0
0
0
s2smodern

Stefano Bonaccini Federico Pizzarotti foto orrida DIREREGIONE RIVEDE FLUSSI, PIÙ LAVORO A INCENERITORI (PARMA IN PRIMA FILA)
In Emilia-Romagna continuano a diminuire i rifiuti prodotti. Ma meno del previsto. Il calo infatti e' piu' lento di quanto programmato nel Piano regionale di gestione dei rifiuti. E lo scarto non e' irrilevante: si parla di oltre 160.000 tonnellate di rifiuti urbani in piu' rispetto al previsto (+6%), su un totale di 2,8 milioni di tonnellate prodotte (il 2,6% in meno rispetto al 2017); e di oltre 132.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (+15,75% rispetto alle previsioni di piano), su un totale 971.380 tonnellate prodotte (-6,1% dall'anno scorso). La Regione deve quindi correre ai ripari per smaltire la quota di immondizia prodotta in piu' rispetto alle previsioni. E cosi', in una delibera approvata ieri, la Giunta Bonaccini ha messo mano ai flussi di rifiuti da inviare ai termovalorizzatori e alle discariche dell'Emilia-Romagna, cercando di smaltire il piu' possibile i rifiuti nello stesso bacino in cui sono stati prodotti. Per tutti gli impianti, o quasi, si prevede un aumento delle quantita' da smaltire. Nel complesso, agli inceneritori regionali nel 2018 arriveranno 824.690 tonnellate di rifiuti urbani, 31.523 tonnellate di ingombranti e 288.578 tonnellate di rifiuti speciali.

Per il termovalorizzatore di Parma, in particolare, nella delibera della Giunta Bonaccini si ricorda che l'impianto e' "autorizzato a trattare un quantitativo di rifiuti inferiore al suo carico termico nominale, suscettibile di revisione in funzione degli esiti del presente monitoraggio annuale di Piano". Di conseguenza, la Regione ritiene di "poter parzialmente far fronte alle evidenziate esigenze di fabbisogno di trattamento di rifiuti speciali, assegnandone una quota al termovalorizzatore di Parma in coerenza con quanto effettuato nel 2017, secondo quanto previsto dal succitato accordo di autolimitazione".
Per il 2018, dunque, all'inceneritore di Ugozzolo arriveranno nel complesso 123.100 tonnellate di rifiuti urbani (furono 122.388 l'anno scorso), 24.100 tonnellate di ingombranti (contro i 17.050 del 2017) e 17.450 tonnellate di rifiuti speciali (furono 25.512 l'anno scorso). Per quanto riguarda gli altri impianti, a Bologna si passa dalle 153.119 tonnellate di rifiuti urbani del 2017 alle 166.124 di quest'anno, a cui si aggiungono 40 tonnellate di ingombranti (erano zero) e 40.838 di rifiuti speciali (erano 58.969). Per l'impianto di Modena e' previsto un calo degli scarti urbani (da 175.324 a 169.397 tonnellate), mentre crescono gli ingombranti (317 tonnellate) e gli speciali (da 36.676 a 43.286). Anche al termovalorizzatore di Coriano, a Rimini, dovrebbero diminuire i conferimenti di rifiuti urbani (da 110.794 a 102.079) e crescere gli speciali (da 35.001 a 47.802 tonnellate). A Forli' sono in arrivo circa 10.000 tonnellate di rifiuti urbani in piu' rispetto all'anno scorso, cosi' come a Piacenza cresce la quota di urbani (da 61.860 a 78.800) e calano gli speciali (da 41.100 a 33.000). Trend in aumento anche per le discariche, dove nel complesso verranno smaltite 96.751 tonnellate di rifiuti urbani e 281.890 tonnellate di speciali. A Novellara, nel reggiano, arriveranno meno rifiuti urbani rispetto all'anno scorso (22.312 tonnellate contro 24.323) e piu' speciali (da 16.000 a 24.000). A Carpi 6.901 tonnellate di urbani e 61.637 di speciali (l'anno scorso non ci furono conferimenti). A Gaggio montano, nel bolognese, le quote invece sono in sostanza stabili. Alla discarica di Ravenna, infine, e' previsto un calo rispetto al 2017: da 54.203 a 41.223 tonnellate di rifiuti urbani, da 254.797 a 190.947 di speciali. (San/ Dire)

PER APPROFONDIRE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK

Sostieni Rossoparma con una donazione