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M5S Frana in Movimento cartelloLa tempesta in casa del Movimento 5 stelle non smette di infuriare. L’inchiesta della trasmissione ‘Le Iene’ sui mancati versamenti dei parlamentari grillini al fondo comune miete altre vittime. Arriva ieri sera l’autosospensione di uno dei sospettati, Maurizio Buccarella.
E intanto Matteo Renzi definisce il Movimento cinque stelle e’ “un’arca di Noe’ su cui stanno salendo tutti i truffatori, scrocconi, riciclati e massoni. E querelatemi se dico il falso. Altro che mele marce, c’e’ un intero negozio di ortofrutta“.
BUCCARELLA: OPERAZIONE AD OROLOGERIA
“Non so come si stanno facendo i controlli ed è chiaro che l’operazione de ‘Le Iene’ arriva ad orologeria a poche settimane dalle elezioni, nel verificare la destinazione dei nostri soldi volontariamente versati sul fondo ministeriale, per delegittimare il M5S e lasciare campo libero al partito unico degli occupatori della Repubblica”, ha scritto sulla sua pagina facebook il senatore pentastellato Buccarella.
“Non ho alcuna intenzione di prestarmi al gioco al massacro e non sto volutamente rispondendo alle tante chiamate di giornalisti- aggiunge-, NON richiederò ed esibirò alcunestratto conto e per ogni comportamento scorretto che posso aver commesso risponderò solo al Movimento 5 Stelle. Già leggo di ‘decine di parlamentari furbetti’ e se diamo seguito a questo andazzo della stampa e degli avversari politici, riusciranno a capitalizzare i nostri errori e anche le nostre debolezze umane, dove ci sono state, inseguendoci uno ad uno e sparando nel mucchio pur di danneggiarci”.
“Mi considero intanto AUTOSOSPESO dal Movimento per tutelare anche la mia serenità personale e familiare- dice ancora-. Non me ne vogliano i colleghi, attivisti e candidati con i quali fino ad oggi mi sono impegnato nella campagna elettorale, continuo a sostenerli idealmente e cercherò di dare una mano comunque, finché mi sarà permesso”.
Nella parte iniziale del post Buccarella spiega: “Ho appena inviato all’assistenza di Tirendiconto i bonifici esitati degli ultimi tre mesi del 2017 (tot. € 12.292,75), finora pubblicati sul sito in forma di mero ordine di disposizione. Relativamente agli ultimi due mesi di novembre e dicembre avevo fatto una leggerezza, però: avevo REVOCATO i due bonifici lo stesso 31 gennaio 2018 perché credevo di poter chiudere quel conto corrente nei giorni immediatamente successivi (decisione che avevo preso da tempo per il costo eccessivo per commissioni applicate su tutte le operazioni da quella banca, ma non volevo ‘sgarrare’ la scadenza del 31 gennaio per chiudere la rendicontazione), cosa che invece non ho fatto (anche per essere stato tre giorni a Roma per i lavori della commissione) e di cui NON mi sono premurato di avvertire l’assistenza di Tirendiconto o altri del Movimento. In data odierna (12 febbraio) mi risulta che quelle somme sono state accreditate sul Fondo, dopo bonifici disposti da altra banca”.
“Il bonifico del mese di ottobre, invece (datato 27.12.2017 e mai revocato) avrà avuto l’esito naturale sul Fondo di garanzia ministeriale (QUANDO PERO’ NON LO SO, dopo aver appena letto l’articolo sul Fatto Quotidiano dove dal MEF spiegano che c’è uno sfasamento temporale anche di mesi fra la contabile dell’accredito sul loro fondo rispetto alla disposizione di bonifico)”, aggiunge.
TONINELLI: CHI HA BARATO SARÀ FUORI
“Verifiche su di me? Non lo so, spero che stiano verificando tutti“. Danilo Toninelli, parlamentare M5S, commenta ai microfoni di ‘6 su Radio 1’ la notizia secondo cui sarebbe coinvolto anche il suo nome nella vicenda del buco dei rimborsi nel fondo per il microcredito. “Io ho restituito metà del mio stipendio dal marzo del 2013 ad oggi fino all’ultimo centesimo e ne sono felice- prosegue Toninelli- chi oggi ci attacca sparlando, dicendo cose come ‘rimborsopoli’, si dovrebbe vergognare perché per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana non solo un partito politico non spolpa le tasche degli italiani, ma rifiuta 42 milioni di euro di rimborsi pubblici che ci spettavano e restituisce metà dello stipendio. Stiamo verificando perché non potevamo farlo prima. Il fondo per il microcredito che noi siamo riusciti a far aprire dormendo due notti fuori dal Ministero dell’Economia non è un fondo del M5S, è un conto corrente dello Stato a cui abbiamo fatto accesso in questi giorni dopo le notizie che sono uscite e stiamo verificando. Il fatto scandaloso è che le sanguisuga dei vecchi partiti ci stanno attaccando e stanno abbinando il pensiero che siamo persone non oneste per non aver restituito magari 100-200 mila euro di soldi che erano nostri”. “Il conto corrente del microcredito- aggiunge- è un conto dello Stato; noi carichiamo l’estratto del bonifico del conto corrente del parlamentare e quella per noi è la prova. Se poi ci siano stati degli errori, cioè bonifici che non sono andati a buon fine o altro, per noi non è possibile verificarlo”. Sulle misure che verranno adottate dal M5S qualora dovessero essere confermate le irregolarità denunciate dal programma televisivo ‘Le Iene’, Toninelli precisa: “Chi ha barato sarà fuori ma vanno verificati. I nomi che sono stati scritti sui giornali sono sottoposti a verifica da parte del collegio dei probiviri, che è il nostro organo di valutazione interna dei comportamenti. Abbiamo creato un documento per la rinuncia alla candidatura e all’elezione e questo documento sarà firmato da coloro che hanno commesso degli errori. In Parlamento, la maggioranza 5 stelle farà sì che le votazioni per le espulsioni dal Parlamento saranno veloci”.

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