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Donna crisi di nerviUna notizia che interroga le coscienze (avendone una) rispetto alle condizioni in cui deve agire una donna, chiamata a gestire la propria maternità in una società ferocemente capitalistica.
Una 32enne residente a Sorbolo ha lasciato la figlia di circa 3 anni a dormire a casa per portare l’altro figlio, anch’esso in età scolare, dal medico. La bambina si è svegliata, e non vedendo la mamma, ha iniziato a piangere disperata. I vicini, udite le urla ma non i passi della madre, si sono preoccupati e hanno chiamato comprensibilmente i Carabinieri: chi non si chiederebbe se una bimba tanto piccola non stia correndo qualche pericolo? La madre è stata via complessivamente un’ora, e si è beccata una denuncia per abbandono di minore. Sottolineiamolo: non è andata a giocare al videopoker in qualche bar, ma a portare un figlio dal dottore.
La domanda è però la seguente: se sei povera e sola in un contesto cittadino (per esempio straniera, quindi senza i benedetti nonni a portata di mano), hai un figlio malato da portare dal medico e l’altra bimba che dorme, cosa fai? Non c’è madre che non si sia trovata negli impicci, e nella situazione di dover lanciare la monetina in aria per scegliere incombenze coincidenti. Chi non lo capisce non ha mai dovuto allevare nemmeno un criceto, e verosimilmente ha il cervello di quelle dimensioni.

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