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Cocaina suddivisa in ovuli e sacchetti 4 ettiIl greto del Parma come magazzino e come luogo di “scambi commerciali” della droga, non una novità: alcuni anni fa una retata analoga a quella effettuata dalla Polizia aveva nella zona appena sotto il parcheggio della rotonda tra via Enza e via Langhirano il proprio focus, oggi la zona delle operazioni si è spostata di pochi metri. Il gioco è di lasciare lì le dosi “prenotate” e prenotabili, così che se ti fermano gli agenti per un controllo non hai addosso quantitativi sufficienti a giustificare un arresto. E questo costringe la Polizia e le altre forze di sicurezza ad operazioni più mirate, a seguire in modo più selettivo i sospettati: quella che ha portato in queste ore all’arresto di 5 persone è costata alla Squadra Mobile di Parma tre anni di lavoro, classificato nel fascicolo “I fantasmi del greto”.

"L’indagine - fanno sapere da borgo della Posta - ha avuto inizio nell’aprile del 2015, quando personale della sezione Antidroga, veniva a conoscenza di un intenso traffico di stupefacenti effettuato nei pressi del greto del fiume Parma e, in particolare, nel tratto compreso tra ponte Dattaro e ponte Stendhal da cittadini di origine tunisina.
I primi servizi svolti dal personale della sezione antidroga, consentivano di raccogliere immediatamente numerosi riscontri rispetto alla segnalazione.
Nell’area indicata veniva identificato S.O. cittadino tunisino, già noto agli investigatori per precedenti in materia di stupefacenti, e venivano documentate numerose cessioni fatte a cittadini italiani e stranieri, secondo una modalità ricorrente che consentiva all’uomo di sentirsi al riparo da qualunque controllo delle forze di Polizia: Questi, infatti, agganciava il cliente nei pressi del greto e, una volta, definita la contrattazione ed incassato il denaro, si addentrava nella vegetazione per prendere lo stupefacente richiesto, per poi tornare verso il cliente a consegnarglielo".


Ieri alle 5 del mattino i blitz che ha risolto, o comunque mitigato, la situazione: K.Z. di 31 anni, F.J. di 28 anni, A.Y di 33 anni, R.L. di 32 anni e H.A. di 40 anni sono oggi ospiti del nostro istituto penitenziario, altre 7 persone risultano indagate. Ovviamente non è così che si può risolvere il problema dello spaccio in città: questo è quanto può fare la Polizia di Stato, il resto lo dovrebbe fare la politica, che però pensa a stappare bottiglie e a tagliare nastri.

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