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ZFoto volantino siria madri berlino 9“Ho deciso di venire a Berlino col pullman delle Famiglie per la libertà, perché io e i miei cari condividiamo qualcosa di molto importante con le donne di questa associazione: in Siria abbiamo un familiare scomparso, di cui non si hanno più notizie”. Così all’agenzia ‘Dire’Immacolata Dall’Oglio, una delle sorelle di padre Paolo che, a cinque anni dalla sparizione a Raqqa del gesuita romano, continuano a chiedere giustizia. “Sono qui anche per i due vescovi ortodossi, anche loro scomparsi nella primavera del 2013”, aggiunge Immacolata, intervistata al telefono: “Non puoi ottenere verità per il singolo, senza occuparti del fenomeno nel suo complesso”.
Sabato nella capitale tedesca, dopo Parigi e Londra, ha fatto tappa una singolare iniziativa: un pullman con a bordo donne siriane del movimento Families for Freedom. Si calcola che dall’inizio del conflitto siriano, nel 2011, oltre 100mila persone abbiano perso la libertà e, forse, la vita. Tra loro c’è Wafa Moustafa, 26 anni, da due anni a Berlino dove studia Arte e design. “In mano stringo la fotografia di mio padre arrestato nel 2013 a Damasco dalle autorità siriane, e da allora svanito nel nulla” spiega Wafa alla ‘Dire’.
“Abbiamo scelto Berlino perché la comunità siriana in Germania è molto grande. Il nostro obiettivo è ricordare la questione non solo all’opinione pubblica occidentale, ma ai siriani stessi: chiediamo la liberazione dei detenuti, sia di quelli tenuti prigionieri nelle carceri del regime, che ostaggio delle altre fazioni in guerra. Vogliamo conoscere il destino di chi non è più tornato a casa. Infine, esigiamo giustizia: tutti coloro che sono responsabili di arresti e sparizioni, nonché degli altri crimini commessi in questi anni contro la popolazione, devono essere perseguiti e puniti dalla legge”.

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