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Cittadella taglio alberi esterni IUna protesta che sta diventando virale e che passa di bacheca in bacheca: no, niente “influencer”, ordini di scuderia e gruppi alla “Condividi se anche tu sei indignato!!11!!!”, solo delle considerazioni dettate dal buonsenso e che si ripetono periodicamente, da quando Michele Alinovi è assessore all’Urbanistica. E che stanno coinvolgendo ora gli arbusti di strada delle Rimembranze.
Gli alberi sembrano essere un oggetto d’arredo, quando va bene, per questo esponente della giunta Pizzarotti. Quelli della Cittadella, poi, sono un tema antico: alcuni anni fa ne fece abbattere circa 500 ( LEGGI ), con il beneplacito del responsabile della Consulta del Verde, quel Marco Romano che, forse come “incasso politico”, proprio i pizzarottiani candidarono a sindaco di Langhirano ( LEGGI poi vinse Bricoli).
Interpretazioni malevole? Sì, stoppardi: un annetto fa, quando Pizzarotti lasciava il M5S, Romano fondava “Effetto Langhirano” ( LEGGI ). Ma quali interpretazioni, siamo seri!
Oggi? Oggi la situazione non pare cambiata più di tanto: la totale mancanza di manutenzione viene fatta passare come “colpa” delle piante, e dato che siamo in giro per tagliare, diamoci dentro in tutta l’area.
Ovviamente, come già in passato è accaduto,l’operazione ha sollevato le proteste degli “aficionados” del parco della Cittadella, una delle quali scrive “stanno devastando la Cittadella e via delle Rimembranze. Alberi secolari e sanissimi vengono tagliati senza nessuna logica. Altri sono già segnati” e contestualmente tocca un altro punto interessante: “Ma nessuno dice niente? Dove sono gli ambientalisti? È una vergogna”.
Cittadella taglio alberi esterniGià, gli ambientalisti: ci sarebbe molto da dire sui silenzi, complici e collusi, di associazioni come la Legambiente del dopo-Dradi e del WWF. Allineati, silenziosi, escono con pubbliche denunce a ritmi semestrali ma sempre senza “fare male”, anche se è ormai plateale la vocazione della giunta Pizzarotti a contabilizzare gli oneri di urbanizzazione e a cementificare tutto ciò che si può trasformare in parco commerciale. Anche se la qualità dell’aria che respiriamo è in continuo e progressivo peggioramento. Anche se a ben guardare non esiste praticamente più un solo indirizzo della giunta che si possa considerare “green”. Un atteggiamento, quello delle associazioni ambientaliste, che da un lato ne racconta la moralità e dall’altro ne spiega la grande disaffezione dei parmigiani.
In effetti fanno parte di una Parma mediocre e imbambolata che le generazioni a venire guarderanno con compatimento.

Certamente ci sarà almeno un tecnico del “giro” del Comune di Parma che spiegherà che quelle piante, apparentemente sanissime, in realtà avevano una rara malattia invisibile ad occhio nudo: l'agronomo, obtorto collo e travolto dalle polemiche, produrrà il vta delle piante, e sulla base della relazione si evincerà che l'abbattimento era improrogabile e importantissimo, non essendo più la pianta in classe A, B, C, ma essendo anche oltre il Cb (malattie in atto)...saranno certamente in classe D (da abbattere).
Cosa ne pensa la gente comune? “ Avevo 89 anni ed ero sano. Vergognatevi!!! Davvero uno schifo”, ha scritto un passante su un tronco brutalmente segato. Segno di una ormai diffusa sfiducia rispetto alla sincerità e alla moralità degli interventi. E' questa la chiave di lettura rispetto alla vicenda: non è in discussione tanto la salute di quella singola pianta, quanto la fiducia che un cittadino può nutrire verso chi decide.

Reazione ingiustificata? Bé, se consideriamo le dinamiche della stessa Cittadella, dell'Oltretorrente ( LEGGI DELLA FAMOSA VICENDA DEI CACHI ), del Cavagnari ( LEGGI ) , di via Pini ( LEGGI ) e di mille altre situazioni ancora, magari una sfiducia conquistata azione dopo azione. Federico Pizzarotti sta aumentando progressivamente l’odio sociale che lo circonda e che, potete starne certi, lo travolgerà: l’aria è cambiata, ma è troppo prigioniero di se stesso per rendersene conto.

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