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ZFoto volantino 21765091 2185627934796613 8473041274174629365 nPochi politici fanno più ridere dei leghisti parmigiani. La considerazione non è tanto relativa allo spessore di una Laura Cavandoli, in realtà un’avvocatessa che un minimo ci prova, a fare ciò che ci si aspetta da lei (discorso analogo per Occhi e Campari, Amarù ad oggi non pervenuta), quanto per la mancanza di senso del ridicolo di esponenti politici legalitari quando si parla di poveri ( i profughi, in primis LEGGI DELLA VILLETTA DI SAN MICHELE TIORRE ), e decisamente elastici quando si parla di mentori politici ( LEGGI DI RIMBORSOPOLI ) o truffe allo Stato perpetrate dai propri leaders nazionali ( LEGGI DEL SEQUESTRO DI 49 MILIONI DI EURO , ridotto cautelativamente a 2 milioni alcune ore fa).
Oggi a Seregno hanno arrestato il sindaco forzista-leghista Edoardo Mazza. Si potrebbe ironizzare che un sindaco di destra non fa una Mazza per antonomasia, o che lui non c’entra una Mazza, e via dicendo, ma a dire il vero il tema è tanto serio da non prestarsi nemmeno a quella satira politica che tanto amiamo.
I Carabinieri sono stati negli uffici del primo cittadino per ore, e ne sono usciti da una porta laterale con il tizio sottobraccio. Pochi minuti e sarebbe stato accompagnato al Comando anche il vicesindaco Giacinto Mariani.
Il 38enne primo cittadino è stato ammanettato con l’accusa di corruzione, e la parola chiave di tutta la vicenda è una sola: ‘ndrgheta. Sotto la lente d’ingrandimento i rapporti dell’esponente leghista con l’imprenditore Antonino Lugarà. Un’operazione che ha condotto al fermo di 24 persone nelle province di Como, Monza, Milano, Pavia e Reggio Calabria.
Le accuse per gli arrestati? Associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale.
Un particolare politicamente rilevante: dalle intercettazioni emerge che, ed è testuale, l’imprenditore considerasse il sindaco “uno zerbino”. L’imprenditore ha, tra le altre cose, ottenuto il permesso di edificare un’area per costruire un supermercato come contropartita per i voti ricevuti nel 2015 .
Altro “vip” della politica lombarda a finire in manette è stato Mario Mantovani, vicepresidente della Regione Lombardia sotto il governatore Maroni, sempre Lega Nord. Un fronte, quello guidato da Bobo Maroni, che aveva già contato inquisiti e arrestati nel recente passato. Tanto per dire quanto faccia ridere il “Roma ladrona la Lega non perdona”.

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