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Fabrizio Savani, presidente della Commissione Ambiente e consigliere M5SCommissione di carattere tecnico, si suol dire in questi casi. Tradotto, in politica, significa " noia, noia, noia a tonnellate!". Ma nella realtà l'incedere amministrativo di una collettività passa principalmente da questo genere di atti e di decisioni, apparentemente piccole e da riunione condominiale, nella pratica essenziali per la felice convinvenza delle persone.
In aula Vagnozzi, Furfaro ( per l'M5S ), Dall'Olio, Iotti ( per il PD ), Pellacini ( Udc ), Buzzi ( FI ).
Al tavolo, oltre al presidente di commissione Fabrizio Savani, anche l'assessore ai trasporti Gabriele Folli e il presidente della Consulta del Verde Marco Romano.

 

 

 

 

 

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Quest'ultimo è essenzialmente noto ai parmigiani per aver avvallato a nome della Consulta il taglio dei cinquecento alberi in Cittadella, conferenza alla quale si presentò con la spilletta del M5S, tanto per evidenziare una terzietà risibile. Una posizione, la sua, tutt'altro che rappresentativa del fronte ambientalista nel suo complesso. Neanche un mese dopo, ma non è detto che i fatti siano collegati o che il secondo sia premio per il primo, il M5S lo candida a sindaco di Langhirano, comune in cui è attualmente Consigliere. Stranamente, quando le fa il Pd queste cose paiono delle porcate: amenità della politica.
Tant'è, pronti via la Commissione ha inizio. Per quanto riguarda il Regolamento del Verde, è proprio Romano a prendere la parola, sottolineando come il testo elaborato dalla commissione, che ha subito alcune rivisitazioni importanti, è " all'ordine del giorno della prossima Consulta, per sottoporre all'amministrazione dei provvedimenti da prendere . Per quanto ci riguarda faremo un primo giro di consultazioni per sentire le opinioni di tutte le organizzazioni che hanno fatto proposte e poi passeremo ad una stesura definitiva del testo. Infine arriverà a tutti voi in modo che possiate condurre le vostre considerazioni. Il Regolamento riguarda soprattutto il taglio degli alberi, la loro manutenzione, cure colturali o sanitarie di vario tipo, le potature ordinarie e straordinarie. E' previsto anche un censimento di tutte le piante di pregio nel Comune di Parma".
Un secondo regolamento riguarderà gli Orti in Comune. E' un'iniziativa ferma da mesi e mesi, coinvolgendo il rapporto tra Cosap ( la tassa di occupazione dell'area pubblica: la si paga, in massima parte, per i banchetti su strada, ma riguarda molte altre situazioni ) ed aree verdi.
A dare una spiegazione è Gabriele Folli: " la proposta di delibera – afferma l'assessore alla viabilità ( a che titolo ci sfugge, forse sarebbe Ferretti il più indicato ) - include una parte riguardante le aree date in concessione, e quindi c'è uno stallo dovuto alla necessità da parte del Settore Bilancio di rivedere il Regolamento della Cosap, che non riguarda solo le aree verdi, ma anche tutte le aree pubbliche occupate. E siccome c'è stato un cambio normativo, che è in atto, che riguarda il riordino delle varie tasse comunali ci vorrà del tempo per intervenire nel Regolamento della Cosap, che arriverà verosimilmente in Consiglio entro marzo e quindi a cascata si potrà a cascata fare il Regolamento sugli Orti in Comune".
" Non riesco a capire – interviene il presidente Fabrizio Savani – cosa c'entri la Cosap con questo Regolamento: non si poteva fare un articolo che dicesse semplicemente che si esentava un'area verde da questa tassa, visto che non se ne ricava un reddito. Ho visto che è stato già fatto in altre città, come Roma ".
La questione è invece delicata, non riguardando tanto la produzione di reddito del privato che occupa l'area verde, ma la rinuncia ad un incasso da parte dell'ente pubblico Comune di Parma rispetto ad una voce di entrata. Fatta la voce di regolamento si norma una pratica: da quel momento in poi a richiedere l'occupazione potrebbe essere tanto l'associazione degli amici dell'arancio amaro quanto quella degli amici della Monsanto. Un mancato introito che susciterà in futuro motivi di riflessione.
" Io mi chiedo - sbotta Giuseppe Pellacini - come possa essere che ad aree pubbliche da parte di privati senza nessun tipo di Regolamento: mi riferisco a Fruttorti ". Savani e Folli rispondono di non aver mai concesso nulla a nessuno, Pellacini però sottolinea che l'inerzia dell'amministrazione nel prendere provvedimenti è di fatto una forma di permesso.
" Questi signori - afferma Pellacini - lasciano i loro rifiuti davanti ai condomini, e per di più mettono anche delle barriere in legno in mezzo agli incroci, creando dei rischi, e l'amministrazione non fa niente, nonostante un consigliere comunale abbia sollevato la questione di un anno fa. La verità vera è che noi concediamo a chiunque aree pubbliche. A me sta bene, ma ad utilizzo pubblico, non privato: ma scherziamo? ".
" Il Regolamento non c'entra niente – replica Savani -: non è che io adesso chiedo una sanatoria per Fruttorti, e lasciamo stare il caso episodico che lei sottolinea, perché il discorso mio era di promuovere una progettualità per concedere delle aree in modo regolare e legale, condividendole con la Commissione, proprio per aumentare la condivisione. Ci sono poi dei casi episodici che non sono adeguatamente regolamentati ".
Il caso Fruttorti è piuttosto interessante, politicamente parlando: un gruppo che non si assume la responsabilità di dire "noi occupiamo perché disconosciamo la primazia del capitale sul benessere dell'essere umano, e ci riappropriamo di spazi che lo stato borghese pretende di lasciare abbandonati " ( alla Sovescio, tanto per fare un esempio di orto nato un paio di anni fa lì vicino ), ma non vuole rispettare le leggi di quello stato broghese. Una forma di ipocrisia irrisolta, da certi punti di vista. Un' ipocrisia analoga a quella che coinvolge un'amministrazione che multa ragazzini bevitori di acqua in zona monumentale, ma non multa chi occupa uno spazio pubblico con le proprie ( anche lodevoli ) iniziative. Insomma, manca una chiarezza di fondo, e Pellacini ci sguazza alla grande.

 

 

 

 

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L'ingegner Ferioli illustra quindi lo stato dei lavori eseguiti nell'anno 2014 in via Trento. Punto di criticità del lavoro riguarda il sottopasso della Stazione, che doveva essere oggetto di opere di miglioria. Queste non sono avvenute per le condizioni di pesante infiltrazione idrica che avrebbero vanificato i lavori eseguiti da Iren. Se RFI non opera sull'extradosso, ridipingerne le pareti equivale a buttare i soldi nel rudo ( con tutto che in termini di differenziata è un casino ).
Pellacini chiede se non sia opportuno farsi carico delle richieste dei commercianti e riportare il parcheggio di via Brenta alla condizione "low coast" invece di lasciarlo in balia delle erbacce. A rispondere è Folli, che afferma che il problema è " verificare lo stato di avanzamento dei lavori".
Un accenno a via Brennero: "troppi incidenti – dice Folli -: si è deciso di chiudere in un senso e lasciarlo solo in uscita, fatto con cui gli incidenti mi risultano azzerati ".
Mancano 3 punti ( Paradigna, inquinamento atmosferico, ex Metalfer ), ma l'ora si è fatta tarda, e quindi si aggiorna la commissione alla prossima seduta.

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