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Anziana mani nelle maniLa psicologa Sandra Copelli, all’ultimo incontro con esperti a Traversetolo, ha spiegato come salvaguardare le capacità residue
Ribaltare la prospettiva per guardare il mondo con gli occhi della persona affetta da Alzheimer, aiutandola ad utilizzare le sue capacità residue attraverso la stimolazione cognitiva, mezzo fondamentale per rallentare la malattia che toglie la ragione.
A spiegare il “come” la psicologa-psicoterapeuta Sandra Copelli del Centro disturbi cognitivi dell’Ausl di Parma e Langhirano, relatrice dell’ultimo incontro con esperti di Caffè Alzheimer che si è svolto martedì 16 ottobre in Corte Agresti a Traversetolo, intitolato “Oltre la terapia farmacologica: gli interventi psicosociali”.
«Il calo della capacità cognitiva interferisce sull’autonomia di una persona – ha affermato l’esperta –. E chi la assiste deve essere preparato. Occorre parlare lentamente e con un linguaggio semplice, evitando di dire troppe cose alla volta». Copelli ha spiegato anche con esempi pratici, come salvaguardare, per quanto possibile, le capacità residue: «Se una persona non è in grado di scegliere i vestiti adatti per una stagione, spesso chi la assiste tende a sostituirsi a lei, il classico “li scelgo io”. L’autonomia viene così annullata. Se invece metto nell’armadio soltanto abiti che possono essere adatti in quel periodo, gli lascio la possibilità di vestirsi da sola. Stimolare alla scelta, a seconda dei propri gusti e preferenze è importante». La stessa cosa per quel che riguarda i pasti, con «domande del tipo: “preferisci la pastina in brodo o la pasta al pomodoro?”. Bisogna porre quesiti che non abbiano come risposta un “giusto” o “sbagliato”. E occorre usare i sensi: il gusto, l’udito, l’olfatto e il tatto». Anche la musica, così come la lettura, può avere un ruolo importante: «Ad esempio per distrarre la persona durante i momenti più delicati come la cura dell’igiene, percepita talvolta come una violazione dell’intimità da chi non si rende conto di non potersi lavare da solo». Fondamentale la routine quotidiana e l’orientamento temporale, attraverso la condivisione di eventi del passato, che oltre ad essere stimolante nel malato di Alzheimer può essere anche piacevole, per esempio con fotografie.
Allenare le capacità residue, gratifica e aumenta l’autostima e ci sono studi che dimostrano come nella persona stimolata cognitivamente la malattia venga rallentata. Stimolazione che, nel caso in cui il malato si trovi in uno stadio avanzato, può avvenire comunque per mezzo di sguardi, sorrisi e carezze.
Terminati gli appuntamenti con esperti, il percorso di Caffè Alzheimer, organizzato e promosso da Azienda Pedemontana Sociale, prosegue con gli incontri di Auto Mutuo Aiuto (Gruppi A.M.A.) per la condivisione di emozioni ed esperienze tra persone che si trovano a vivere situazioni analoghe.
Gli appuntamenti dei Gruppi A.M.A. si svolgono al Circolo Arci “Il Rugantino” di Basilicanova, per rispondere alle necessità che provengono dai residenti nei territori di Montechiarugolo e Traversetolo, e al Centro Diurno Anziani di Collecchio per i cittadini dei comuni di Collecchio, Felino e Sala Baganza. Per conoscere le date e gli orari degli incontri di Auto Mutuo Aiuto, organizzati di volta in volta a seconda della disponibilità delle famiglie, occorre rivolgersi alle assistenti sociali Elisa Forestieri (0521 336392) e Cristina Giuberti (0521 331350). Altre informazioni, possono essere reperite sul sito www.unionepedemontana.pr.it , cliccando il link “I progetti” all’interno della sezione “Pedemontana Sociale”.

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