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Hisam Jabil foto rubricaI curdi sono un gruppo etnico indoeuropeo, stimato in circa 45-50 milioni di persone.
La maggior parte vive nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia, in un territorio compreso in parte degli stati di Turchia, Iran, Siria e Iraq, e in una ristretta frazione di territorio armeno.
Piccole comunità curde sono presenti, a causa di flussi migratori, anche in altri paesi medio-orientali, negli Stati Uniti e nell’Europa del nord.
Per oltre un secolo i curdi hanno cullato il sogno della creazione di un “Kurdistan indipendente”o quantomeno autonomo, utilizzando a tal fine mezzi sia politici che militari.
I governi dei paesi abitati dai curdi si sono sempre opposti all’idea di uno “Stato curdo” che li avrebbe privati di una porzione del loro territorio, negando l’esistenza di una identità nazionale (e quindi politica) curda.
In assenza di riconoscimenti politici e a causa delle pesanti politiche discriminatorie subite nel corso del XX secolo, i nazionalisti curdi hanno spesso fatto ricorso alle armi, dando vita a violenti scontri, atti terroristici e di guerriglia. Le dure repressioni da parte dei governi nei confronti dei guerriglieri e delle organizzazioni di lotta armata sostenitrici della “causa curda” hanno avuto pesanti ripercussioni anche nei confronti della popolazione civile di etnia curda, vittima di pesanti persecuzioni razziali, culturali e restrizioni di diritti civili.
In Iraq migliaia di curdi sono stati perseguitati e brutalmente uccisi, persino con l’utilizzo di armi chimiche sotto il regime di Saddam Hussein, in particolar modo nel biennio 1987-88.
Hanno subito persecuzioni e discriminazioni in Siria e in Iran, sia sotto la Scià Reza Palhavi che dopo la rivoluzione islamica del 1979.

La lotta tra il governo turco e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK).

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in curdo Partîya Karkerén Kurdîstan, sigla PKK; in turco: Kürdistan İşçi Partisi) è un partito politico e organizzazione paramilitare, sostenuto dalle masse popolari (prevalentemente agricole) del sud-est dellaTurchia, zona popolata dall'etnia curda, ma attivo anche nel Kurdistan iracheno. In Turchia è un partito illegale.

Inizialmente il gruppo si ispirava al marxismo-leninismo, rivendicando inoltre, similmente agli iracheni Partito Democratico Curdo (KDP o PDK) e Unione Patriottica del Kurdistan (KPU), ai partiti iraniani Partito Democratico del Kurdistan Iraniano ePartito per la Libertà del Kurdistan (PJAK), al siriano Partito dell'Unione Democratica (PYD) e altri partiti curdi minori, la fondazione di uno stato indipendente nella regione storico-linguistica del Kurdistan, a cavallo tra Turchia, Iraq, Iran e Siria.

Dal 1990, il PKK ha avuto rappresentanti parlamentari, inseriti in liste legali, presso il Parlamento turco.
A partire dal 1999, il leader incarcerato Abdullah Öcalan ha abbandonato il marxismo-leninismo rimuovendo il simbolo dellafalce e martello dalla bandiera del PKK, portando il partito ad adottare la nuova piattaforma politica del Confederalismo Democratico (fortemente influenzato dalla teoria del municipalismo libertario e dell'ecologia sociale di ambito socialista libertario

Il gruppo viene tuttavia, da più parti, accusato di terrorismo per i suoi metodi di lotta (in passato fece ricorso anche all'uso di attentati dinamitardi e kamikaze contro obiettivi militari turchi, ritenuti oppressori del popolo curdo, specie in seguito alle sanguinose repressioni del governo di Ankara, o anche a sequestri di occidentali, ed è attualmente considerata un'organizzazione terroristica da Turchia, USA, NATO, Unione europea (dal 2001, su richiesta degli USA) e Iran; in Europa ci sono state numerose proposte di rimuoverlo da tale lista e considerarlo una legittima forza di resistenza. Va detto che India, Cina, Russia, Svizzera ed Egitto non lo considerano tale. Le sue ali militari sono la Forza di Difesa del Popolo (HPG), l'Unità delle Donne Libere (YJA-STAR) e l'Esercito di Liberazione Nazionale del Kurdistan (ARGK).

Oltre che contro il governo turco (con cui è in vigore un cessate il fuoco dal 2013), il PKK è impegnato nella guerra contro loStato Islamico (ISIS) in Iraq e in Siria assieme ai peshmerga e all'YPG curdi, ed è presente nella regione del Rojava. Il partito è inoltre molto noto per la sua difesa convinta dei diritti delle donne, spesso presenti come soldati effettivi nelle sue milizie armate, e la sua forte contrarietà al fondamentalismo islamico.

Nel 2015, nonostante il nemico comune dell'ISIS, la Turchia, guidata da anni dal filo-islamico Recep Tayyip Erdoğan, ha interrotto la nuova tregua, bombardando postazioni del PKK in Iraq e riaprendo le ostilità armate col gruppo curdo.

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