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Michele Alinovi assessore allurbanistica PizzarottiCon il passare delle ore si accumulano da un lato le reazioni, dall’altro i particolari. Una cosa è certa: il blocco dei lavori ad un’impresa come la Pizzarotti Spa in una città come Parma rappresenta un fatto politico di peso inimmaginabile, che segnerà certamente il prossimo futuro.

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Innanzitutto ci saranno ricadute positive per il boccheggiante aeroporto Verdi: eravamo silenziosamente arrivati ad una situazione aut aut. Cioé a dire: O il Verdi allunga la pista, e allora del Mall non se ne fa nulla, O il Mall si esprime in tutta la sua estensione (compresa quella sub judice in Consiglio di Stato) e allora non ci sono proprio i “metri di pista” per una espansione dello scalo cittadino ( PER APPROFONDIRE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ).
In tutto il baillame emergono anche i nomi degli indagati nel Comune di Parma: oltre a Michele Alinovi, assessore all’Urbanistica “padre” delle concessioni contestate, anche i due dirigenti comunali esecutori, Tiziano Di Bernardo e Dante Bertolini. Da questo punto di vista Effetto Parma e Pizzarotti stesso hanno tentato di far partire i mantra “eredità del passato” e “chi amministra viene indagato” ma invero con scarsissimo successo: l’Italia è piena zeppa di ottimi amministratori per nulla coinvolti in indagini della magistratura, e gli atti contestati sono tutti da ricondurre alla gestione di Federico Pizzarotti, per cui l’impressione è che, sul piano politico, stiano affondando.
Staccata la spina del Pd al governo, è verosimile ipotizzare verranno strangolati (politicamente, of course) dalle inchieste. Se consideriamo le risposte sprezzanti riservate, quando sospettavano di avere le spalle coperte, a chi eccepiva...si può dire che moriranno di quella loro arroganza. Ma è un ragionamento politico che dovrà trovare conferma nei fatti del futuro, e non abbiamo una reale capacità di predirlo.

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