posto della signora il vicesegretario Cassi, che così ha esordito sulla poltrona alla sinistra di Vagnozzi. Essenzialmente, da ciò che è emerso, il contratto con la dottoressa Alfieri è scaduto e non è stato rinnovato. Questo comporta, parole di Pizzarotti, che il ruolo resti vacante fino al rinnovo dell’amministrazione: il nuovo sindaco si sceglierà la figura che preferisce. Dall’Olio rimarca come questa situazione sia figlia di una non linearità del cammino e auspica che ciò non influisca negativamente sulla qualità dei lavori consigliari. Solleva anche la questione, che troverà oggi una propria definizione, della causa che divide i dirigenti comunali, che andranno a sentenza del Tar proprio oggi, e che dovrebbero ulteriormente danneggiare il “telaio” della macchina comunale. Siamo messi bene, non c’è che dire.
La delibera passa con 21 favorevoli e 4 astenuti dei 25 Consiglieri votanti.
IMMOBILI PRE-BILANCIO : essenzialmente in questa delibera si decide di confermare la vendita o la concessione di immobili pubblici a soggetti terzi quando ciò sia opportuno sul piano sociale. E’ una specie di elenco, se così vogliamo dire, di beni nostri ma non nostri.
Nicola Dall’Olio, in sede dibattimentale, fa notare come sarebbe importante che in esso venissero introdotti anche gli immobili per la Polizia Penitenziaria, che da anni ne fa richiesta. Per la cronaca: sono i palazzoni che si vedono dal parcheggio dell’ Eurospin di via Chiavari.
La votazione coinvolge 28 Consiglieri, con 20 sì e 8 astenuti.
BILANCIO: fa impressione vedere la pochezza delle argomentazioni che hanno accompagnato la presentazione di questo Bilancio. Qualche anno fa, non molti, alcuni cronisti si sono dovuti “pippare” qualcosa come 46 tra emendamenti e ordini del giorno di opposizione a singoli provvedimenti. Ora si tagliano gli stanziamenti dedicati alla Sanità di alcuni milioni senza che alcuno abbia niente da dire. La maggior parte delle testate nemmeno manda un inviato: prendono Repubblica e fanno il riassunto, rendendo generici quei termini che proprio il giornalista non conosce. This is Parma, ragazzi.
Fatto sta che la parte dibattimentale che porterà al voto viene preceduta da una sequenza di voti su altrettanti ordini del giorno presentati sul Bilancio in approvazione: il primo riguardava uno studio di fattibilità da condurre nel futuro relativo ad una possibile fusione tra Parma Infanzia e Parma Zerosei, il secondo è stato inerente al Bilancio Partecipativo ancora tutto da attuare, il terzo è quello sul Museo dello Sport.
La discussione in fase di voto ha comunque evidenziato un paio di temi politici degni di riflessione.
Il primo riguarda certamente la figura del Consigliere Andrea D’Alessandro. Questi rappresenta essenzialmente la prosecuzione ideale di Agoletti, se qualcuno ricorda gli interventi dell’allora giovane Consigliere Udc: pochi voti a giustiicarne l’esistenza, un ruolo alquanto opinabile in seno alla maggioranza, contenuti legittimi ma spesso imbarazzanti. Non che Cattabiani, dall’altra parte del muro, sia poi di molto più strutturato,intendiamoci.
Fatto sta che il grillino è entrato in Consiglio comunale come surroga di una dimissione, da subito occupando il logo M5S lasciato vacante dagli autosospesi pizzarottiani. Dei quali è in effetti il più fedele servitore, politicamente parlando: loro ordinano, lui esegue.
La dinamica ha chiaramente irritato gli altri due M5S,quelli di opposizione, e quindi Fabrizio Savani e Mauro Nuzzo, non fosse altro per l’effetto sortito (probabilmente voluto) di non far capire più nulla ai cittadini rispetto a cosa sia e cosa voglia il Movimento a Parma.
Così ecco che il nostro D’Alessandro si alza in piedi, in aula, e bello come il sole (è un modo di dire, non una valutazione estetica) dichiara che non voterà per il Museo dello Sport in quanto non inserito nel programma presentato agli elettori. La cosa ha suscitato non poca ilarità, essendo quel foglio buono giusto per accendere la stufetta della casa a Castrignano, quella per i week-end. Buzzi ha fatto presente che neanche la creazione della Fondazione Unesco era nel programma, ma colta l’occasione la si fa. Qualcosa di simile ha borbottato anche Roberto Ghiretti, che ha dissimulato il fastidio rispetto ad un’iniziativa che dovrebbe essere intitolata all’amico di una vita Bellé, recentemente scomparso. Il Consigliere di Parma Unita ha sottolineato l’importanza di portare lo sport al ruolo di mediatore culturale e strumento di inclusione sociale. Paolo Buzzi (Forza Italia, o quel che ne rimane) propone di fissarne la sede nel Ponte Nord, finora utilizzato solo per le cene degli industriali vicini al sindaco.
Il più duro di tutti nella replica a D’Alessandro è stato però Fabrizio Savani, che ha espresso con toni neanche troppo diversi i concetti che avete letto qualche riga sopra. In effetti dev’essere imbarazzante avere come “coinquilino di marchio” D’Alessandro. Non tanto quanto aver propinato ai propri concittadini gente come Ageno, Folli e Feci, ma abbastanza, diciamo. Fatto sta che il grillino che siede sui banchi della maggioranza si è astenuto e gli altri hanno votato a favore.
Le altre votazioni non hanno determinato obiezioni di sorta, a parte Giuseppe Bizzi, proponente l’OdG sul Bilancio Partecipativo, che ha correttamente rilevato come questo strumento arrivi postumo ai parmigiani (se ci arriva) pur essendo stato uno dei capisaldi dell’impegno elettorale di Federico Pizzarotti.
Nicola Dall’Olio dichiara il voto favorevole del gruppo PD a tutti e tre gli emendamenti.
Nel voto 30 sì su 30 per gli altri due emendamenti.
BILANCIO IN SENSO STRETTO: espletati gli ordini del giorno si passa alla trattazione del Bilancio tout-court, o anzi, per meglio dire, alla dichiarazione di voto rispetto al documento affrontato nelle due sedute precedenti. I Consiglieri hanno sviluppato il proprio punto di vista e ora sono essenzialmente chiamati a riassumerlo per spiegare un voto favorevole o sfavorevole.
Anche questo dibattito comunque è stato molto utile per spiegare la natura economico-politica della giunta Pizzarotti. Costei, per bocca del proprio assessore Marco Ferretti, ha espresso dei concetti per così dire “difensivi”, quindi proiettati al “il governo qui”, “il governo lì” e via dicendo. Ma di fatto, stringi stringi, ciò che resta è un Imu al sei per mille messa da Ciclosi e che loro l’hanno tenuta al massimo fino a che non è stata tolta ( GUARDA IL VIDEO ).
Marco Ferretti, rispondendo alla sottolineatura di Savani per cui non c’è stata ricontrattazione del debito con le banche, ha affermato che lo ha fatto con la Depositi e Prestiti, ma che con le private non è sempre facile farlo. I suoi colleghi di altre città devono essere dei dannati geni, perché praticamente non c’è città italiana che non abbia rivisto i tassi e i rapporti bancari. Le azioni di responsabilità promesse in campagna elettorale? “Tutto viene mandato alla Corte dei Conti, e chi meglio della Corte dei Conti potrà valutare?”.
“A chi dice che stiamo svendendo un patrimonio e che il nostro è un regime liquidatorio io rimando solo ad una lettera dell’Unione Industriali che ci dà una manifestazione d’interesse per queste azioni, quindi non abbiamo deciso di vendere Fiere per un’idea balzana ma a seguito di una manifestazione di interesse”. Nessun commento è necessario a questa plateale forma di servilismo politico rispetto a Ponte Caprazzucca: si descrivono benissimo da soli.
Le opere pubbliche arrivano a ridosso delle elezioni. “Non per mero calcolo politico, come qualcuno potrebbe lasciar intendere, ma perché gli interventi sono direttamente proporzionali al piano di risanamento dell’ente”, sostiene Michele Alinovi, assessore all’Urbanistica.
“Io non ho mai detto che il Comune di Parma non è stato sull’orlo del default, ma anzi ho detto che il Comune di Parma è stato sull’orlo del default”, specifica Pizzarotti, aggiungendo un altro tassello ad una polemica di totale disinteresse agli occhi dei parmigiani e tutta interna alla casta politica locale.

Sono poi intervenuti gli altri assessori, Laura Ferraris ( GUARDA IL VIDEO ) e Cristano Casa su tutti.
Fabrizio Savani in dichiarazione di voto: “sì, è vero che i debiti fuori bilancio vengono mandati alla Corte dei Conti, ma non c’è stata la volontà politica di indagare sulle cause, e dopo cinque anni va tutto in prescrizione”, risponde a Ferretti ( GUARDA IL VIDEO ).
“Io contesto l’impostazione della questione Ente Fiere, che si vede nel Dup e che è stata ribadita anche qua: “abbiamo avuto la richiesta dall’Unione Industriali”. Ma a me pare mancare la strategia: non si capisce quale strategia e ruolo debba avere in tutto ciò il Comune”, ha asserito Giuseppe Bizzi nel proprio intervento. Di lì ha snocciolato una serie di temi nei quali di strategia non si è vista nemmeno l’ombra, dalla cura delle periferie al welfare. La giunta ha ascoltato silenziosa, tante volte cazzeggiando sui cellulari, in altri casi patendo i colpi.
Per quanto riguarda l’area dell’ex Pdl, Giuseppe Pellacini torna sulla questione della cessione di 4 milioni di euro in azioni di Ente Fiere, “che condizionerà la possibilità di agire dei vostri successori”. In effetti l’impressione è che questi abbiano mandato dall’Upi di vendere prima di sbaraccare proprio perché non è detto che chi arriva dopo sia tanto malleabile e addomesticato. Pizzarotti ormai è un sindaco da riporto e poco più.
Paolo Buzzi, per parte sua rileva “un sentimento di disillusa delusione tra i cittadini” rispetto a quanto combinato dai ragazzotti della porta accanto eletti nel 2012. Cattabiani si chiede per cosa verranno ricordati i Cinque Stelle: “per grandi opere infrastrutturali? No. Per lo sporco dei rifiuti e per la protesta dei genitori dei bambini disabili, oltreché per la perdita del bando di gara Tep”.
Ettore Manno è verosimilmente l’autore dell’intervento migliore: “ ho con enorme piacere che saluto l’ultimo Bilancio, nel quale vedo le vostre azioni politiche infrangersi contro l’indifferenza della città, ed io di questo sono veramente convinto. Lei doveva, signor sindaco, fare un augurio alla città, perché quest’anno si poteva trarre un ragionamento rispetto a quanto avrebbe potuto fare un’amministrazione con gli impegni che vi eravate fissati di dare. Un’azione politica che io considero catastrofica: abbiamo opere inutili, in città, come l’interconnessione dell’alta velocità, che devasta le campagne e le periferie, ma in 4 anni non abbiamo visto un treno, né siamo stati capaci di intavolare una trattativa con FS per avere dei servizi per i nostri pendolari. Quale impatto sociale ha questo Bilancio sui cittadini di Parma? Ne abbiamo una riprova fisica: nessuno ne sa nulla, di questo Bilancio, e questo perché si è scelto di non farlo partecipativo, e si è scelto di non comunicare quali sono le manovre di questo bilancio. E qui c’è un aspetto culturale, ed il primo è della trasparenza: un tempo si andava nei quartieri e si tenevano assemblee su assemblee per sapere dai quartieri cosa ne pensassero del Bilancio comunale. Non c’è stato confronto, non ci sono stati confronti sociali: si è andati solo in termini di risultati” ( GUARDA IL VIDEO ) .
Marco Bosi e Andrea D’Alessandro, ovviamente, si sono dichiarati molto soddisfatti del percorso e dei contenuti del Bilancio. I soliti interventi citofonati, non vale neanche la pena di perderci tempo (già stiamo volutamente mancando di rispetto ai loro interventi: se non mettono dignità loro, dovremmo regarlarne noi?).
Nicola Dall’Olio mette in rilievo ancora una volta la porcata politica di mettere a Bilancio una vendita delle azioni di Fiere che ancora non è passata dal Consiglio comunale: “con quale trasparenza avete deciso questa vendita?”. Effetto Parma viene sbertucciato senza pietà da Dall’Olio, che legge un comunicato dei pizzarottiani e lo fa politicamente a pezzi ( GUARDA IL VIDEO ).
Roberto Ghiretti: “dei sei assessori presenti durante l’intervento prima due parlottavano ridendo, due chattavano col telefonino e due guardavano il computer. Mi pare un buon paradigma della capacità di ascolto di questi cinque anni. Inceneritore funziona a mille, nessuna politica per la qualità dell’aria è stata messa in campo. Non entro nel merito della polemica sui cassonetti intelligenti perché alla fine mi giudicherà la storia e soprattutto gli elettori. Sulla lotta all’evasione: ma di cosa stiamo parlando? 115 controlli! Numeri irrisori. Non è stata fatta, e non sarà fatta, perché non andava fatta. Ma basta far qualche annuncio su Facebook e tutto diventa attuale. Vendiamo le azioni per trovare 150 mila euro del concerto di fine anno e per dare soldi a chiunque passi di qui purché attento agli equilibri del palazzo.
Il debito : ma quando ce la da questa perizia dell’Università, assessore? Sono passati 5 anni, 5 lunghi anni: avete impostato tutta la vostra politica su un debito che poi non si è rivelato essere rilevante e certificato. Da cittadino volevo chiarezza, e non l’ho avuta. La Fiera: con la “stecca” che ci sta mettendo Pizzarotti (Paolo) diventerà il centro di gravità di tutta l’economia parmense, e noi ce ne liberiamo. Posso solo prendere atto che Upi chiede e voi obbedite, a prescindere dall’interesse dei cittadini” ( GUARDA IL VIDEO ).
Va detto che l’intervento è stato più volte interrotto dalla veemenza di un’appartenente alla corte politica di Pizzarotti, Nadia Buetto, che ha ritenuto di potersi permettere questo comportamento. Tante volte un’amministrazione si dichiara antifascista sguinzagliando però i manganellatori un po’ qui e un po’ lì.
Votazione: dei 33 presenti 19 sono stati favorevoli e 14 sono stati contrari.
LE ALTRE DELIBERE: hanno avuto un carattere essenzialmente tecnico, a parte quella relativa al Cal.
Una riguardava un esproprio da parte del Comune in un breve tratto di strada Montanara, tra strada Mafalda di Savoia ( è la traversa che porta all’Edison ) e la tangenziale per realizzare una ciclabile, l’altra una concessione di servitù di passaggio ad Ireti per la realizzazione di uno scavo in cui collocare le tubature e i collegamenti elettrici diretti alla Scuola Europea.
La terza delibera riguarda una variazione di regolamento al Centro Agroalimentare, provvedimento anche questo piuttosto condiviso. Di rilevanti, negli interventi, le uscite di Pellacini e di Nuzzo. Il primo ha fatto notare l’incongruenza di una leadership della partecipata che si è aumentata lo stipendio da sola per poi licenziare un lavoratore per motivi di bilancio, il secondo ha fatto notare come sia pericoloso stabilire la possibilità di affido di un cappannone ai privati vista la strategicità di posizione di strada dei Mercati per i discorsi fatti su aeroporto e Fiere. Anche questa votazione, comunque, passa in modo tranquillo.

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