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Discarica strada Naviglio Alto fossoIn questi giorni si discute molto del cambio di casacca del gruppo consigliare di maggioranza e spesso sente dire che i voti presi nel 2012 erano tutti per Beppe Grillo. Questo è solo parzialmente vero.

In quei giorni ebbero un peso determinante anche i voti legati al movimento di opinione che era nato attorno ai temi ambientali e all'inceneritore, al punto che oggi sono ben due i rappresentanti di una nota associazione, poi dileguatasi come neve al sole, che siedono in Giunta.
Chissà se oggi quei duemila cittadini che si presentarono all'auditorium Paganini per il confronto tra i candidati al ballottaggio sono soddisfatti dell'apertura dell'inceneritore e di notizie come quella della maxi discarica di 60mila metri quadrati sequestrata in via Barbacini su un terreno in parte (70%) di proprietà comunale? E cosa avranno detto quando hanno appreso della denuncia di Arpae la quale ha affermato che il Comune sapeva da un anno del cumulo di rifiuti che era depositato sul terreno? Se torniamo per un momento alle parole d'ordine che si lanciavano in campagna elettorale nel 2012, alle accuse di genocidio ambientale, allo spettro di tumori agitato con disinvoltura ecco che possiamo renderci conto di quanta strada si è fatta in una direzione diametralmente opposta a quella promessa. Anche tenendo conto di tutte le attenuanti legate alle difficoltà dell'amministrare mi pare davvero troppa! Il cinismo che porta ad ignorare per un anno la presenza di rifiuti potenzialmente pericolosi ben all'interno del perimetro cittadino non ha per me giustificazione alcuna e il silenzio istituzionale che ha seguito le dichiarazioni di Arpae dice bene quale imbarazzo alberghi oggi in Municipio. È questa l'altra faccia della medaglia del divorzio tra Grillo e Pizzarotti, una medaglia fatta di promesse non mantenute, di aspettative mal riposte, di silenzi, di minimizzazioni di convenienza e infine di clamorosi scivoloni come quello di via Barbacini dove alla fine ad intervenire ci ha dovuto pensare la Procura. Non so quale consenso ritenga di poter avere oggi Pizzarotti in città, ma una cosa la so per certo: per tornare a fare il Sindaco dovrà sperare in una buone dose di smemoratezza e indulgenza da parte di chi lo sostenne nel 2012.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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