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ZFoto volantino avoproritIl sostegno dell’associazione a giovani ricercatori per combattere il “male del secolo” con borse di studio per Ospedale Maggiore e Università
Nella ricerca servono attrezzature, ma la differenza la fa il capitale umano. Forte di questa convinzione Avoprorit, l’Associazione che da oltre 35 anni opera nella prevenzione e nella diagnosi precoce delle neoplasie, ha finanziato nel 2017 cinque borse di studio, per un valore complessivo di 77 mila euro, destinate a giovani ricercatori con l’obiettivo di portare avanti altrettanti progetti di ricerca in campo oncologico.
“La ricerca e la prevenzione sono i nostri obiettivi, da sempre – ha dichiarato la presidente di Avoprorit Ivana Delmonte –. Mettiamo a disposizione dei cittadini visite specialistiche gratuite, collaboriamo a campagne di screening, facciamo servizio di volontariato in hospice ai malati terminali e, ovviamente, siamo orgogliosi di poter partecipare a progetti di ricerca dell’Azienda ospedaliera e dell’Università. Negli anni, e ne sono passati più di 35, abbiamo comprato anche moderne apparecchiature, ma crediamo sia altrettanto importante, se non più, sostenere giovani ricercatori che possano dare il loro contributo all’Ospedale di Parma”.
Per l’Azienda ospedaliero-universitaria sono state coinvolte le strutture complesse di Oncologia medica diretta daFrancesco Leonardi, Urologia diretta da Umberto Maestroni e Maxillo facciale guidata da Enrico Sesenna. Per l’Università di Parma i finanziamenti sono stati destinati al Laboratorio di Psicologia clinica di Carlo Pruneti per un progetto in collaborazione con la ginecologia e al Laboratorio di Oncologia sperimentale di cui è responsabile Pier Giorgio Petronini.
Ai sentiti ringraziamenti dei direttori dei reparti e dei laboratori ad Avoprorit per la collaborazione sempre preziosa e sempre presente si sono unite le parole del direttore generale dell’Azienda ospedaliero-Universitaria Massimo Fabi e del rettore vicario dell’Università Giovanni Franceschini che hanno sottolineato come la qualità della ricerca vada di pari passo alla qualità dell’assistenza. E i progetti finanziati da Avoprorit vanno in questa direzione: studiare trattamenti sempre meno invasivi ma sempre più mirati sulle caratteristiche dei pazienti, cogliere con anticipo i segnali di allerta, migliorare la percezione di sé nelle donne colpite da neoplasie. Perché, hanno concluso Fabi e Franceschini “dove c’è buona ricerca, c’è buona assistenza”. Con l’applauso corale all’impegno dell’associazione che si spende per migliorare la salute dei pazienti puntando sui giovani e sulla ricerca.

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