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Parco Ducale rami caduti vicino teatro BricioleQuanto sta accandendo al parco Ducale, in termini di (ripetute) cadute di rami, è tutt’altro che frutto di casualità o sfortuna, bensì di una incuria tutta politica, quella che caratterizza l’amministrazione Pizzarotti sull’argomento. Rami...per dimensioni vengono definite branche, quasi degli alberi negli alberi.
La popolazione arborea, infatti, modifica periodicamente le proprie condizioni, essendo formata da esseri viventi, e l’ultimo censimento sull’argomento è di almeno 10 anni fa.
La tanto vituperata amministrazione Vignali diede mandato ad Enia (Iren nascerà solo nel 2010) di eseguire una campionatura puntuale di tutta la vegetazione dell’area verde, albero per albero: ciascuna pianta venne cartellinata e numerata, e per ognuna di essa venne eseguito un chk-up minuzioso. Tutto quel database venne consegnato al Comune di Parma, che a quel punto aveva un quadro esatto della situazione: sapeva cioé quali piante godessero di ottima salute, quali necessitassero di Vta meccanico,  quante fossero irrimediabilmente malate, e via dicendo. Sono molti gli interventi di diagnosi e di cura che si possono effettuare su un arbusto per evitare che caschi sulle persone.
Da allora? Più nulla di rilevante. Non risulta alcun censimento successivo, che peraltro sarebbe stato annunciato e avrebbe comportato la chiusura di aree precise interessate dalle operazioni del caso.
La branche si staccano perciò dal tronco come effetto di una totale amnesia proprio su questo tema.
Inutile aggiungere che in dieci anni la condizione di stabilità di molti alberi (Vta è per l’appunto acronimo di visual tree assessment, valutazione della stabilità degli alberi) sarà mutata, e c’è da ritenere non in meglio, data l’assenza di cure.
Poche ore prima della caduta degli ultimi enormi rami quell’area era affollata di parmigiani, molti dei quali in coda per assistere nell’adiacente teatro all’incontro con Paolo Crepet, andato abbondantemente sold out. Se qualcuno avesse vista messa a repentaglio la propria vita, in questo momento staremmo davvero parlando di “disgrazia” o di “fatalità”?
Ecco che quindi quell’incuria, tutta politica, si trasforma in un fattore di sicurezza ben preciso, oltreché nel degrado e nella scarsa attenzione all’ambiente che balzano di primo acchito agli occhi. Esigere che agli stipendi di quei tizi (i membri della giunta Pizzarotti) venga abbinato del lavoro non sembra essere decisamente fuoriluogo.

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