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Aemilia testimone commercialista Paolo Signifredi BaganzolaLa ‘ndrangheta a Parma non esiste, ma un parmigiano è stato massacrato di botte per impedirgli, da pentito, di testimoniare al processo Aemilia.
La sua avvocatessa, Maria Teresa Pergolani, ha presentato ieri un certificato medico con prognosi di 30 giorni nel quale si attestavano gli effetti di un selvaggio pestaggio subito dal cliente, Paolo Signifredi, alcuni giorni fa. “Un fatto di una gravità assoluta, chiediamo per questo che le prossime udienze avvengano in videocollegamento”, ha commentato la legale.
Si è venuti così a conoscenza del fatto che il 18 aprile tre uomini lo hanno raggiunto nella località segreta in cui viene custodito, lo hanno picchiato fino a procurargli svariate fratture, e quindi lasciato intimandogli di ritrattare le proprie dichiarazioni.
Paolo Signifredi, 53enne baganzolese, è a buon diritto considerato il “cassiere della ‘ndrangheta” al nord, soprattutto per quella che maggiormente interessa il parmense, quella cutrese ( PER APPROFONDIRE LEGGI ): sono passate da lui parecchie operazioni economiche di investimento del denaro delle famiglie.
Nel processo Aemilia ( PER APPROFONDIRE LEGGI ) Signifredi è chiamato a spiegare il meccanismo di una frode fiscale che ha per protagonista Massimo Ciancimino (figlio di don Vito), ma è testimone chiave in tutta una serie di procedimenti. Essenzialmente è una delle persone che può unire i puntini spiegando lo schema generale.

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