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Siria vescovo di Aleppo MONS AUDOAlle 3 di questa notte il presidente degli USA Donald Trump ha annunciato l’inizio delle operazioni di bombardamento della Siria, giustificate, a suo dire, dall’uso di gas nervino contro la popolazione.
Sono giunte molte reazioni di appoggio da parte della diplomazia internazionale, Gentiloni in testa. Nel coro si smarca la voce della Chiesa, e più precisamente del vescovo di Aleppo, che parla esplicitamente di un’azione militare giustificata esclusivamente da interessi economici. Mentre scriviamo sono stati colpiti un centro di ricerca, un sito di stoccaggio per le armi chimiche e una base di comando, quindi niente apparentemente nulla di “illogico”, ma è ovvio sia alto il rischio di escalation e di allargamento del fronte della violenza, e questo invece fatalmente coinvolgerà la popolazione civile.
Paradosso della fase storica: Salvini (Lega) e Meloni (FdI) chiedono di interrompere l’aggressione militare (sostengono Putin, alleato di ferro dell'assassino Assad), Martina (Pd) invece appoggia la posizione assunta da Gentiloni. Il risultato elettorale recente non manca mai di dare nuove spiegazioni di sé. Grasso (Leu) per parte sua chiede anch’egli di interrompere immediatamente l’attacco e di avviare un processo di pace.

Vescovo di Aleppo: “Trump alimenta guerra per vendere armi e compiacere i sauditi”
“Usano l’argomento degli attacchi chimici solo per continuare la guerra, alimentare il commercio di armi e compiacere l’Arabia Saudita“: ad accusare Donald Trump e i suoi alleati occidentali è monsignor Antoine Audo, vescovo caldeo di Aleppo e presidente di Caritas Siria, intervistato oggi dall’agenzia DIRE.
“Vogliono dimostrare il loro potere ma come vescovi e come cristiani diciamo che alla storia delle armi chimiche non crediamo” dice il vescovo dopo i raid contro obiettivi governativi a Damasco e Homs: “Questo è solo un argomento per alimentare la guerra in Siria e il commercio delle armi, sfruttando la lotta tra sunniti e sciiti e compiacendo l’Arabia Saudita e le altre potenze del Golfo”.
Monsignor Audo evidenzia che le accuse sui bombardamenti al cloro nella roccaforte ribelle di Douma sono emerse in una fase nella quale le forze del presidente Bashar Assad stavano avanzando lungo più direttrici. “C’è un governo legittimo che sta avendo la meglio su gruppi islamisti terroristi nella Ghouta, dopo aver ripreso il controllo di Aleppo e di Deir Ezzor” dice il vescovo. “Proprio allora cominciano a parlare di armi chimiche, sostenendo di voler difendere diritti umani e democrazia”.
Secondo monsignor Audo, “la Siria è al centro di un conflitto geostrategico, nel quale ha un ruolo pure la competizione per le risorse petrolifere”.
Il risultato, sottolinea il vescovo, è che “a pagare sono sempre i civili, i poveri e chi non è in grado di proteggersi“. E la giustizia per chi, anche a Douma, ha perso figli, fratelli, genitori? “Come cristiani non crediamo nella giustizia di Trump” risponde monsignor Audo: “Aspettiamo quella di Dio”.

Gentiloni: “Risposta motivata da uso armi chimiche, no a escalation”
L’azione di questa notte in Siria è stata “motivata all’uso di armi chimiche”. Un’azione “circoscritta, mirata a colpire” le armi chimiche, che “non può e non deve essere l’inizio di un’escalation. Questo è quanto l’Italia ha ribadito nei giorni scorsi e continuerà a ribadire”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.
SIRIA. GENTILONI: NESSUNA AZIONE MILITARE PARTITA DA BASI ITALIANE
Stati Uniti, Francia e Gran Bratagna “sono paesi alleat,i e con gli Usa” esiste “un’alleanza molto forte, in particolare noi forniamo supporto logistico ai nostri alleati. In questo caso particolare, pero’, noi abbiamo insistito e chiarito che questo supporto non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni militari per colpire la Siria”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni.
SIRIA. GENTILONI: ORA RIDARE CENTRALITA’ A DIALOGO E DIPLOMAZIA
“Non è troppo tardi per lavorare alla soluzione della crisi siriana. Anzi, anche quello che è successo, che deve restare circoscritto, può essere un ulteriore campanello d’allarme e uno stimolo a dare centralità al dialogo. Ne ho parlato anche in queste ore con il responsabile delle trattative per le Nazioni Unite, l’ambasciatore De Mistura”. Lo dice il premier Paolo Gentiloni, in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi.
“Non è momento dell’escalation, ma di mettere al bando le armi chimiche, della diplomazia e del lavoro per dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di conflitto tormentato e terribile”, aggiunge.


LA POLITICA INTERNAZIONALE:
“Abbiamo ritenuto fosse giusto e legale intervenire militarmente con alleati per alleviare ulteriori sofferenze umanitarie riducendo la capacità di usare armi chimiche da parte del regime” siriano. Lo ha detto la premier britannica Theresa May, in una conferenza stampa.
May ha spiegato che non si tratta “di interferire in una guerra civile, né di cambiare un governo: è un attacco limitato con chiari confini che vuole evitare l’escalation e altre vittime civili”.
MERKEL: AZIONE NECESSARIA E ADEGUATA
Un’azione militare “necessaria e adeguata”. Cosi’ la cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito i raid di Stati Uniti, Francia e Regno Unito contro obiettivi del regime siriano.

LA POSIZIONE DI TRUMP , LA REAZIONE DELLA RUSSIA
“Distruggere le capacita’ del regime siriano di utilizzare armi chimiche”: questa la motivazione addotta da Donald Trump per i bombardamenti condotti nella notte da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia contro obiettivi del governo di Bashar Assad nell’area di Damasco e Homs.
Pochi minuti dopo le tre ora di Damasco, la tv nazionale e giornalisti accreditati in Siria hanno confermato che gli attacchi erano in corso e che alcune esplosioni si erano sentite anche nei dintorni della capitale.
Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna avrebbero utilizzato soprattutto missili da crociera, lanciati da unita’ navali oppure da sommergili. Secondo Washington, a essere colpiti sarebbero stati un centro di ricerca, un sito di stoccaggio per armi chimiche a Homs e un posto di comando.
Il governo francese ha mostrato sui suoi account Twitter aerei Rafale in decollo, mentre quattro Tornado britannici partiti sembrerebbe dalla base cipriota di Akrotiri hanno condotto l’operazione contro una installazione vicino Homs.
Secondo l’ambasciatore russo presso le Nazioni Unite, Anatolij Antonov, “gli attacchi avranno conseguenze”.

LE REAZIONI DELLA POLITICA ITALIANA:
SALVINI: È PAZZESCO, FERMATEVI. MISSILI AIUTANO TERRORISTI
“Stanno ancora cercando le ‘armi chimiche’ di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi ‘missili intelligenti’, aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi. #SIRIA #stopwar #stopisis”. Lo scrive su Twitter il leader della Lega, Matteo Salvini.
MELONI: ATTACCO FUORI DALLA LEGALITÀ INTERNAZIONALE
“Attacco in Siria fuori dalla legalità internazionale in assenza di un pronunciamento dell’ONU sui presunti attacchi chimici. Evidentemente i disastri causati in Libia non hanno insegnato nulla. L’Italia non assecondi questa pericolosa deriva”. Lo scrive su facebook Giorgia Meloni (Fdi).
MARTINA-FASSINO: SOSTEGNO A GOVERNO E MASSIMO SFORZO DIPLOMATICO
“In queste ore di tensione e di grande ansia è necessario rilanciare il massimo impegno politico e diplomatico per bandire l’uso criminale di armi chimiche, fermare le violenze e restituire la parola al negoziato come unica strada per mettere fine al dramma che la Siria vive da sette anni. Sosteniamo la posizione assunta dal Governo e dal Presidente Gentiloni e ogni iniziativa intrapresa dall’Unione Europea e dall’Onu a cominciare dall’impegno del suo inviato Staffan De Mistura. In particolare riteniamo che la Conferenza internazionale sulla Siria convocata il 24/25 aprile a Bruxelles dovrà essere la sede per uno sforzo di responsabilità di tutta la comunità internazionale, in primo luogo dei Paesi che hanno il maggior ruolo in quella drammatica crisi”. Così in una nota congiunta il Segretario reggente PD Maurizio Martina e il responsabile Esteri del PD Piero Fassino.
GRASSO: FERMARE ATTACCO E AVVIARE PERCORSO DI PACE
“I bombardamenti in Siria non aiutano a risolvere quella che da anni è una vera tragedia umanitaria con migliaia di morti innocenti e milioni di profughi. L’attacco chimico è l’ultimo di una serie di crimini ignobili contro cittadini innocenti. E’ necessario fermare immediatamente ogni azione di attacco per impedire una pericolosa escalation nell’area. Occorre mettere in campo tutta la forza diplomatica necessaria per avviare un percorso di pace. Ribadiamo la richiesta al governo di riferire in Parlamento sulle iniziative programmate in tal senso”. Così il capo della forza politica Liberi e Uguali, Pietro Grasso, in una nota.

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