Cronaca

Politica

(S)comunicati stampa

0
0
0
s2smodern

Federico Pizzarotti Gabriele Folli e Michele Alinovi: non hanno saputo/voluto trovare un appiglio per dare battagliaPartiamo dalla fine, e cioè rendendo onore al merito. Innanzitutto alla Gazzetta di Parma, che con un bell'articolo a firma Chiara Cacciani analizza la questione anche da un punto di vista estremamente tecnico. E secondariamente alla coppia De Angelis-Allegri ( e non a Rutigliano, cui Folli convenientemente relega la primogenitura, che al massimo è colui che ora soffia sul fuoco a conto Pd ), oggi meno presente che in passato, ma che da anni aveva segnalato questa criticità e che è rimasta inascoltata ( se non osteggiata ).

Una parte tragicomica ci riporta alla manifestazione No-Inc dei Boicottiren: Chiara Gianferrari, oggi Consigliera comunale del M5S, prese la parola. Al suo fianco Fabrizio Savani ( oggi Consigliere ) e Gabriele Folli ( oggi assessore ), la longilinea esponente grillina disse: " e vorremmo ringraziare anche Pietro Vignali, che ha bloccato la costruzione dei lavori...". Venne subito zittita dall'ala comunista del movimento, da cui si levò un "eh no! Anche ringraziare il Vigno no!" istintivo. E' però evidente un fatto: è stato l'unico e ultimo tentativo di blocco del Paip, ed il resto sono chiacchiere.
LA QUESTIONE: l'Inceneritore è nato come accordo tra la Provincia di Vincenzo Bernazzoli e Iren. E' un dato di fatto.

Ma il progetto non si intitolava "Questo è il permesso, fate il cavolo che volete": era un documento legale articolato e complesso, che prevedeva molti punti vincolanti per l'ormai odiata ( tra bollette e forno, non è popolarissima in città ) multiutility. I punti più conosciuti sono quelli relativi al boschetto mangiapolvere, ancora oggi di consistenza ridicola, ed il sistema fognario. Il secondo è generalmente noto come A7, ed era probabilmente il più complicato, in termini di progettazione. I lavori volti al soddisfacimento degli obblighi hanno avuto un andamento tanto ridicolo da spingere Allegri a definire "abusiva" l'opera ( GUARDA ) e va detto che anche Cantone, dell' Anticorruzione, ha usato toni non troppo dissimili. Sì, perché Iren l'impianto fognario avrebbe dovuto terminarlo entro il 31 dicembre 2012, e comunque prima dell'avvio dell'Inceneritore. Gli obblighi non sono stati assolti compiutamente in tempo ed Iren chiede alla Provincia una proroga fino al 31 dicembre 2016, che la concede. Ma non la concede "ad catzum": prima chiede ai sindaci coinvolti cosa ne pensassero. E costoro hanno dato tutti parere favorevole, compreso Federico Pizzarotti. Un gesto che creò una spaccatura importante nel fronte ambientalista, che di fatto "mollò" Pizzarotti: una parte importante lo bollò come culo da poltrona e riprese la propria vita. Ci sarebbe da narrare anche il ruolo avuto dall'alienazione di strada della Lupa in tutto ciò ( LEGGI LEGGI ) ma sarebbe rindondante, ripetendo più o meno lo stesso schema comportamentale.
Ovviamente a marciarci dentro è, politicamente parlando, il Pd sponda Rutigliano, che è stato anche l'avvocato della Provincia di Bernazzoli e che quindi gioca a tennis su due campi. Da sempre. Ma l'essenza della denuncia è tanto vera da costituire la principale motivazione di frattura tra l'ambientalismo più radicale e Federico Pizzarotti. O pensate che questi abbia boicottato la marcia dell' Assemblea contro gli Inceneritori di un paio di anni fa per noia?
Volete una valutazione "visiva" di quanto sia reale l'interesse del primo cittadino ( e di Folli, che ha assenze veramente tattiche ) rispetto all'andamento del tema? Andatevi a contare quante volte è presente alle Commissioni Urbanistica ( dove si concedono le varianti "capisciammè" ) e Bilancio ( dove i soldi partono nelle più svariate direzioni ) e invece quante volte ha presenziato a quella permanente sull' Inceneritore presenziata da Fabrizio Savani. Racconta molto. De facto ciò che è politicamente imputabile a questa amministrazione comunale è di aver abdicato ad un mandato elettorale esplicito, di aver lasciato solo come un coglione ( scusate il francesismo ) chi ha proseguito anche blandamente la lotta ( tipo il sopracitato Savani LEGGI IL SUO BLOG ) e di aver subordinato a quest'ultima tutta una serie di convenienze, non ultima la collocazione di Bagnacani Lorenzo, che nessuno ha ben capito che diamine faccia per noi.


LA RISPOSTA DI FOLLI: "NON È VERO"
Replica assessore Folli ad affermazioni Gazzetta di Parma "Pizzarotti poteva fermare l'inceneritore ma decise di non farlo"

Le affermazioni contenute nell'articolo a cui la Gazzetta di Parma ha dato ampio risalto oggi secondo cui il sindaco Pizzarotti avrebbe potuto fermare l'inceneritore se voleva, sono totalmente prive di fondamento.
Nella tesi della giornalista Chiara Cacciani, peraltro già sostenute in passato dall'avv. Rutigliano (colui che ha affiancato la Provincia di Parma in tutto l'iter del Paip, ora attivo nell'associazione Millecolori insieme al segretario del PD cittadino Lavagetto) si sostiene che, in base alla mancata realizzazione di un depuratore, il Comune avrebbe potuto chiedere l'arresto dell'impianto, mentre è ormai noto che questa ed altre prescrizioni che non sono state realizzate prima della partenza da Iren e su cui il Comune di Parma ha fatto aspra battaglia in sede di conferenza dei servizi, sono state semplicemente posticipate dalla Provincia di Parma che è l'ente competente che ha dato il via libera alla partenza dell'inceneritore di Ugozzolo.
In Conferenza dei Servizi il Comune di Parma ha contestato tra le altre, la mancata realizzazione del boschetto mangiapolveri, il mancato allacciamento nei tempi delle volumetrie previste da teleriscaldamento, la mancata realizzazione di ben 2 edifici che dovevano essere funzionali a tutto il comparto per il trattamento delle frazioni provenienti da raccolta differenziata e in tutti questi casi la Provincia ha semplicemente sostenuto la tesi che vi sarebbero state delle compensazioni e mitigazioni ambientali a posteriori senza per questo influire sulla decisione di dare il via libera, tant'è che tuttora sono aperti appunti dei procedimenti separati dalla Provincia per stabilire l'entità di queste compensazioni.
Lo ribadiamo ancora una volta se ce ne fosse il bisogno: la Provincia di Parma è l'ente competente che ha dato il via libera all'accensione del forno.
Sullo schema fognario A7 previsto tra le opere compensative e finanziato solo per metà dalla tariffa rifiuti (il resto a carico di privati) non è stato realizzato per la mancata espansione dell'area Spip e concordemente con gli altri comuni e la Provincia si è deciso a non gravare sulle tasche dei cittadini con un'opera sostanzialmente inutile ed avviare un percorso per impegnare le somme previste per opere più urgenti nell'area a carattere depurativo ma anche a salvaguardia del rischio idrogeologico.
L'atteggiamento del Comune di Parma è sempre stato di netta contrarietà all'inceneritore e suggerire surrettiziamente come il giornale cittadino ha fatto oggi che vi sia una connivenza con Iren è smentito anche dai fatti recenti dove il Comune sta proponendo di uscire da Iren e gestire con una società in-house la raccolta dei rifiuti e sta intimando al gestore il pagamento di oltre 2 milioni di Euro per gli oneri di urbanizzazione non corrisposti per il Paip.
Lasciamo a tutti giudicare la linea editoriale di un quotidiano che, dopo che il Sindaco di Parma con una conferenza stampa ha chiamato la città tutta a manifestare contro l'ampliamento dell'impianto riporta l'articolo a pagina 14 in un trafiletto senza foto, a fianco di una commemorazione mortuaria e forse capiamo anche perchè escono certi articoli in questi momenti.
A tutela dell'immagine del Sindaco e del Comune sul contenuto dell'articolo verificheremo con i nostri legali se vi sono i presupposti per un'azione giudiziaria in sede civile e penale.

Gabriele Folli
Assessore Ambiente, Verde Pubblico, Mobilità e Trasporti

 

LA RISPOSTA DI LORENZO LAVAGETTO (PD PARMA):

Caro Gabriele,

ho letto come tutte le mattine la Gazzetta di Parma.
Non avevo sentito parlare pubblicamente dello "schema A7" e peraltro ti informo che non faccio parte di Millecolori da quando sono segretario cittadino del Pd. Intervengo personalmente, visto che mi chiami in causa, ma la tua reazione, perdonami, mi pare fuorviante.
Avete fatto di Parma un campo di battaglia nazionale invitando il vostro leader a "Dies IREN", avrebbero dovuto "passare sul cadavere" del Sindaco piuttosto di accendere il forno, vi siete candidati alla guida della città con questa missione e avete detto di avere fatto tutto il possibile in merito.
Poi, però, tu stesso scrivi che "concordemente con gli altri comuni e la Provincia" avete deciso di non chiedere ad Iren, prima dell'avvio, l'esecuzione di una clausola contrattuale, ossia un'obbligazione che stando ai documenti richiamati dalla Gazzetta "avrebbe messo i bastoni tra le ruote" all'avvio dell'impianto. Da quanto scrivi desumo quindi che c'era un contratto e che ne avete condiviso una deroga.
Insomma: avevate lo strumento per fermare il forno ma non lo avete "concordemente" utilizzato. Certo, riferisci (oggi) ottime motivazioni: costi non sostenibili etc. Motivazioni buone per noi del PD (forse), non certo per chi aveva promesso battaglie a costo di farsi cadavere e che appena può accusa gli altri di non far nulla.
Comunque recentemente la direzione provinciale del PD ha ribadito la propria linea contro i rifiuti da fuori provincia: era la nostra posizione nel 2008, la era nel 2012, nel 2014 la Provincia ha impedito ad Iren di portarli da fuori e ha vinto le cause, ed in ogni caso siamo per la riduzione delle tariffe e speriamo di avervi accanto in questo percorso.
Infine: ultimamente te la sei presa con un'associazione perché a parere tuo la pensava come un consigliere comunale, oggi tenti di screditare un giornale senza tuttavia rispondere nel merito ma minacciando querele. Capita di avere opinioni diverse, è il sale della democrazia. Altra cosa è tradire le promesse elettorali. Bisognerebbe avere rispetto per entrambe.

Lorenzo Lavagetto
Segretario cittadino PD Parma

Sostieni Rossoparma con una donazione