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ZFoto protesta scritta migranti FornovoFacciamoli morire di fame a casa loro, verrebbe da ironizzare. Già, perché quello che stanno passando gli ospiti, se si rivelasse vero (e pare che in buona parte lo sia) è senz’altro emblematico del modo distorto e poco umano con cui certe organizzazioni agiscono.
I fatti: la Consigliera comunale Silvia Iasoni, del gruppo Fornovo Insieme, conosce mediante la Comunità islamica locale, 8 richiedenti asilo ( non del programma Sprar, ndr ) ospitati a Riccò di Fornovo e viene a sapere che da giorni non viene dato loro cibo.
“Ho organizzato – ci riferisce Silvia Iasoni - un piccolo incontro con i ragazzi ed in inglese mi hanno detto e confermato una serie di gravi situazioni . Ho chiesto loro di scrivermi un report che elencasse in dettagli tutti i problemi”.
Capiamoci bene: qui non stiamo parlando di un cellulare che non viene ricaricato per parlare con i parenti lontani. Quì stiamo parlando di cibo che non viene dato da giorni e altre forme di vessazione.
Il report (vergato dai migranti stessi, non ci stiamo inventando nulla) è quello che vedete nelle due fotografie di lato.
“Ho in seguito provveduto a portare loro un po' di viveri – riferisce la Iasoni - ... e la signora "capa" della casa, una certa Mercedes, mi ha intimato di andarmene (fatto foto alla targa della mia auto!), minacciato di chiamare i carabinieri (??) e ... detto "questi ragazzi si lamentano che non hanno da mangiare ... e invece sono pieni di cibo". Ho segnalato la cosa al Ciac e questa mattina mi metterò in contatto anche con la prefettura. Oltre al dramma umano, non possiamo ignorare che si configurerebbe anche un danno erariale, dal momento che queste persone non sono propriamente dei benefattori, ma percepiscono un compenso a fronte di un servizio che evidentemente non è erogato”.
ZFoto protesta scritta migranti Fornovo IDetto fatto, una seconda mail è partita verso il dottor Ubaldi, che per conto del Prefetto cura il settore dell’accoglienza su tutto il nostro territorio (e dev’essere un lavoraccio, per inciso, considerati i piranha in circolazione).
“Dal momento – si legge ad un certo punto nella missiva ad esso indirizzata - che i responsabili della casa, percepiscono un compenso per fornire un servizio preciso di accoglienza, cura, educazione, sono certa che i Vostri uffici potranno effettuare le verifiche del caso ed appurare il tutto, ed eventualmente porre in atto tutte le azioni necessarie volte a tutelare i ragazzi”.
Insomma, qui ci troviamo evidentemente di fronte ad una situazione duale: o questo gruppo di ragazzi ha sparato balle allucinanti, magari sulla base di un’immagine da bengodi dell’Italia, o qualcuno sta intascando una carriolata di denaro pubblico senza erogare i servizi pattuiti in cambio e agendo arbitrariamente in violazione dei diritti di questi esseri umani. Questo qualcuno è certamente interno alla cooperativa sociale ( nella forma della mutualità prevalente ) “Narcisa De Jesus”, e a detta dei migranti corrisponde ai responsabili "mr. Davoli" e a "miss Mercedes".
Le accuse rivolte sono molto gravi, ed esigono una risposta formale di tutti i soggetti coinvolti (Prefettura in testa) : detto del fatto che non viene elargito cibo da 7 giorni (all’atto della redazione della lettera, ovviamente), che gli 8 migranti dichiarano di non aver fatto scuola che due giorni alla settimana, di non avere acqua decente da bere (riferiscono il signor Davoli faccia bere loro quella del rubinetto del bagno), di non aver ricevuto la tessera del bus , di una gestione alquanto arbitraria dei documenti e dei soldi da dare loro, entrambe iniziative volte ad incentivare l’autonomia e la radicazione nel territorio, a balzare agli occhi sono i punti 5 e 6, riguardanti le condizioni igienico sanitarie: “due mesi e tre settimane usando una sola coperta, senza che essa sia stata mai lavata o cambiata”, si evince dal testo vergato da quegli uomini.

ZFoto protesta scritta migranti Fornovo IILo stesso periodo è stato passato senza lo shampoo o altri presidi per la pulizia personale.
Una denuncia circostanziata che da un lato fa emergere condizioni piuttosto risapute e comuni in altri centri, con purtroppo rare eccezioni, e dall’altro fa sbattere il naso contro condizioni inusitate ed inaccettabili, se verificate, come quelle riconducenti alla nutrizione e alla cura personale.
Il passaggio chiave è nel “se verificate”: Ubaldi è stato allertato, e nel proprio team c’è chi è delegato alla verifica puntuale. Se il quadro definito da queste persone trovasse riscontro anche in altre sedi sarebbe proprio questa parte di Prefettura a finire sul banco degli imputati. Questo è chiaro a tutti.

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