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ZFoto delitto Guarino acampa illuminatoUna vicenda di cronaca che precede la nascita di questo giornale, e che però, rifacendosi ad un camorrista, ci ricorda un fatto: Parma è una terra infiltrata dalle mafie, al plurale.
PER APPROFONDIRE LEGGI DELL’INCHIESTA SULLA ‘NDRANGHETA A PARMA
Sì, perché Lelluccio Guarino questo era: un boss dell’ala scissionista. Facciamo un breve sunto, necessario a spiegare i fatti di oggi.
Mario Illuminato, destinatario dei provvedimenti odierni, è in carcere per l’omicidio di Raffaele Guarino (a destra nella foto), eseguito assieme a Massimiliano Sinatra e Graziano Acampa (a sinistra nella foto) nella notte tra il 28 ed il 29 ottobre 2010 a Medesano. Hanno beccato tutti l’ergastolo, la sentenza ha parlato espressamente di vicenda “intrisa di connotati camorristici”. Il delitto è maturato in uno scenario da “Gomorra”: la vittima aveva soffiato la donna all’organizzatore dell’omicidio, e assieme ad essa intendeva rubare il ruolo di riferimento territoriale in tema di usura e malavita organizzata. A finire in galera fu anche la figlia del boss, Simona Illuminato. Così, tanto per dire che il parmense dorme sonni profondi sul tema da molto tempo, non da oggi...e che sarebbbe ora di svegliarsi (collettivamente).
Ed oggi? Cosa è successo oggi? “I Carabinieri del Reparto Operativo di Parma e della Compagnia di Salsomaggiore – si legge nella nota diffusa ai margini della conferenza stampa odierna - hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del capoluogo a carico di due indagati: estorsione e tentato incendio, entrambe le fattispecie aggravate ed in concorso, i reati contestati dalla Procura della Repubblica parmigiana.
Le indagini sono iniziate nel mese di aprile 2017, a seguito della denuncia di incendio di un’abitazione sita in Medesano. Le fiamme erano state appiccate in occasione delle festività pasquali allorquando i proprietari se ne erano allontanati.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di risalire ad una utenza telefonica mobile in uso, evidentemente contra legem, nel carcere di Bologna a Illuminato Mario che sconta la pena dell’ergastolo per l’omicidio di Guarino Raffaele, avvenuto a Medesano (PR) nel 2010.
Nel dettaglio i Carabinieri hanno ricostruito l’attività criminale dell’uomo che sebbene in vinculis, ordinava ai suoi collaboratori all’esterno il compimento di attività estorsive, di spedizioni punitive che prevedevano il pestaggio nei confronti di vittime restie ad aderire immediatamente alle richieste di denaro, l’incendio di attività commerciali e di autovetture di persone cui egli attribuiva responsabilità in ordine al suo stato di detenzione ed alla confisca dei suoi beni nella provincia di Parma.
L’altro destinatario del provvedimento coercitivo è un condannato che beneficia della misura alternativa alla detenzione della semilibertà; costui, nelle ore trascorse fuori dal carcere, provvedeva ad acquisire i telefoni cellulari illecitamente introdotti, aggirando i controlli, nell’istituto di pena, a recapitare le “ambasciate” estorsive ed avrebbe dovuto impartire “lezioni” a suon di sprangate alle persone segnalate dal suo capo: eventi – questi ultimi - scongiurati solo dalla “casuale” presenza dei Carabinieri nelle immediate vicinanze delle abitazioni delle vittime designate.
Nel medesimo contesto investigativo, la Procura della Repubblica di Parma ha indagato altre tre persone”.

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