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Inceneritore albero moreTanti bei soldini, quelli che arrivano dall’inceneritore alle casse del Comune di Parma: nel 2017, a compensazione delle 126.497 tonnellate di rifiuti urbani e delle 27.522 tonnellate di rifiuti speciali, Iren ha corrisposto al Comune di Parma due tranche di pagamento, una pari a 431 mila euro ed una, quella relativa al secondo semestre da 626 mila euro.
Solo per questo (al netto di sponsorizzazioni e elargizioni liberali, numerose nel primo quinquennio pizzarottiano) il Comune incassa oltre 1 milione di euro all’anno. Se qualcuno si stesse ancora interrogando sui motivi del cambio di direzione del sindaco di Parma sull’argomento conduca serenamente le proprie riflessioni. E di motivi per lamentarsi, l’amministrazione comunale ne avrebbe più di uno: il Paip, acronimo di Polo Ambientale Integrato Parma, è oggetto di un numero importante di incidenti, che accadono con una media di quasi due al mese, e che determinano quasi immancabilmente emissioni oltre il limite di sostanze nell’aria. Ma questo, chiaramente, il sito del Comune di Parma evita di dirlo, ai cittadini. Non bastasse ciò, al netto della promessa fatta all’inaugurazione dell’inceneritore che doveva essere fermato (“sarà il più sorvegliato al mondo”, dichiararono l’allora assessore Gabriele Folli e il sindaco Federico Pizzarotti, entrambi membri dell’associazione GCR LEGGI ), non vi è alcuna traccia dei cartelloni elettronici che avrebbero dovuto informare in tempo reale i cittadini rispetto a questa temuta fonte di inquinamento ambientale.
La comunicazione su quanto fa Iren è fighissima e interattiva nella propria parte “green” ( GUARDA ), obsoleta e lacunosa nella parte che riguarda l’inceneritore ( GUARDA ), affidata ad Arpae: molti dati contenuti nel secondo non sono aggiornati in tempo reale. Non sono aggiornati nemmeno quotidianamente. Non sono aggiornati al mese precedente. Non sono aggiornati al trimestre precedente. Riportano massimamente quelli dell’anno concluso, perciò è possibile scoprire che, supponiamo, nella rete fognaria è stato scaricato qualcosa di incongruo o fuori norma con sei o sette mesetti di ritardo. Vi abbiamo linkato il sito: verificate voi stessi.

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Della seconda rata di pagamento ci informa la determina dirigenziale 1428, a firma Giovanni De Leo. Ad essa è allegata la lettera dell’amministratore delegato, già direttore dell’impianto, Roberto Paterlini.
I fondi dovranno, secondo accordi presi ai tempi di Ubaldi/Vignali, essere utilizzati per riforestazioni o trasporto “green”, ma anche questo nasconde in realtà una piccola polpetta avvelenata: molti costruttori dovrebbero abbinare all’edificazione di palazzi e palazzine opere di compensazione in alberi, o in alternativa pagare al Comune una cifra equivalente. Quasi tutti preferiscono la seconda, così accade che i Comuni si limitino a interrare un po’ di piante in luoghi non particolarmente significativi, assolvendo formalmente a quanto prescritto dalla legge. Il risultato? Città sempre più spoglie ed inquinate.

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