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Officina Popolare Parma 25 aprileLa celebrazione del 73° anniversario della “Liberazione” ha costituito un momento di riflessione e di festa. Si commemora oggi il 25 Aprile, i valori di coloro che hanno combattuto per la libertà e la democrazia del nostro Paese, di chi ha creduto in un’Italia affrancata dal totalitarismo e per questo ha sacrificato la propria vita.

La fine della guerra, l’avvio di una nuova stagione per l’Italia sono stati motivo di riflessione in una giornata che ha preso avvio con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Santa Croce, per proseguire, poi, con il corteo che si è formato a barriera D’Azeglio con la partecipazione del Corpo Bandistico Giuseppe Verdi e gli interventi musicali degli allievi delle scuole della città con la deposizione delle corone al monumento al Partigiano ed al monumento ai Caduti.

In Piazza Garibaldi hanno portato il loro saluto il sindaco di Parma Federico Pizzarotti; Gianpaolo Serpagli consigliere provinciale con delega alla scuola ed alla viabilità, in rappresentanza della Provincia di Parma; il presidente della Consulta studentesca Giulio Bricoli. L’orazione ufficiale è stata tenuta dal Presidente dell'Associazione Nazionale reduci famiglie caduti della Divisione Acqui, Giuseppe Dal Piaz, su proposta delle Associazioni Partigiane che fanno parte del Comitato del 25 aprile, assieme a Comune e Provincia, e alla presenza delle autorità cittadine e dei rappresentanti della Giunta Comunale.

La cerimonia ha subito un cambiamento rispetto agli anni passati, sul palco sono saliti i gonfaloni delle Associazioni Partigiane, del Nastro Azzurro e delle Brigate Partigiane assieme ai relatori, mentre i rappresenti della autorità hanno trovato posto nelle sedie disposte davanti al palco.

Essere capaci, nella quotidianità, di fare delle scelte coraggiose, così come i protagonisti della Liberazione fecero 73 anni fa per dare seguito ad una società che sia fondata sui valori della democrazia e della libertà e che che abbia come punto di riferimento l'individuo, la sua umanità, la comunità in cui è inserito e l'apporto che il singolo è in grado di dare, ogni giorno, al suo sviluppo in positivo: è questo il messaggio trasversale lanciato dai relatori che si sono susseguiti sul palco delle autorità in piazza Garibaldi nel momento della celebrazione solenne dei 73 anni della fine della guerra, della Liberazione e della Resistenza.

Sul palco erano presenti il partigiano “Russia”, Soemo Alfieri, il partigiano “Garibaldi”, Amleto Angelini, ed il partigiano Marino Marmiroli.

Il Presidente dell'Associazione Nazionale reduci famiglie caduti della Divisione Acqui, Giuseppe Dal Piaz, ha ricordato come l'eccidio della Divisione Acqui da parte dei tedeschi nelle isole ioniche, dopo l'8 settembre del 1943, abbia rappresentato il primo atto di resistenza di gruppi militari che avevano deciso di combattere i tedeschi in nome della liberazione dell'Italia. Ricordare l'eccidio di Cefalonia e Corfù si configura come un atto di giustizia verso tutti coloro che hanno combattuto per la dignità, l'onore e per la libertà dell'Italia democratica e antifascista. “Si può definire lo sterminio della Divisione Acqui a Cefalonia e Corfù e la deportazione di migliaia di soldati come “esempio di resistenza partigiana” - ha detto l'oratore -”. “Un concetto, questo, ribadito, anche dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi – ha rimarcato Dal Piaz - che sottolineò come “la scelta dei soldati di non cedere le armi ai tedeschi e di combattere fu il primo atto della Resistenza di un'Italia libera dal fascismo”. Molti furono i parmigiani che perirono in quei tragici giorni e molti parmigiani, dopo la fine della guerra, hanno contribuito a tenere vivo il ricordo di quei fatti simbolo dell'avvio di un'Italia nuova e democratica, grazie all'Associazione Divisione Acqui. Il ricordo di quei giovani che decisero di opporsi ai tedeschi rinnova il sacrificio di chi decise di non arrendersi e cedere le armi ma di morire: un atto di resistenza partigiana dei militari italiani che segnò l'avvio di una nuova era per l'Italia”.

Alle 12 i rintocchi solenni della campana della torre civica sono risuonati in tutta la città.

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