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Alessandro Cardinali, Segretario provinciale del Pd parmenseAcque ancora agitate nel Pd parmense. Oggetto dello scontro interno non è in questo caso però la contesa per la Regione Emilia – Romagna, quanto l'orientamento politico e tattico da tenere in vista delle imminenti elezioni Provinciali.

Oggetto del contendere è la proposta di listone unico fatta da Pizzarotti, e caldeggiata da sindaci come Massari, Fadda, Altieri e Fritelli, rispettivamente sindaci di Fidenza, Torrile, Fontanellato e Salsomaggiore. Un accordo frutto di trattative affatto limpide, che ha lasciato parecchi strascichi polemici interni, soprattutto da parte del Pd cittadino. Tra le altre cose per il fatto di resuscitare personaggi del calibro di Giuseppe Villani, ras del centro-destra ducale e ammanettato dall'ondata giudiziaria di un paio di anni fa.
A rompere gli equilibri rispetto ad una partita a scacchi tutta interna ai Democratici, ci hanno pensato con un inaspettato arrocco i moderati d'area civica sparpagliati nel territorio ducale.


Costoro, con un paio di riunioni all'Hotel San Marco di Ponte Taro, hanno mandato il piano di Pizzarotti di dividere il Pd e marginalizzare i Consiglieri comunali democratici a farsi benedire.
Già, perché di fatto è questa la caratteristica saliente della polpetta avvelenata del primo cittadino parmigiano: in poche parole ha avvicinato alcuni sindaci, e attraverso una serie di accordi riservati ( le partite riguardanti Atesir e Asp non sono estranee alla scelta politica di taluni sindaci ) stabilito chi dovesse avere rilievo e chi no. Nella fattispecie Iotti, Dall'Olio, Bizzi e soci. Assunto al soglio postificio nel ruolo di Presidente il sindaco di Salsomaggiore Fritelli.
La mossa dei civici ha destabilizzato parecchio gli equilibri: un listone con Pd e Villani dentro avrebbe definito chiaramente che dall'altra parte si sarebbe potuto gridare "Siete Ka$Ta!!!1!1!!" segnando a porta vuota. Nella partita a scacchi tra i sindaci Pd e il Pd cittadino è un po' come se uno, passando a fianco dei giocatori, si fregasse la regina.
Innervosito dall'improvviso cambio di panorama Domenico Altieri, fratello del responsabile Commerciale di Proges Francesco Altieri, manda a tutti i sindaci del territorio una lettera contenente un "Patto per la Provincia che serve". A chi debba servire non è dato a sapersi.
Parmadaily , giornale che ha come Amministratore il Presidente di Proges e nel quale lavora Nicola Villani ( di Giuseppe il figlio ), mette le mani sulla lettera del fratello del responsabile commerciale della cooperativa presieduta dal proprio amministratore, e la pubblica. La frase è articolata, ma molto meno dei rapporti tra i personaggi coinvolti. Antonio Costantino in questo caso è l'amministratore di Parmadaily, il Presidente di Proges ed anche il tizio che compare nelle foto che ritraggono Pizzarotti mentre inaugura asili o scuole materne.
Soffiata la regina dai civici, in serata si tiene una riunione del direttivo provinciale del Pd da cui scaturisce un scacco al Re di quelli belli impegnativi. Che sia matto resta da capire.
Il punto di partenza non è di rottura tout – court : la situazione della Provincia, intesa come istituzione, è davvero grave, e questo è un dato assodato agli occhi di tutti. Innanzitutto perché dalla Regione non sono ancora arrivate deleghe in tutte le funzioni, e quindi regna una certa confusione amministrativa. E secondariamente perché, come ha sottolineato anche pochi giorni fa il presidente uscente Vincenzo Bernazzoli ( LEGGI ), dati i tagli operati da Roma il rischio che si vada in una contabilità da frazionamento in dodicesimi è piuttosto alto.
La direzione ha approvato un documento all'unanimità in cui si parte proprio dalla costatazione dell'esigenza per le istituzioni territoriali di "fare squadra" a prescindere dal colore politico. Il Pd essenzialmente avrebbe proposto a tutte le forze in campo un accordo istituzionale secondo il quale il Presidente è garante super partes, rivestendo in tal senso un ruolo quasi di Presidente del Consiglio comunale ( da quel singolo punto di vista ). Detto questo, però, liste separate e si va alle elezioni ognuno con le proprie candidature.
Punti politicamente critici, e quindi complicati da ingoiare per Pizzarotti e Villani, ce ne sono un bel po' . Il principale è nel passaggio in cui si prenderebbe atto della difficoltà del momento ma si esprimerebbe un giudizio assolutamente positivo di quanto ereditato dalla giunta uscente, quella presieduta da Vincenzo Bernazzoli. Altri passaggi riguardano i limiti del vincolo elettorale e dei punti attorno a cui aggregarsi. Alla riunione mancavano Altieri , Massari e Fritelli, ma gli altri c'erano e come abbiamo scritto all'inizio il documento è passato all'unanimità. A questo punto il cerino resta in mano al piccolo fans club del Pizza. Cosa faranno? Una cosa è certa: i tempi stringono, e la possibilità di manovre non capite dalla cittadinanza o dai propri tesserati è bello alto. Spiegateglielo voi, a quella che impasta la torta fritta alla Festa dell'Unità, per quale motivo è necessario accreditare uno come Pizzarotti e resuscitare uno come Villani, se ne siete capaci. Sulla rosa dei nomi possibili Presidenti resta fitta la nebbia: sempre sul campo le candidature di Fritelli e di Bianchi, sindaco di Collecchio, non si può escludere un reset totale che plachi gli animi e ricrei equilibri adatti al dialogo.

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