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ZFoto WhatsApp Image 2018 03 11 at 15.10.02Il taglio degli alberi in Cittadella ha riaperto una ferita della democrazia locale, quella riguardante non tanto la congruità di un singolo intervento quanto l’onestà di chi dà il parere.

Perché è quest’ultima, a torto o a ragione, ad essere fortemente messa in discussione dai cittadini, è inutile far finta di niente: la mancanza di comunicazioni, le risposte nervose e aggressive di un sindaco Pizzarotti che ormai sembra la versione gnesa di Pietro Vignali, un passato tutt’altro che cristallino sull’argomento (la vicenda dei cachi, ricordate? Prima erano malati, poi erano immangiabili per volere Ausl, poi l’Ausl ha detto “chi ha detto nulla?”, oggi vengono raccolti e donati ai bisognosi)...insomma, tutto conduce a cittadini diffidenti e poco propensi a subire senza ribellarsi alle decisioni prese.
Un altro motivo di distanza parmigiano-Comune riguarda il “doppio binario” in merito al rispetto di norme e regolamenti, che vede il cittadino costantemente alle prese con la sensazione che il primo a fare il furbo sia proprio l'ente pubblico.

PER APPROFONDIRE LEGGI DEL TAGLIO DEGLI ALBERI IN CITTADELLA

ZFoto WhatsApp Image 2018 03 11 at 15.07.49Prendiamo, ad esempio, i parchi della zona di San Lazzaro ed il taglio delle piante che li hanno in queste ore riguardati: quello di piazzale Lubiana, per esempio, si caratterizza da quando c’è il nostro amato sindaco per una caratteristica fantastica, dato che in esso i bambini che lo frequentano possono avvalersi dell’unica teleferica senza cavo al mondo! Saranno fortunati? Ebbene sì, è così.
Uno potrebbe però dire: “ok, ma così il bambino non si fa male”. In effetti è però la frase per rispondere alla quale sono state scritte le norme che il Comune di Parma viola in maniera sistematica, e riguardanti il taglio degli arbusti.
Quando infatti si segano le piante, a norma di Regolamento del Comune di Parma ( LEGGI cui va aggiunto il capitolato tecnico che comprende tutte le specifiche di quando abbatti, di quanto poti e via dicendo) occorre da un lato operare una sostituzione con arbusto di pari diametro o con numero di arbusti complessivamente equivalenti, e dall’altro eliminare tutto: il lavoro si considera completato con la rimozione delle ceppaie, che sarebbe la parte di tronco residua comprensiva delle radici.
ZFoto WhatsApp Image 2018 03 11 at 15.10.48Questa operazione ha due intenti: il primo di garantire la deambulazione in sicurezza di soggetti fragili (bambini piccoli, soggetti ipovedenti, soggetti con deambulazione difficoltosa come disabili ed anziani, e via dicendo), il secondo di garantire le casse della collettività da giuste cause risarcitorie, determinate dall’incuria, dalla superficialità o dalla imbecillità della nostra leadership amministrativa. E tanto per dare una dimensione della cosa: sono almeno 5 le determine dirigenziali pubblicate nelle ultime settimane che tentano di difendere l’ente da giuste e similari azioni di rivalsa.
Quale è la conseguenza diretta di questo modo di incedere del Comune di Parma? Bé, è evidente. Un cittadino X ( il “sior Egidio Dall’Asta, 36 anni al Centro Contabile oggi in pensione”, tanto per capirci) arriva al parco delle Lavandaie ( via S.Bruno- strada Quarta ), guarda il cumulo di rifiuti abbandonati nei pressi dell’entrata ed esclama qualcosa del tipo: “mavaffanculoporcavacca, con tutti i soldi di tasse che mi avete cavato dalle vene devo vivere nel rudo?”. 
ZFoto WhatsApp Image 2018 03 11 at 15.12.02 1Camminando con il proprio cane (il parco ha un’area attrezzata a sua volta oggetto di polemiche per mesi e mesi, in passato) “il signor Egidio” potrebbe pensare: “se mi si ferisce la nipotina, vengo in Comune con un kalashnikov (nome amicale dell’ AK-47, un “regalino” dell’Unione Sovietica al mondo), altroché camicie azzurre e risatine da ebete”. Sì, perché chi ha svolto il lavoro ha eseguito i cosiddetti "rialzi" (il taglio dei rami ad altezza uomo) lasciando le franche ovunque, e ha segato piante sempre senza liberare l'area (come si evince dalle foto). Osservando i cumuli di rami e frasche abbandonate in un angolo, appena oltre la rete metallica, naturalmente il signor Egidio pensa: “se facessi io un lavoro del genere mi starebbero multando da 3 giorni consecutivi: dovrebbero darsi il cambio i vigili, per completare i verbali di sanzione”.

Abbandonato il parco delle Lavandaie, magari passeggia verso piazzale Lubiana, e osservata la teleferica senza fili, pensa qualcosa del tipo: “Lléé, spettacolo l’omo! Utilissima quanto te, devo dire. Dai, trovate ancora soldi per le vostre stupide iniziative di piazza. Ma vat’la tor nter..., va!”.

ZFoto WhatsApp Image 2018 03 11 at 15.12.37 1Completato il giretto con Fufi, e pensate tutte queste cose, il cittadino comune (o meglio: diverso dal Comune) probabilmente scuoterà il capo, vedendo in via Del Bono la propria auto parcheggiata accanto ad un altro albero tagliato ma non sostituito e soprattutto di cui non è stata asportata la ceppaia.
Quindi ecco che, come dicevamo nell’incipit dell’articolo, il tema sollevato dai tagli in Cittadella non riguarda tanto la classificazione sullo stato di salute della pianta (A e B e via dicendo), quanto l’onestà di chi compie la scelta, che non è mai stata messa tanto in dubbio quanto in questa fase storica.
Volete capire perché una Parma storicamente antifascista voti massicciamente la Lega di Matteo Salvini? Ve lo spieghiamo noi, o almeno vi porgiamo un’ipotesi: se voi foste una mamma con passeggino, un disabile o un over 75 e aveste parcheggiato in via Del Bono accanto a questa pianta, chi votereste, per togliervi di torno chi si disinteressa alla vostra possibilità di movimento?

Ecco, bravi: vi siete già risposti. Il “signor Egidio” è semplicemente uno stanco di sentirsi così arrabbiato, così sopraffato, e così schernito. E da queste sue sensazioni occorre ripartire: in altre parole, occorre...piantarla.

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